Andrea Cerrato

Andrea Cerrato Destination manager - Sviluppiamo sistemi turistici, reti tra imprese, strategie di posizionamento.

23/04/2026

Da tempo sto lavorando su un passaggio che per me non è più teorico, ma operativo:
da rurale a turistica.

Non è un cambio di nome.
È un cambio di modello economico.

Nel primo caso l’agricoltura è raccontata.
Nel secondo caso l’agricoltura incassa.

E quando inizi a guardare la distribuzione reale della spesa, capisci subito perché questo tema non è più rimandabile.

Ho provato a spiegarlo in modo molto concreto, partendo proprio da quei 100 euro.

➡️ Ho scritto un articolo su LinkedIn dove metto numeri, logiche e implicazioni di questo cambio di prospettiva.

Se lavori nel turismo, nell’agricoltura o nello sviluppo territoriale, ti consiglio di leggerlo.

Perché qui non stiamo parlando di esperienze.
Stiamo parlando di valore, lavoro e futuro dei territori.

🔗 Link all’articolo nei commenti

scrivimi se vuoi applicare anche sul tuo territorio questo modello:
[email protected]

🚩[ Turismo rurale o Agricoltura turistica? ]🚩🚩 Io cambio prospettiva, voi?Il   rurale nasce con uno sguardo esterno: è i...
17/04/2026

🚩[ Turismo rurale o Agricoltura turistica? ]
🚩🚩 Io cambio prospettiva, voi?
Il rurale nasce con uno sguardo esterno: è il turismo che entra in campagna, la osserva, la consuma, a volte la interpreta. L’agricoltura turistica, invece, ribalta il punto di vista: è l’agricoltura che diventa protagonista, che struttura un’offerta, che decide come raccontarsi e, soprattutto, come essere vissuta.

🚩 L’ ha un vantaggio competitivo enorme rispetto ad altri asset turistici: è autentica per definizione. Ma questa autenticità, se non viene organizzata, rischia di rimanere invisibile o, peggio, inutilizzabile.
In Italia continuiamo invece, troppo spesso, a trattarla come contorno. La raccontiamo bene, la fotografiamo meglio, ma fatichiamo a trasformarla in offerta strutturata.

Propongo un cambio di prospettiva che considero necessario, prima ancora che utile: smettere di parlare di turismo rurale e iniziare a ragionare in termini di agricoltura turistica.

🚩 Su l'articolo completo!
https://www.linkedin.com/pulse/turismo-rurale-o-agricoltura-turistica-io-propongo-un-cerrato-ih0nf/?trackingId=DWdh66lCQKyMjWm8t4UCWg%3D%3D

Non è una sfumatura lessicale. È un cambio di paradigma.
Perché Il punto, in fondo, è molto semplice: il non solo si difende. Si usa.

Cosa ne pensano i colleghi?

C’è una professione nel turismo italiano che per troppo tempo è rimasta senza una vera rappresentanza.Una figura central...
15/04/2026

C’è una professione nel turismo italiano che per troppo tempo è rimasta senza una vera rappresentanza.
Una figura centrale, ma spesso interpretata in modo diverso da territorio a territorio, tra pubblico e privato.

Oggi questa voce esiste. Ed è - www.assidema.it

nasce dalla visione di un gruppo di professionisti con un obiettivo chiaro: dare identità, metodo e prospettiva al ruolo del , contribuendo allo sviluppo reale delle destinazioni, non solo alla loro promozione .

Per me non è solo un’associazione.
Sono orgogliosamente uno dei co-founder e anche referente per Piemonte e Valle d’Aosta.

Un ruolo che significa una cosa molto concreta: lavorare sui territori, creare connessioni, costruire opportunità.

Abbiamo iniziato due anni fa, in silenzio, oggi siamo tantissimi in tutta Italia.
Una delle 5 sedi territoriali è ad Asti, non a caso. Un territorio laboratorio dove il destination management non è teoria, ma pratica quotidiana.

Cosa stiamo facendo?

