Wine Selection Sebastiano Ramello

Wine Selection Sebastiano Ramello Italian wines, the necatar of the gods (Le foto non sempre corrispondono alla data dello scatto) I also deal with trade and i write on few wine food magazine.

I am International Wine Consultant and Italian wine promoter, i represent several Importer, Distributor in the main Country in the world and several wineries from Italy as Brand, Export, Marketing Manager. I write in several wine food magazine and i am a Italian territory promoter. My big passion: wine and travel

Chardonnay Montenetto di Brescia IGP — Casale Gabbadei, Azienda Vinicola Peri, 2011 — 12%Una bottiglia ritrovata, diment...
30/08/2026

Chardonnay Montenetto di Brescia IGP — Casale Gabbadei, Azienda Vinicola Peri, 2011 — 12%
Una bottiglia ritrovata, dimenticata per anni nella mia cantina privata. E che, una volta stappata, si è rivelata una piccola sorpresa enologica: un eccezionale, soprattutto per la capacità di raccontare il tempo.
Il Chardonnay Montenetto di Brescia IGP Casale Gabbadei, annata 2011, è un esempio affascinante di come uno Chardonnay possa evolvere lontano dai riflettori. Non siamo davanti al consueto Chardonnay giovane, fresco e immediato: dopo quindici anni, ciò che conta è la sua evoluzione terziaria, la complessità acquisita e l'equilibrio che la bottiglia è riuscita a conservare.
Nel bicchiere si presenta con un giallo dorato intenso, luminoso e profondo, con evidenti riflessi oro antico.
La tonalità è già quella di un bianco maturo: il colore suggerisce immediatamente un'evoluzione importante, ma non necessariamente ossidativa. La brillantezza è un segnale particolarmente positivo per una bottiglia di questa età.
Il primo impatto è quello di uno Chardonnay ormai lontano dalla sua giovinezza.
Emergono mela cotta, pera matura e frutta gialla, accompagnate progressivamente da sensazioni più evolute di nocciola, mandorla, miele e cera d'api.
Con l'ossigenazione nel calice compaiono sfumature di camomilla, fieno, erbe essiccate e vaniglia delicata, fino a una componente minerale e quasi balsamica.
È proprio questa stratificazione aromatica a renderlo interessante, non è un vino che cerca di impressionare con la freschezza, ma con la complessità.
Al palato è morbido e avvolgente, con una struttura sorprendentemente integra per un bianco del 2011.
La frutta è ormai matura, quasi confit, mentre la componente acida mantiene il vino vivo e gli impedisce di risultare pesante.
Si sviluppano note di frutta secca, miele, spezie dolci e b***o, con una sensazione tattile cremosa e un finale lungo, leggermente sapido.
Il carattere più affascinante è probabilmente il suo equilibrio tra maturità e vitalità.
È il genere di bottiglia che invita a bere lentamente, più che un semplice Chardonnay, diventa un documento del tempo trascorso in cantina.
Vista l'evoluzione, eviterei abbinamenti troppo delicati.
Lo vedrei magnificamente con: risotto ai funghi porcini, risotto allo zafferano e fonduta
crostacei gratinati, pesce al forno con erbe aromatiche, pollo o faraona arrosto, coniglio alle erbe, formaggi di media stagionatura, Parmigiano Reggiano, formaggi alpini leggermente stagionati.
Questa è una bottiglia che non avrei mai aperto aspettandomi semplicemente “uno Chardonnay del 2011”.
Il fatto che sia stata ritrovata e dimenticata in cantina la rende ancora più affascinante. Una bottiglia del genere non va giudicata soltanto secondo i parametri di uno Chardonnay giovane, va ascoltata per quello che è diventata.
Un bianco maturo, evoluto, complesso e sorprendentemente affascinante. Un piccolo tesoro di cantina.
Momento ideale: da bere ora, con servizio attento
Temperatura: 11–13 °C
Calice: ampio da vino bianco strutturato
Decantazione: non necessariamente; meglio aprirlo e seguirne l'evoluzione nel bicchiere.

