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PRIMA E DOPO: come dire che il tuo chatbot è un chatbot.L’AI Act chiede che chi interagisce con un sistema di Intelligen...
24/08/2026

PRIMA E DOPO: come dire che il tuo chatbot è un chatbot.

L’AI Act chiede che chi interagisce con un sistema di Intelligenza Artificiale sappia che sta parlando con un’AI.

Non serve il burocratese.

“Il presente servizio utilizza un sistema automatizzato…”

“Ciao! Sono l’assistente virtuale di [NOME ATTIVITÀ] e sono un chatbot basato sull’AI.” Più chiaro, più diretto, più utile.

Sul sito PennaPixel trovi le formule già pronte per chatbot, sito e risponditore telefonico.

Metti il nome della tua attività e copi.

👉 Link in bio.

AI Act: 5 cose che NON devi fare solo perché qualcuno ti ha detto che “sono obbligatorie”.Da quando si parla di AI Act, ...
20/08/2026

AI Act: 5 cose che NON devi fare solo perché qualcuno ti ha detto che “sono obbligatorie”.

Da quando si parla di AI Act, online è comparso di tutto.

Obblighi che non esistono.
Regole valide solo in determinati casi presentate come universali.
E, molto spesso, una soluzione a pagamento pronta a “metterti a norma”.

Il problema è che l’AI Act non impone le stesse cose a tutti.

Dipende da come utilizzi l’Intelligenza Artificiale, dal sistema che stai usando, dal livello di rischio e dal ruolo che hai rispetto a quella tecnologia.

Quindi, prima di comprare corsi, certificazioni, registri, consulenze o strumenti perché qualcuno ti dice che sono “obbligatori”, fai una domanda molto semplice:

“In quale articolo dell’AI Act è scritto?” E chiedi il numero.

Perché essere conformi alla normativa sull’Intelligenza Artificiale non significa fare tutto quello che leggi online.

Significa capire quali obblighi riguardano davvero la tua attività.

Sul sito PennaPixel trovi il nostro check gratuito sull’AI Act, diviso per categoria, per capire cosa devi controllare davvero e cosa invece non ti riguarda.

👉 Link in bio.

Prima di spendere soldi per “metterti a norma”, verifica se quella norma esiste davvero.

L’AI può aiutarti a lavorare. Ma la responsabilità di quello che firmi resta tua.Per un professionista, prima ancora del...
18/08/2026

L’AI può aiutarti a lavorare. Ma la responsabilità di quello che firmi resta tua.
Per un professionista, prima ancora dell’AI Act, ci sono due questioni che non possono essere ignorate: segreto professionale e responsabilità sul proprio lavoro.

Avvocati, consulenti, commercialisti e studi professionali usano sempre più spesso strumenti di Intelligenza Artificiale per cercare informazioni, riassumere documenti o preparare bozze. Ma c’è un rischio che viene ancora sottovalutato.

Un modello AI può inventare una sentenza, una fonte, un riferimento normativo o una citazione e presentarteli con la stessa sicurezza con cui ti restituisce un dato corretto.

Ed è proprio questo a renderlo pericoloso: sembra credibile.

I casi di citazioni giurisprudenziali inesistenti finite in atti professionali hanno già dimostrato una cosa molto semplice:

“Me l’ha detto l’AI” non ti solleva dalla responsabilità.

Se il tuo nome è sul documento, devi sapere:
cosa è stato verificato, quali dati sono stati inseriti nello strumento e come il fornitore AI li tratta.

Per questo non basta adottare ChatGPT o un altro software e iniziare a usarlo.

Serve un metodo.

Sul sito PennaPixel trovi la pagina dedicata ad AI, professionisti e studi professionali, con:

• il check per capire cosa controllare prima di usare uno strumento AI;
• le verifiche da fare sui dati e sui fornitori;
• un modello di email già pronta da inviare al fornitore per chiedere le informazioni necessarie.

👉 Link in bio.

L’AI può scrivere la bozza. La responsabilità, però, non si delega.

