21/05/2020
IL 2020 È L’ANNO IN CUI TUTTI GLI ITALIANI SCOPRONO LA POSSIBILITÀ DI ACQUISTARE ONLINE.
Analizziamo qualche numero per capire cosa è successo nel commercio elettronico nel 2019 e nei primi mesi del 2020 (la fonte principale è il rapporto Casaleggio Associati pubblicato in questi giorni e altre fonti che trovate in fondo al post).
Leggendo questi numeri potete intuire che sia in atto una svolta epocale nel processo di acquisto degli utenti.
Gli operatori che sapranno interpretare questo momento potranno raccogliere nuovi clienti per poter competere in un nuovo spazio di domanda che si sta creando: l’acquisto online anche dai negozi locali.
Cosa è successo nel mondo negli ultimi 15 mesi?
America Latina, Africa (considerati paesi economicamente “poveri”) e Medio Oriente crescono del 21% mentre nord America ed Europa (mercati già consolidati),vedono una crescita più lenta ma comunque a doppia cifra(rispettivamente del 14,5% e del 10%) (1).
In particolare vediamo che sta cambiando l’approccio culturale agli acquisti da parte degli utenti.
Alla data del 21 marzo 2020 e stato registrato un incremento del 35% di persone che hanno acquistato beni di largo consumo online rispetto alla normalità.
Nel complesso, il 73% dei consumatori nel mondo acquista sia online che in negozi fisici senza che un opzione escluda l’altra (2).
IN ITALIA COSA CI DICONO I NUMERI?
Rispetto all’offline che negli ultimi 10 anni ha visto scomparire circa 63 mila negozi (-11%) (3),
In tutto il 2019, le imprese attive che si sono registrate con codice ATECO 47.91.1 relativo al commercio online (primario o secondario) sono 6.968 ovvero il 20% in più rispetto a quelle registrate nel 2018 (4).
Il valore del fatturato e-commerce in Italia nel 2019 e stimato in 48,5 miliardi di euro, con una crescita del 17% sul 2018.
IN PIENA PANDEMIA COSA È SUCCESSO IN ITALIA?
L’Italia e stato il primo Paese in Europa coinvolto nella pandemia e il primo Paese con la necessita di bloccare alcune attività per la sicurezza della popolazione e nel tentativo di rallentare la diffusione del virus (5).
Il traffico web è cresciuto a causa del maggior numero di persone confinate in casa che si sono riversate sul web.
In particolare il traffico è aumentato per i siti della grande distribuzione (oltre il 250%) e il food delivery.
Gli italiani hanno iniziato a conoscere e usare servizi che permettono di acquistare anche beni di prima necessità attraverso i canali online.
Dal cinema trasformato in Netflix, alla scuola su Google Classroom o Skype, al corso di aerobica ora fatto online, fino allo shopping.
Ed e proprio quest’ultimo che genera una grande
trasformazione economica e sociale in un lasso di tempo molto breve.
I dati del mese di marzo rispetto all e-commerce sono stati positivi, si parla di raddoppio dei risultati.
Tra i settori che hanno beneficiato maggiormente di questo periodo c’e la grande distribuzione.
Questo settore, insieme al food delivery, fa parte del settore Alimentare che rappresenta il 3,1% del totale.
A contribuire alla crescita anche gli ecommerce di prossimità (negozi di vicinato), che sono cresciuti circa del 16% (7).
Chi vede un nuovo canale di vendita come una minaccia è fuori dal mercato.
Le abitudini dei consumatori stanno cambiando, chi intercetterà le domande di nuovi utenti avrà vinto.
Molti hanno puntato a modificare il target o i servizi.
Gli operatori che stanno soffrendo di una perdita di fatturato oggi devono riuscire a ricalibrare i prodotti venduti in base alle nuove esigenze dei clienti, facendosi trovare pronti quando il Covid-19 sarà debellato.
Chi non lo fa è fuori dal mercato.
Il futuro per i negozi fisici è il marketing globalizzato, integrare i propri negozi fisici con l’online (ecommerce di prossimità).
È chiaro a tutti (per chi ha un ecommerce da ottimizzare o per chi deve iniziare) che la prima cosa da fare è AGIRE subito.
La seconda cosa da fare, più importante della prima, è AGIRE bene.
Fare “investimenti giusti” e mirati alla conversione dei contatti in clienti da fidelizzare, investire tempo e risorse per dialogare con i clienti
Quando dico “investimenti giusti” intendo dire: non investire economizzando affidando la gestione del marketing strategico all'amico del cugino che ti fa risparmiare, cimentandosi in iniziative poco strutturate.
Fare e-commerce è una cosa seria, non è adatto a chi vuole entrare in punta di piedi pensando “iniziamo, vediamo cosa succede”.
Studiare il mercato di riferimento, strutturare e ottimizzare e questo è solo l'inizio.
Sal Corvino
1: Global Ecommerce 2019, eMarketer,2019;
2: Tracking the unprecedented impact of Covid-19 on U.S. CPG shopping behavior, Nielsen, 2020;
3: Se Roma diventa una “Amazon con il Colosseo”: i costi sociali e ambientali dell’e-commerce, Secolo d’Italia,
4: Telemaco, Sportello telematico per l’accesso al Registro Imprese, Infocamere, 2020;
5: Coronavirus impact on consumers and business, Reply, 2020;
6: Analisi dei prezzi durante il primo mese di COVID-19, Competitoor, 2020;
7: Raddoppia l’e-commerce, grande distribuzione +16,4%, La Stampa, 2020;