Interessante: sul mercato si trova anche una versione denominata LOW Histamines con contenuto di istamine inferiore a 0,5mg/litro

🇬🇧 English version
Chardonnay Montenetto di Brescia IGP — Casale Gabbadei, Azienda Vinicola Peri, 2011 — 12%
A forgotten bottle, rediscovered in the cellar after many years — and a remarkable surprise once opened. An exceptional wine, above all for the way it expresses the passage of time.
The 2011 Chardonnay Montenetto di Brescia IGP Casale Gabbadei, from Azienda Vinicola Peri, is a fascinating example of how Chardonnay can evolve with age. This is no longer a young, fruit-driven white wine: after fifteen years, its appeal lies in its tertiary development, complexity and balance.
The wine shows a deep golden yellow colour, bright and intense, with beautiful old-gold highlights.
The colour immediately suggests significant bottle evolution. If the wine remains bright and luminous rather than dull or brownish, this is a particularly encouraging sign of its condition.
The bouquet opens with ripe yellow fruit, baked apple and mature pear, gradually revealing more complex tertiary aromas.
There are notes of hazelnut, almond, honey and beeswax, followed by hints of chamomile, dried herbs, hay and delicate vanilla.
With time in the glass, the wine may reveal subtle mineral and balsamic nuances.
This is where its charm lies: it is no longer a wine driven by youthful freshness, but by layers of complexity and evolution.
The palate is soft, rounded and enveloping, with remarkable structure for a fifteen-year-old white wine.
The fruit has evolved towards ripe and almost confit-like flavours, while the remaining acidity provides freshness and prevents the wine from becoming heavy.
Notes of dried fruit, honey, sweet spices and gentle buttery nuances develop across the palate, leading to a long, slightly savoury finish.
Its greatest virtue is the balance between maturity and vitality.
This is a wine to drink slowly, allowing it to evolve in the glass. It is not simply an aged Chardonnay — it is a snapshot of time preserved in a bottle.
🍽️ Food pairings
Its mature character calls for dishes with some weight and complexity.
Excellent pairings would include:
porcini mushroom risotto
saffron risotto with cheese fondue
gratinated shellfish
herb-roasted fish
roast chicken or guinea fowl
rabbit with Mediterranean herbs
medium-aged cheeses
Parmigiano Reggiano
mature Alpine cheeses
For a more adventurous pairing, I would also consider foie gras or rich liver-based preparations.
This is precisely the kind of bottle one would never expect to find after years of being forgotten in a cellar.
It should not be judged as a young, fresh Chardonnay. It deserves to be approached as a mature wine in its own right — complex, layered and shaped by fifteen years of bottle ageing.
An elegant, evolved and surprisingly captivating white wine — a genuine little cellar treasure.
Style: Mature, tertiary Chardonnay
Best enjoyed: Now
Serving temperature: 11–13°C / 52–55°F
Glassware: A generous Burgundy-style white-wine glass
Decanting: Not essential; better opened and allowed to develop gradually in the glass.

Interesting: there is also a version on the market called LOW Histamines with a histamine content of less than 0.5mg/liter

Today, with friends who came to visit us, we opened one of the most special bottles in our cellar: a Marzemino “Low Hist...
25/08/2026