Non sempre il problema è l’AI Act. A volte è semplicemente GDPR.Ed è proprio qui che molte aziende e segreterie rischian...
13/08/2026

Non sempre il problema è l’AI Act. A volte è semplicemente GDPR.
Ed è proprio qui che molte aziende e segreterie rischiano di sbagliare.

Succede spesso in buona fede: c’è un documento da riassumere, una mail da sistemare, un file da analizzare. Si copia tutto dentro uno strumento di Intelligenza Artificiale per risparmiare tempo. Il problema?

Dentro quel testo potrebbero esserci nomi, email, dati personali, informazioni riservate o dati che non dovrebbero essere caricati su strumenti esterni senza prima aver verificato come vengono trattati.

Chi lo fa, nella maggior parte dei casi, non vuole violare nessuna regola.
Vuole semplicemente fare più velocemente una cosa noiosa.

Ed è proprio per questo che non basta dire ai dipendenti “non fatelo”.

Serve una regola interna chiara, scritta e uguale per tutti:
cosa si può inserire negli strumenti AI, cosa deve essere anonimizzato e cosa invece non deve uscire dai sistemi aziendali.

Così la gestione dei dati non dipende dalla prudenza o dalla giornata storta del singolo.

Sul sito PennaPixel trovi la pagina dedicata alle segreterie e all’utilizzo dell’AI nel rispetto del GDPR, insieme a un **modello di regolamento interno da adattare alla tua organizzazione.

👉 Link in bio.

L’AI può analizzare le emozioni degli studenti a scuola?C’è un divieto dell’AI Act di cui docenti, formatori e istituti ...
10/08/2026

L’AI può analizzare le emozioni degli studenti a scuola?

C’è un divieto dell’AI Act di cui docenti, formatori e istituti scolastici parlano ancora pochissimo.

Dal 2 febbraio 2025, l’uso di sistemi di Intelligenza Artificiale per il riconoscimento delle emozioni nelle istituzioni educative è vietato, salvo specifiche eccezioni legate a ragioni mediche o di sicurezza.

Eppure questi strumenti esistono e spesso vengono presentati come soluzioni innovative per la formazione.

Parliamo, per esempio, di sistemi che attraverso we**am, dati biometrici o analisi delle espressioni facciali cercano di capire se uno studente è coinvolto, annoiato, stressato o in un determinato stato emotivo.

Durante le formazioni sull’AI Act che ho tenuto quest’anno, quasi nessuno conosceva questo divieto.

Ed è proprio questo il problema: usare l’AI a scuola non significa solo scegliere ChatGPT o un nuovo software didattico. Significa anche sapere quali strumenti di Intelligenza Artificiale sono consentiti e quali no

Sul sito PennaPixel trovi una pagina dedicata ad AI Act, scuola e formazione, pensata per docenti e formatori:

• cosa puoi utilizzare tranquillamente;
• quali utilizzi dell’AI sono vietati;
• cosa controllare nei software già presenti nell'istituto;
• cosa fare se scopri che uno di questi sistemi è già installato.

Perché conoscere l’AI oggi non significa solo saperla usare.

Significa anche sapere quando non può essere usata.

👉 Trovi la guida completa dal link in bio.

"Ho usato l’AI per questa foto. Devo scriverlo?”È probabilmente la domanda che ci state facendo di più da quando sono en...
08/08/2026

"Ho usato l’AI per questa foto. Devo scriverlo?”

È probabilmente la domanda che ci state facendo di più da quando sono entrate in applicazione le nuove regole dell’AI Act.

E no: non dipende da quanto hai modificato una foto.

Il punto è capire che cosa stai mostrando alle persone e se quel contenuto può essere scambiato per qualcosa di realmente accaduto o realmente esistente.

Hai usato l’AI per sistemare luce, colore o fare un normale editing della tua foto?
Non significa automaticamente che devi etichettarla come contenuto generato dall’AI.