Stiamo costruendo una rete vera tra professionisti.
Stiamo portando formazione, confronto, metodo.
Stiamo lavorando per far dialogare davvero pubblico e privato, superando quella frattura che per anni ha rallentato lo sviluppo delle destinazioni.
Stiamo contribuendo a definire una figura professionale che oggi è sempre più strategica per le DMO, le DMC e per i Sistemi Turistici di Destinazione.
Dialoghiamo costantemente con Ministeri e Camere di Commercio.

In sintesi: stiamo provando a dare struttura a un mestiere che troppo spesso è stato lasciato all’improvvisazione.

Ma da soli non basta.

Abbiamo bisogno di professionisti che già operano nel turismo.
Abbiamo bisogno di giovani che vogliono entrarci davvero, con competenze e visione.
Abbiamo bisogno di persone che non si accontentano di “fare turismo”, ma vogliono costruire destinazioni.

Se ti riconosci in questo approccio, il messaggio è semplice:

Associati - www.assidema.it
Contattami: [email protected]
Incontriamoci nella sede di Asti.

È il momento di far sentire la nostra voce.

🚩🚩🚩🚩   ... è in distribuzione!!! . Un nuovo modo di ascoltare il territorio è una rivista, un dispositivo narrativo e se...
29/03/2026

🚩🚩🚩🚩 ... è in distribuzione!!!
. Un nuovo modo di ascoltare il territorio è una rivista, un dispositivo narrativo e sensoriale su progetti, storie ed eventi capaci di far risuonare un territorio e la sua vocazione turistica.

Ogni numero è un incontro tra chi lo vive e chi lo visita.
Un modo di ascoltare che non è nostalgia, ma movimento. Non celebrazione, ma sguardo curioso.
. 50 anni di tamburello a muro è il numero monografico che celebra uno sport iden3tario, ancora oggi vitale, che in Monferrato unisce paesi, comunità e generazioni. Attraverso fotografie, contributi inediti e narrazioni visive e testuali, indaga il tamburello come disciplina, come ispirazione culturale e come lente per interpretare il contesto territoriale.

TRUE SOUNDS. Un nuovo modo di ascoltare il territorio
🚩 Periodico di informazione, cultura e turismo
ISSN 3103-5779
🚩Editore: Promo, Asti
🚩Direttore responsabile: Liana Pastorin
🚩Periodicità: annuale
🚩Titolo del Numero monografico: TAMBASS. 50 anni di tamburello a muro
🚩 Partner: Comitato Regionale Piemonte + Monferrato&ValBormida
ISBN 979-12-243-2255-9
🚩Numero pagine: 96
🚩Prezzo: 15 euro

🚩 copie: www.truesounds.it oppure Promo, piazza San Martino 11, Asti

🚩 Hanno a questo numero:
Ivo Anselmo, Mimmo Basso, Franco Binello, Riccardo Bonando,Enrico Capello, Nicolò Cataldo, Andrea Cerrato, Carlo Cerrato, Alessandra De Vincenzi, Edoardo Facchetti, Claudio
Galletto, Roberto Gino, Sergio Miglietta, Liana Pastorin.
🚩 Foto dei campi e riprese video: Marc Sirito Virtus.
🚩Art Director Grafica: Fabio Sorano.
Fotografie: Sergio MiglieBa, Archivio Lavazza, Archivio Basso, Archivio Giuseppe Prosio.
🚩 Intervistati: Francesco Durando, Mauro Fracchia, Walter Cantarella, Arturo Morellato.

[Qual'è la vera faccia dell' ? Hanno ancora senso i piccoli comuni?]🚩 Sono uscito dal convegno su “Il futuro dei piccoli...
30/01/2026

[Qual'è la vera faccia dell' ? Hanno ancora senso i piccoli comuni?]
🚩 Sono uscito dal convegno su “Il futuro dei piccoli comuni” organizzato da , tra i relatori gli ottimi Marco Bussone e Matteo Barbero, con un dubbio che, da , mi porto dietro da anni:

🚩stiamo cercando la formula corretta tra unioni, convenzioni, fusioni forse prima ancora di chiarire le loro opportunità reali?

Il e l'esperienza di può essere un modello da prendere come esempio?