Today, with friends who came to visit us, we opened one of the most special bottles in our cellar: a Marzemino “Low Histamines”, with a histamine content of less than 0.5 mg per litre.
Marzemino is a fascinating native red grape variety of northern Italy, traditionally associated with the Lake Garda area, particularly the Lombardy side and the vineyards around Garda and the lower Lake Garda hills. It produces wines of remarkable elegance rather than sheer power, with a bright ruby-red colour, delicate floral aromas, and distinctive notes of violet, red berries, wild strawberry and ripe cherry, often accompanied by subtle spicy and earthy nuances.
On the palate, Marzemino is typically fresh, fragrant and gracefully structured, with lively acidity and fine, gentle tannins. It is a wine that expresses its terroir through finesse and aromatic character rather than weight, and is particularly enjoyable when served slightly cool.
This particular Low Histamines version adds another fascinating dimension. Produced with careful attention to winemaking and histamine levels, it contains less than 0.5 mg/L of histamines, making it an especially interesting expression for those who pay close attention to the composition of their wine.
A bottle with a beautiful combination of territory, tradition and modern winemaking sensitivity — and, above all, a wine to be shared with good friends.

Questa è una bottiglia che merita di essere raccontata con calma, perché 18 anni di cantina cambiano completamente il mo...
24/08/2026

Questa è una bottiglia che merita di essere raccontata con calma, perché 18 anni di cantina cambiano completamente il modo di leggere una Barbera.
La Barbera d’Asti Superiore DOCG 2008 del Castello di Gabiano, oggi, non va cercata nella freschezza e nell’immediatezza della Barbera giovane: bisogna darle tempo nel bicchiere, lasciarla aprire e ascoltare ciò che l’invecchiamento ha aggiunto al vino.
Il Castello di Gabiano si trova nel Monferrato alessandrino, in posizione dominante sulla valle del Po.
Il colore dopo 18 anni mi aspetterei un rubino profondo ormai evoluto verso il granato, con possibili riflessi aranciati sull’unghia. È proprio quello che ci si aspetta dall’evoluzione di una Barbera importante: il colore perde progressivamente la componente violacea della gioventù e acquista tonalità più calde. Il disciplinare descrive infatti la Barbera d’Asti come rubino tendente al granato con l’invecchiamento.
Il naso, qui comincia il bello.
La Barbera del Castello di Gabiano viene prodotta con Barbera in purezza e affinata in tonneaux di rovere francese; la cantina descrive per questa etichetta un profilo aromatico caratterizzato da ciliegia, prugna matura, note balsamiche, grafite, frutta secca, pepe bianco e sfumature lignee.
Dopo 18 anni, però, questi profumi possono essersi trasformati. La ciliegia matura può ricordare la marasca sotto spirito, la prugna tende verso la frutta secca e compaiono suggestioni di tabacco, cuoio, sottobosco, humus, spezie dolci e balsamicità. La grafite e la componente minerale possono dare quella sensazione quasi “ferrosa” e austera che rende interessante una vecchia Barbera. E soprattutto: non bisogna aspettarsi necessariamente un profumo esplosivo. Un grande vino maturo spesso non urla più. Sussurra.
Il palato
La caratteristica straordinaria della Barbera è la sua acidità naturale, che le permette, nelle migliori espressioni, di attraversare gli anni mantenendo energia.
Nel 2008 questa componente dovrebbe essersi trasformata in una freschezza più composta, meno tagliente rispetto alla gioventù. Il vino dovrebbe presentarsi secco, caldo, sapido, con un corpo ancora presente ma più armonico, tannino ormai integrato e finale lungo.
La scheda ufficiale dell’Adornes parla proprio di una Barbera “seria, complessa e austera”, caratterizzata da freschezza, equilibrio, persistenza e una lieve vena amaricante nel finale. Ed è proprio quella vena amaricante, se elegante e non dominante, che può diventare interessantissima con il cibo.
Immagina dei porcini freschi appena raccolti sulle Alpi, semplicemente trifolati con olio, aglio e prezzemolo, oppure ancora meglio una tagliatella all’uovo con porcini.
Il vino porta acidità e freschezza, fondamentali per ripulire il palato dalla componente grassa e umami del fungo. I porcini, invece, restituiscono al vino quella dimensione di terra, sottobosco, humus e mineralità che nei grandi rossi maturi diventa una delle loro caratteristiche più affascinanti.
La temperatura? 18 °C circa, non più calda.
Io la aprirei con almeno un’ora di anticipo, ma senza travasarla immediatamente: prima assaggerei il vino appena aperto. Se è chiuso, lo lascerei respirare e seguirei la sua evoluzione nel bicchiere.
C’è poi una cosa che rende questa bottiglia ancora più interessante: la sua storia personale.
Quella bottiglia del 2008 non ha semplicemente passato 18 anni in una cantina.
Ha aspettato e nel frattempo il mondo è cambiato. La Barbera è uno dei grandi vini piemontesi capaci di raccontare una terra senza avere bisogno dell’austerità monumentale di un Barolo o di un Barbaresco. È un vino profondamente territoriale, gastronomico, capace di essere elegante senza perdere quella sua anima piemontese fatta di acidità, carattere e convivialità. E questa particolare Barbera ha anche un piccolo pezzo della tua storia professionale: anni fa l’ho introdotta in Cina e nel Nord America, mercati con i quali collabori da anni.
Ed è curioso pensare che oggi, dopo aver viaggiato idealmente molto più lontano della collina di Gabiano, questa bottiglia sia stata lì, nella mia cantina privata, ad aspettare il momento giusto.
Forse è questa la vera lezione del vino: alcune bottiglie non sono fatte per essere bevute quando le compri. Sono fatte per essere dimenticate per qualche anno… e poi ritrovate.
E dopo 18 anni, davanti a un piatto di porcini delle Alpi, quella Barbera del 2008 potrebbe finalmente aver trovato il suo momento. 🍷😊

