30/12/2025
C’è un equivoco da chiarire:
mandare e-mail il 29, il 30 dicembre o il 2 gennaio non è indice di professionalità.
Dimostra solo disinteresse per gli altri.
❌ Non sei più professionale:
non stai dimostrando efficienza,
non stai dimostrando dedizione,
non stai dimostrando di avere il controllo.
Stai solo dimostrando mancanza di rispetto.
Rispetto per il tempo degli altri.
Per il contesto.
Per un periodo dell’anno in cui molti sono in ferie,
oppure lavorano in modo diverso,
oppure provano, legittimamente, a rallentare.
Le e-mail non urgenti mandate in questi giorni non sono neutre.
Arrivano comunque.
Vengono lette comunque.
Anche da chi, per abitudine o per ruolo, le apre mentre prende il sole sulla pista da sci e si ritrova il lavoro a invadere uno spazio che aveva provato a proteggere.
E no, non è colpa sua.
È responsabilità di chi scrive.
👉 Essere consapevoli oggi significa anche questo:
sapere quando comunicare, non solo cosa.
Capire che “posso scriverla” non significa “è giusto farlo ora”.
La vera professionalità non è inviare sempre.
È sapere aspettare.
Scrivere una bozza.
Programmare un invio.
Dimostrare che quello che ti sta intorno, persone comprese, ti interessa davvero.
Non è una regola.
È cultura del lavoro.
E possiamo, anzi dovremmo, iniziare a migliorarla.