Sul il mio pensiero e alcune curiosità emerse durante i convegno.

[Qual'è la vera faccia dell' ? Hanno ancora senso i piccoli comuni?] Sono uscito dal convegno su “Il futuro dei piccoli comuni” organizzato da , tra i relatori gli ottimi Marco Bussone e Matteo Barbero, con un dubbio che, da , mi porto dietro da anni: st...

Perché metto insieme Coelho, Rumiz e Zalone?😃 La verità sui cammini.🥰 Un nuovo articolo su   e su spotify!🚩 linkedin: ht...
26/01/2026

Perché metto insieme Coelho, Rumiz e Zalone?
😃 La verità sui cammini.
🥰 Un nuovo articolo su e su spotify!

🚩 linkedin: https://www.linkedin.com/pulse/perch%C3%A9-metto-insieme-coelho-rumiz-e-zalone-andrea-cerrato-letyf

🚩 spotify: https://open.spotify.com/episode/3BFnLOmvkLN3OHQ79prYOX?si=UHyau2lsQnC1GLahVyO8Mg


Prendiamo due autori che parlano di cammino in modo molto diverso – Paulo Coelho e Paolo Rumiz – li mettiamo accanto a un film che ha intercettato l’immaginario collettivo del “camminare” – Buen Camino di Checco Zalone – e poi usiamo tutto questo come lente per leggere una moda turisti...

Il destination manager deve innamorarsi della destinazione o restare lucidamente imparziale?👉 Tre domande scomode, ma de...
10/01/2026

Il destination manager deve innamorarsi della destinazione o restare lucidamente imparziale?
👉 Tre domande scomode, ma decisive, per chi lavora davvero nei territori.

In questo articolo provo a smontare qualche luogo comune e a rimettere al centro metodo, responsabilità e scelte.

👉 Leggi l’articolo completo e dimmi da che parte stai.

Meglio “figlio del territorio” o professionista in trasferta? La domanda è scomoda, ma è quella che separa la retorica dai risultati, sul serio. Perché la destinazione turistica non è un logo e non è un calendario eventi: è un ecosistema di persone, imprese, amministrazioni, paesaggi e asp...

😍  . Da giorni la mia mente lavora su una parola sola:  . Più ci penso, più capisco che non è un verbo: è un’idea di  .N...
04/01/2026

😍 . Da giorni la mia mente lavora su una parola sola: . Più ci penso, più capisco che non è un verbo: è un’idea di .

Ne ho parlato con alcuni colleghi destination manager in giro per l’Italia… e sì: piace.
Perché dentro c’è pasto, passo, territorio e relazioni, senza banalità.
Da domani si cucina sul serio: ci siete?

.
Parola da osteria vera, non da trend. E proprio per questo può diventare un progetto turistico.

Dopo il riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana, il rischio è noto: trasformare tutto in uno slogan (“si mangia bene ovunque”) e perdere ciò che conta davvero: comunità, filiere, gesti, territorio. Io vorrei fare il contrario. Ripartire da una parola antica, concreta, quasi dimenticata, e usarla come chiave per costruire un’offerta nuova, non banale.

🚩Etimologia prima di tutto.
è netta: pasteggiare deriva da pasto e, in origine, significa “fare il pasto”; in uso antico anche “fare convito, fare festa a tavola”.
Oggi sopravvive quasi sempre nella forma che conosciamo: pasteggiare “a” o “con” qualcosa, soprattutto una bevanda, o ancora in “vino da pasteggio / da pasto”. E “pasto” a sua volta viene dal latino pastus, legato a pascĕre (nutrire, pascere): dentro quella radice c’è il nutrimento come gesto quotidiano, quasi “primordiale”, non la performance gastronomica.
Se vogliamo spingerci ancora più indietro: nel Vocabolario della Crusca “pasteggiare” è semplicemente “far pasto”, con rimando all’idea di convito (epulum).
E nei repertori storici troviamo anche forme antiche/affini (come pastigiare, pastinare) che raccontano un verbo vivo, popolare, non salottiero.

