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24/08/2026

Abbiamo tutti il nodo alla gola in questo momento?

C'è stato un tempo in cui vedere i tuoi amici era la cosa più semplice del mondo. Stessa scuola, stessa piazza, stessi p...
23/08/2026

C'è stato un tempo in cui vedere i tuoi amici era la cosa più semplice del mondo. Stessa scuola, stessa piazza, stessi pomeriggi. Non era nemmeno una scelta, era la normalità.

Lo dicono anche i numeri. Secondo l'Istat, tra gli 11 e i 19 anni più di 7 ragazzi su 10 vedono gli amici almeno qualche volta a settimana, e uno su cinque tutti i giorni. Poi però arriva il diploma, e quella frequenza che sembrava eterna si scopre legata a un posto preciso. Basta che uno parta perché tutto cambi.

E parte tanta gente. Sempre secondo i dati del Ministero dell'Università, quasi 400 mila studenti sono iscritti a un ateneo fuori dalla propria regione. In posti come Basilicata e Valle d'Aosta se ne va più di uno su due, dalla sola Puglia partono oltre 41 mila ragazzi in un anno. Per certe zone d'Italia, andarsene per studiare non è l'eccezione, è quasi la regola.

Così il gruppo di sempre finisce per esistere soltanto ad agosto. Vi ritrovate al solito bar e uno parla di scadenze di lavoro, un altro di un esame da ridare, un altro ancora di un mutuo. Le vite non sono più sincronizzate. Eppure resta una cosa. Con loro non devi spiegare da dove vieni, perché c'erano.

Chi è partito e chi è rimasto non ha preso strade giuste o sbagliate. Solo strade diverse.

Ti è mai capitato di avere una giornata libera e sentirti in colpa per non aver fatto niente?Non sei tu il problema. È i...
22/08/2026

Ti è mai capitato di avere una giornata libera e sentirti in colpa per non aver fatto niente?

Non sei tu il problema. È il modo in cui ci hanno insegnato a stare al mondo. Si chiama hustle culture, l'idea che vali quanto produci. Sveglia presto, palestra, studio, CV, agenda piena. Riposare diventa quasi una cosa di cui vergognarsi, come se fermarsi fosse tempo sprecato.

Il conto però arriva. Secondo la Deloitte Gen Z and Millennial Survey, il 40% della Gen Z si sente stressato o ansioso sempre o quasi sempre. Il corpo si ferma sul divano, ma la testa continua a correre e a rimproverarti. Così non produci e non recuperi. Ti giudichi e basta.

Eppure qualcosa sta cambiando. Il Samsung Trend Radar racconta che il 71% degli italiani considera ormai la casa il posto migliore per rilassarsi, non un ripiego ma una scelta. Restare, staccare, non fare niente per un po' non è pigrizia. È manutenzione.

Riposare non è il contrario di funzionare. È la condizione per farlo.

Buone notizie per chiunque si senta ancora fuori tempo massimo. La scienza dice che il tuo cervello non ha alcuna fretta...
21/08/2026

Buone notizie per chiunque si senta ancora fuori tempo massimo. La scienza dice che il tuo cervello non ha alcuna fretta.

Un nuovo studio dell'Università di Cambridge, pubblicato su Nature Communications, ha analizzato le connessioni cerebrali di 3.802 persone dai 0 ai 90 anni. Ne è emerso che il cervello attraversa cinque grandi ere, e la fase adolescenziale, quella in cui la rete di neuroni diventa ogni anno più efficiente, non finisce a 18 e nemmeno a 25. Dura fino ai 32 anni, quando il cablaggio raggiunge il suo picco.

Tradotto, gli anni dell'università e dei primi lavori cadono in pieno in questa fase di massima plasticità. È il momento in cui impari e ti riorganizzi meglio che mai. Quella famosa scadenza dei 25 per avere tutto in ordine, semplicemente, non esiste a livello biologico.