Castello Di Gabiano

09/07/2026

Visita alla cantina Peri (Lombardia) produttore di vini denominati LOW Histamines

Returning to the great red   of my homeland, the Langhe, always feels like reconnecting with a language spoken through e...
30/06/2026

Returning to the great red of my homeland, the Langhe, always feels like reconnecting with a language spoken through elegance, time, and terroir. On this occasion, my glass takes me to the village of Neviglie, in the heart of the appellation, where I revisit the 2009 Rapalino Barbaresco DOCG, a 14% Nebbiolo crafted for longevity. This tasting is part of a search for mature vintages on behalf of friends and collectors from overseas, eager to discover the beauty of aged Barbaresco.
Neviglie, a small village in the province of Cuneo, is one of the most authentic expressions of the Barbaresco denomination. Its rolling hills, shaped by ancient calcareous marl soils of marine origin, produce Nebbiolo wines defined by finesse, aromatic precision, and remarkable ageing potential. The area’s unique microclimate, influenced by the nearby Tanaro Valley, allows for slow, even ripening, preserving freshness, structure, and complexity, even in warmer vintages.
In the glass, the 2009 Rapalino Barbaresco displays a luminous garnet hue with delicate brick-orange reflections at the rim, revealing its graceful evolution while maintaining an impressively vibrant core.
The bouquet is layered, refined, and continuously evolving. Initial aromas of dried rose petals and faded violets are joined by preserved red cherries, macerated wild berries, and subtle raspberry compote. With time in the glass, the wine reveals its mature character through notes of blond to***co, fine leather, licorice, forest floor, dried porcini mushrooms, black tea leaves, sweet spices, balsamic nuances, and the unmistakable hint of tar, a hallmark of beautifully aged Nebbiolo.
On the palate, the wine remains remarkably balanced. The entry is generous yet driven by vibrant acidity, which provides energy and length. The tannins have softened into a silky, finely woven texture, supporting a structure that still feels remarkably complete. The finish is long, elegant, and persistent, echoing flavors of licorice, earthy spices, damp woodland, and a pronounced mineral character that faithfully reflects the marl-rich soils of Neviglie.
This tasting is yet another reminder that Nebbiolo from Barbaresco, when grown in exceptional vineyards and allowed to mature patiently, possesses a rare ability to unite power with elegance. More than fifteen years after harvest, the 2009 Rapalino Barbaresco tells the story not only of a remarkable vintage, but also of one of the world’s most celebrated terroirs for age-worthy wines, the .😊🍷🌍