🚩E poi c’è un proverbio toscano che è un manifesto di turismo di valore, prima ancora che esistesse la formula: “Il vino che si pasteggia non imbriaca”. Perché il punto non è sballarsi: è accompagnare, misurare, stare dentro una relazione.

🚩E poi c’è un serio che mi piace: in “pasteggiare” io sento anche “passeggiare”. Pasto + passo. Tavola + territorio. Il progetto nasce qui: itinerari brevi, pensati per essere vissuti lentamente, dove il viaggio non è una lista di assaggi ma un percorso di relazione.
Si cammina per capire: mercati, orti, botteghe, laboratori, cucine domestiche. E poi ci si siede per connettere: una tavola vera, senza patine, dove l’esperienza è fatta di persone prima che di piatti.

🚩Un contemporaneo può essere il gin, non come moda da bancone ma come “geografia liquida”: botaniche, bacche, essenze, coltivazioni che cambiano da regione a regione e raccontano paesaggi e saperi. Sempre con una regola: qualità, misura, consapevolezza.

PASTEGGIARE non è un tour.
È un format replicabile e una rete: destination manager che, in diverse regioni, costruiscono micro-offerte 24–48 ore, curate, autentiche, non mainstream (ma capaci di diventarlo). Un patto tra territorio e viaggiatore, all’insegna delle relazioni.

A questo link viene approfondito il progetto:
https://www.linkedin.com/pulse/pasteggiare-andrea-cerrato-fyi2f

Sei interessato ad approfondire l''idea?
[email protected]

Ho chiesto all’intelligenza artificiale di analizzare i miei profili social, gli articoli i podcast.Poi come si fa con i...
04/01/2026

Ho chiesto all’intelligenza artificiale di analizzare i miei profili social, gli articoli i podcast.
Poi come si fa con i cartomanti ad inizio anno ho chiesto come sarà il 2026… e questo è il risultato… si lo sappiamo che l’AI ci dà sempre ragione… ma un po’ di sano ottimismo ci vuole, no?

#2026

[ Vivere meglio ha un costo, chi paga?]Provo a dirla semplice, da hashtag  che da anni vive tra piani strategici, territ...
19/12/2025

[ Vivere meglio ha un costo, chi paga?]
Provo a dirla semplice, da hashtag che da anni vive tra piani strategici, territori reali e persone molto concrete... ogni anno il nostro settore adotta parole nuove, le facciamo brillare nei convegni, le infiliamo nei bandi, le ripetiamo nei post finché non diventano rumore.
Poi, quando perdono forza, le abbandoniamo e ne cerchiamo altre. È successo con hashtag , con hashtag , con hashtag .

Se devo fare una scommessa sulle due parole che useremo di più nel 2026, sono queste: hashtag e hashtag .

Partono da mondi diversi.
- La rigenerazione nasce come concetto economico e urbanistico: investimenti, recupero, hashtag , nuovi usi.
- L’impatto sociale arriva da un altro lato: comunità, hashtag della vita, hashtag , equità.
Eppure oggi non possono più permettersi di viaggiare separate.
Rigenerare senza impatto sociale significa rifare spazi più belli, ma non necessariamente più giusti.

Parlare di impatto sociale senza rigenerazione significa spesso restare nel campo delle buone intenzioni, senza cambiare davvero i luoghi.
Il punto vero, quello scomodo, è un altro: entrambi costano. E costano tanto.
Costano tempo, competenze, ascolto. Costano rinunce. Costano scelte che non fanno tutti contenti.

E allora la domanda che evitiamo sempre è questa: chi paga?
Il hashtag , con tasse più alte, servizi che cambiano, quartieri che si trasformano?
Oppure il hashtag , con prezzi più alti, accessi regolati, esperienze meno “libere” e più consapevoli?

[ Vivere meglio ha un costo, chi paga?] Provo a dirla semplice, da che da anni vive tra piani strategici, territori reali e persone molto concrete... ogni anno il nostro settore adotta parole nuove, le facciamo brillare nei convegni, le infiliamo nei bandi, le ripetiamo nei post....

Indirizzo

Asti

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Andrea Cerrato pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Andrea Cerrato:

Condividi