Hai invece creato una persona, una scena o un’immagine realistica che può sembrare una vera fotografia?
Qui il discorso cambia e possono entrare in gioco gli obblighi di trasparenza.

Per esempio: migliorare la luce della foto reale del tuo prodotto non è la stessa cosa che generare una modella che sembra realmente indossarlo.

Ed è proprio qui che molti stanno facendo confusione.

Sul sito PennaPixel abbiamo preparato un check pratico sull’AI Act per artigiani e commercianti, con anche esempi ed etichette già scritte da utilizzare quando servono.

👉 Per info Link in bio.

Le sei date dell’AI Act, senza interpretazioni e senza allarmismi.Quella che conta per la maggior parte delle attività è...
31/07/2026

Le sei date dell’AI Act, senza interpretazioni e senza allarmismi.

Quella che conta per la maggior parte delle attività è la terza: dal 2 agosto 2026 partono gli obblighi di trasparenza.

Il rinvio di cui si parla riguarda soprattutto le ultime due scadenze del carosello, dedicate ai sistemi ad alto rischio. Non significa che sia stato rinviato tutto.

Fonte: Regolamento UE 2024/1689 e Digital Omnibus adottato dal Consiglio il 29 giugno 2026.

Salva il post, così quando qualcuno ti dice “ma è stato tutto rinviato” hai la risposta pronta. Condividilo con chi usa l’intelligenza artificiale per lavoro e commenta “AI NOVITÀ” se vuoi saperne di più.

Il 2 agosto entra in vigore la parte dell’AI Act che riguarda anche le piccole imprese e, in giro, si legge davvero di t...
30/07/2026

Il 2 agosto entra in vigore la parte dell’AI Act che riguarda anche le piccole imprese e, in giro, si legge davvero di tutto. Il rinvio approvato a giugno vale solo per i sistemi ad alto rischio: selezione del personale, scoring creditizio e situazioni che, in una piccola attività, raramente si incontrano.

Le regole sulla trasparenza, invece, partono adesso. Per questo abbiamo creato un sito con un check dedicato a quattro categorie: artigiani e commercianti, docenti, segreterie scolastiche e professionisti.

Rispondi alle domande e scopri cosa controllare e cosa sistemare, in ordine di priorità. Non è una verifica di conformità e non sostituisce un avvocato. È semplicemente lo strumento che avremmo voluto avere noi quando abbiamo iniziato a ricevere tutte queste domande.
Link in bio.

Salva il post e condividilo con chi usa l’AI per lavoro.

Commenta “AI NOVITÀ” qui sotto se vuoi saperne di più.

P.S. Nessuna immagine di questo carosello è stata generata con l’AI. Questa volta non ce n'era bisogno...

24/07/2026

L'approvazione della PED non è una semplice formalità. È uno dei momenti più importanti del progetto.

Prima di pubblicare, ci fermiamo.

Rivediamo ogni contenuto insieme al cliente, ci confrontiamo, raccogliamo eventuali modifiche e ci assicuriamo che ogni post rispecchi davvero il brand.

Questo passaggio è fondamentale perché evita imprevisti, garantisce coerenza nella comunicazione e permette di affrontare il mese con una strategia già definita.

Una PED approvata significa lavorare con più serenità, rispettare le tempistiche e mantenere una comunicazione costante e professionale.

Pensare di rivolgersi a tutti è una delle convinzioni che più spesso limita la crescita di un brandAvere un target chiar...
22/07/2026

Pensare di rivolgersi a tutti è una delle convinzioni che più spesso limita la crescita di un brand

Avere un target chiaro non significa chiudere le porte a nuovi clienti, ma costruire una comunicazione più efficace, coerente e riconoscibile
Quando conosci chi hai davanti, sai quali problemi affronta, quali parole usare e quali contenuti possono davvero creare valore.

La domanda non è: "Come posso parlare a tutti?"
La domanda giusta è: "A chi voglio essere davvero utile?"

Indirizzo

Via Firenze, 9
Castelgomberto
36070

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