30/06/2026

Sto organizzandomi per una visita alle aziende vinicole in Trentino. Se qualche azienda di questa regione è intenzionata a incontrarmi mi contatti liberamente. 😊🍷🌍

There are certain   that possess the extraordinary ability to transport us back through time. Some bottles become true v...
09/06/2026

There are certain that possess the extraordinary ability to transport us back through time. Some bottles become true vessels of memory, capable of evoking places, emotions, and milestones with remarkable clarity. For me, one such wine is La Braja Barbera d’Asti DOCG 2010, produced by Castello di Gabiano.
Every time I have the pleasure of tasting it, I am reminded of the years spent promoting and selling wines across Hong Kong, China, and Canada. It is a wine that brings back memories of professional achievements, meaningful relationships, and rewarding experiences in international markets.
La Braja is born in the heart of the , one of Piedmont’s most prestigious wine-growing regions. Characterized by rolling hills, calcareous-clay soils, and a unique microclimate, this historic territory provides ideal conditions for producing wines of remarkable elegance, complexity, and longevity.
Crafted exclusively from Barbera grapes, one of Piedmont’s most celebrated indigenous varieties, the 2010 vintage represents a refined and mature expression of the grape. In the glass, it displays a deep garnet-red color, enriched by vibrant ruby highlights that reflect its excellent evolution over time.
On the nose, the wine offers a complex and sophisticated bouquet. Initial aromas reveal notes of marasca cherry, ripe plum, and preserved blackberries, followed by elegant nuances of sweet to***co, leather, dark cocoa, vanilla, and exotic spices. With aeration, additional layers emerge, including hints of forest floor, licorice, balsamic herbs, and delicate toasted notes, all contributing to its remarkable aromatic depth.
On the palate, La Braja is full-bodied, harmonious, and beautifully balanced. The attack is rich and enveloping, supported by the vibrant acidity that is characteristic of the Barbera grape. The tannins, softened and perfectly integrated through aging, frame a palate rich in ripe fruit, sweet spices, and cocoa notes. The finish is long, elegant, and persistent, leaving a memorable impression of refinement and complexity.
As for food pairings, this Barbera d’Asti excels alongside flavorful and structured dishes, including:
Barbera-braised beef and slow-cooked red meats
Game dishes, both feathered and furred
Roast lamb with aromatic herbs
Braised beef cheeks
Traditional tajarin pasta with meat ragù
Porcini mushroom or truffle risotto
Aged alpine and Piedmontese cheeses
Classic Piedmontese specialties such as bollito misto and finanziera
Served at approximately 18°C (64–65°F) and ideally decanted before service, La Braja Barbera d’Asti DOCG 2010 is far more than a fine red wine. It is a testament to the nobility of the Barbera grape, the excellence of the Monferrato terroir, and the power of wine to preserve our most meaningful memories. Some wines are simply tasted; others become part of our personal story. This is undoubtedly one of them. 😊🍷

Abbiamo stappato in   e con   un   rosso per una persona speciale. 😊🍷
18/05/2026

Abbiamo stappato in e con un rosso per una persona speciale. 😊🍷

Ci sono   che sorprendono senza alzare la voce, e Oltar Genio del Pago IGT 2009 è uno di quelli. Stappato dalla mia   pr...
29/04/2026