Come spiega Alexa Mousley, prima autrice della ricerca, il cervello si riorganizza per tutta la vita, rafforzando e indebolendo di continuo le sue connessioni. Non c'è un unico traguardo, ci sono fasi.

Insomma, respira. Sei esattamente dove devi essere.

20/08/2026

Ultimo sforzo prima di settembre, non mollate!

Uscire di casa, trovare un lavoro, pagarsi le proprie spese. Una volta era questo a segnare il passaggio all'età adulta....
19/08/2026

Uscire di casa, trovare un lavoro, pagarsi le proprie spese. Una volta era questo a segnare il passaggio all'età adulta. Oggi molto meno.

Secondo il Planning & Progress Study 2026 di Northwestern Mutual, negli Stati Uniti il 72% della Gen Z si considera ancora finanziariamente dipendente dai genitori. E non è solo una questione di ventenni, perché lo dichiara anche più della metà dei Millennial, che ormai di ventenni non ne hanno più. L'età media in cui si raggiunge, o si spera di raggiungere, l'indipendenza economica si è spostata fino ai 37 anni.

I motivi li conosciamo bene anche da questa parte dell'oceano. Affitti alle stelle, stipendi che non tengono il passo, studio che si allunga. Il risultato è che diventare autonomi non è più un traguardo da fine università, ma una corsa a ostacoli che dura anni.

La buona notizia, dicono i ricercatori, è che proprio la Gen Z resta la più ottimista sul proprio futuro. Dipendere adesso non significa dipendere per sempre.

17/08/2026

Ho scoperto che non sono brava nemmeno in questo

Se stai cercando un lavoro per l'estate, la buona notizia è che le aziende cercano proprio te.Secondo i dati Excelsior d...
17/08/2026

Se stai cercando un lavoro per l'estate, la buona notizia è che le aziende cercano proprio te.

Secondo i dati Excelsior di Unioncamere, quest'estate quasi un'assunzione su tre è riservata agli under 30, per un totale di circa 190mila posizioni nel solo mese di luglio. I ruoli più gettonati sono quelli che ti aspetti, commessi e cassieri in testa, poi camerieri, animatori, cuochi e pizzaioli, receptionist, baristi, bagnini. Insomma, la stagione tira.

C'è però un dettaglio interessante sulla geografia. Il turismo non cresce ovunque allo stesso modo. A sorpresa è l'Umbria a correre di più, con un più 17% trainato dall'anno francescano di Assisi, seguita da Valle d'Aosta, Basilicata, Piemonte e Calabria. Mentre alcune mete classiche quest'anno rallentano.

Il paradosso è che, nonostante tutti questi posti, oltre 4 su 10 restano difficili da coprire. Il problema non è la mancanza di offerte, ma di candidati. Tradotto, chi si muove per tempo ha buone probabilità di trovare qualcosa.

Matcha ovunque, poi la Dubai chocolate, poi i cookie giganti, poi la frutta finta che sembra vera. Mangiamo seguendo i t...
16/08/2026

Matcha ovunque, poi la Dubai chocolate, poi i cookie giganti, poi la frutta finta che sembra vera. Mangiamo seguendo i trend proprio come guardiamo i video.

Il problema è che questi prodotti esplodono e svaniscono nel giro di poche settimane. Su Google Trends si vede benissimo. Il matcha cresce stabile da anni, mentre gli altri restano quasi invisibili, poi schizzano in alto e altrettanto in fretta si sgonfiano. Nel mezzo, bar e ristoranti rincorrono l'onda, riempiono i banconi di snack virali e quando l'hype cala si ritrovano con scorte che nessuno vuole più.

E qui il conto lo paga anche l'ambiente. Perché di cibo, in Europa, ne buttiamo già tantissimo. Secondo il Cross Country Report 2025 di Waste Watcher, ogni italiano spreca in media quasi 556 grammi di cibo a settimana, più di Germania, Paesi Bassi, Francia e Spagna.

La domanda vera è una. Vale la pena inseguire ogni moda alimentare, se poi metà finisce nella spazzatura?

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