Ci sono che sorprendono senza alzare la voce, e Oltar Genio del Pago IGT 2009 è uno di quelli. Stappato dalla mia privata, non è solo un gesto, è un incontro con un frammento di tempo custodito.
Siamo nella provincia di , in quel Veneto che sa essere insieme solare e profondo, dove la vite affonda le radici in suoli variegati e respira l’influenza mitigatrice del Lago di Garda e delle colline circostanti. Qui il prende forma attraverso un assemblaggio tipico della tradizione locale, dove Corvina e Rondinella costituiscono l’ossatura, spesso accompagnate da piccole percentuali di altre varietà autoctone. Uve che parlano un dialetto antico, fatto di equilibrio tra freschezza e concentrazione.
Nel calice si presenta con un rosso rubino profondo, che il tempo ha appena sfiorato con riflessi granato. È un colore vivo ma consapevole, come uno sguardo che ha già visto molto.
Al naso si concede con eleganza: ciliegia matura, prugna, poi lentamente emergono note di spezie dolci, cacao, un accenno di tabacco e quella sfumatura leggermente eterea che è firma dei rossi veronesi evoluti. C’è una dolcezza di fondo che non è zucchero, ma memoria 😊.
Al palato è avvolgente, morbido, con una trama tannica levigata. La struttura è piena ma non pesante, sostenuta da una freschezza che mantiene il sorso dinamico. Il finale è persistente, con ritorni fruttati e speziati che si allungano con discrezione.
È un vino che cerca piatti di sostanza: brasati, carni rosse, selvaggina, ma anche preparazioni della tradizione come uno stufato lento o formaggi stagionati. Eppure, come tutti i vini che hanno qualcosa da dire, sa accompagnare anche il silenzio, quando il bicchiere diventa più eloquente delle parole. Perché alla fine, certi vini non sorprendono per ciò che mostrano subito, ma per ciò che rivelano a chi ha la pazienza di ascoltarli 😊🍷😋

Anche quest’anno il calendario ha fatto il suo dovere: 28 aprile. E sì, i conti tornano, sono 53. Ma invece di soffermar...
28/04/2026

Anche quest’anno il calendario ha fatto il suo dovere: 28 aprile. E sì, i conti tornano, sono 53. Ma invece di soffermarmi sui numeri, ho preferito fare ciò che ogni vero del farebbe: scendere in , quel piccolo santuario scavato tra anni di lavoro, e degustazioni, dove ogni è una storia e ogni etichetta un ricordo.
Tra polvere nobile e silenzi aromatici, eccola lì. Come una vecchia conoscenza che ti strizza l’occhio da uno scaffale, l’ultimo Rubino di Cantavenna DOC 2009 di castello di Galliate. Una bottiglia che non si apre… si incontra.
Questo vino nasce nel cuore del , principalmente da uve Barbera, spesso accompagnate da un tocco di Freisa o Grignolino, a seconda dell’annata e dell’interpretazione della casa. Il risultato? Un rosso che non ha fretta, ma sa perfettamente dove vuole arrivare.
Al naso è un viaggio elegante: frutti rossi maturi, ciliegia sotto spirito e prugna, che si intrecciano con note di spezie dolci, tabacco e un leggero ricordo di cuoio. Col tempo emergono sfumature più profonde: terra bagnata, foglia secca, quasi un sussurro autunnale.
In bocca è armonia pura: struttura solida ma vellutata, acidità viva (grazie alla Barbera) che sostiene il sorso e lo rende incredibilmente dinamico, con tannini ormai levigati dal tempo. Il finale è lungo, persistente, con un ritorno speziato che invita al secondo sorso… e poi al terzo, senza troppi sensi di colpa, dopotutto, è il mio compleanno 😊🍷.
E mentre lo assaporo, non posso fare a meno di sorridere: questo vino, anni fa, l’ho portato lontano. Hong Kong, Cina, Canada. Ricordo ancora gli sguardi curiosi, i primi assaggi, e poi quel silenzio universale che arriva solo quando un vino parla da sé. Un successo meritato, perché certi vini non sono solo buoni, sono ambasciatori.
E così, a 53 anni, brindo con un vecchio amico. Non il più famoso, non il più costoso. Ma uno di quelli che, come me, ha saputo invecchiare. E ha ancora qualcosa da raccontare. 🍷

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