Napoli Up Close

Napoli Up Close Napoli Up Close è un progetto editoriale indipendente che racconta Napoli con uno sguardo diverso

Masaniello corre n**o verso il Carmine, mentre Napoli gli volta le spalle. La sua ultima giornata, tra sangue, potere e ...
02/09/2026

Masaniello corre n**o verso il Carmine, mentre Napoli gli volta le spalle. La sua ultima giornata, tra sangue, potere e la voce poetica di Eduardo.

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A Napoli «lazzaro» ha indicato per secoli una condizione sociale, una presenza urbana e infine un'identità.Intorno a que...
31/08/2026

A Napoli «lazzaro» ha indicato per secoli una condizione sociale, una presenza urbana e infine un'identità.

Intorno a quel nome si raccolgono povertà, devozione, violenza e un singolare sentimento della libertà.

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Bruciagli la barba e di’ che sono stato io.Così esclama chi voglia reagire ad accuse ingiuste, o addirittura fantasiose,...
28/08/2026

Bruciagli la barba e di’ che sono stato io.

Così esclama chi voglia reagire ad accuse ingiuste, o addirittura fantasiose, che gli vengano rivolte: un monito contro chi accusa senza contraddittorio, sicuro che nessuno oserà rispondere.

A noi di Napoli Up Close
l'hanno raccontata così.

“Cumpà, quann’ vaie a Napule, me puort ’na chitarra?” è uno di questi.Una piccola storia di soldi, scaltrezza e saggezza...
26/08/2026

“Cumpà, quann’ vaie a Napule, me puort ’na chitarra?” è uno di questi.

Una piccola storia di soldi, scaltrezza e saggezza popolare napoletana.

A noi di l' hanno raccontata così

Una lingua che non era una lingua, ma un argot. Un mondo di musicisti, posteggiatori e parole nate per riconoscersi, cap...
24/08/2026

Una lingua che non era una lingua, ma un argot. Un mondo di musicisti, posteggiatori e parole nate per riconoscersi, capirsi e talvolta non farsi capire.

La parlèsia racconta una Napoli scomparsa, ma ancora viva nella memoria della sua musica.

Tra jammone, bbane, appunì e santosa, ricostruisce la storia di un linguaggio che ha perso il suo mondo, ma non tutte le sue parole.

https://www.napoliupclose.it/la_parlesia-origini-breve_dizionario/

Che cosa racconta davvero il cinema di Paolo Sorrentino?Dietro le feste, i palazzi del potere, le terrazze romane, i car...
18/08/2026

Che cosa racconta davvero il cinema di Paolo Sorrentino?

Dietro le feste, i palazzi del potere, le terrazze romane, i cardinali, le città, i corpi e le maschere c’è una ricerca ostinata sull’uomo. Sorrentino osserva i suoi personaggi nel momento in cui qualcosa si incrina: il successo, il desiderio, la fede, la memoria, il tempo.

Il suo cinema nasce dalla scrittura e cresce attraverso una realtà continuamente trasfigurata. Il grottesco diventa una lente, la bellezza una domanda, la solitudine una condizione dell’esistenza.

Napoli Up Close racconta Paolo Sorrentino attraverso la sua poetica, le immagini, le ossessioni e le contraddizioni che hanno costruito uno dei cinema italiani più riconoscibili del nostro tempo.
Che cosa racconta davvero il cinema di Paolo Sorrentino?

Dietro le feste, i palazzi del potere, le terrazze romane, i cardinali, le città, i corpi e le maschere c’è una ricerca ostinata sull’uomo. Sorrentino osserva i suoi personaggi nel momento in cui qualcosa si incrina: il successo, il desiderio, la fede, la memoria, il tempo.

Il suo cinema nasce dalla scrittura e cresce attraverso una realtà continuamente trasfigurata. Il grottesco diventa una lente, la bellezza una domanda, la solitudine una condizione dell’esistenza.

Da L’uomo in più a Le conseguenze dell’amore, da Il Divo a La grande bellezza, da Youth a The Young Pope, fino al ritorno a Napoli di È stata la mano di Dio e Parthenope, il percorso resta sorprendentemente coerente.

Napoli Up Close racconta Paolo Sorrentino attraverso la sua poetica, le immagini, le ossessioni e le contraddizioni che hanno costruito uno dei cinema italiani più riconoscibili del nostro tempo.

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Ci sono giorni di solitudine, e poi ci sono giorni in cui la solitudine si fa più intensa, quasi assoluta. Da giovani è ...
15/08/2026

Ci sono giorni di solitudine, e poi ci sono giorni in cui la solitudine si fa più intensa, quasi assoluta. Da giovani è facile chiudersi in casa, diventare hikikomori, perché si ha ancora la forza di rompere l'impasse: basta una doccia, e si torna a scendere verso la vita. C'è un dolore quasi dolce nel lasciarsi scivolare nel vuoto, mentre fuori il mondo continua a vivere, a fare rumore, a respirarti intorno, sapendo che potresti rientrarci quando vuoi. Essere soli e vecchi è un'altra cosa. È atroce, perché quella porta d'uscita non c'è più.

«In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».

Questa è la vera solitudine: essere inermi davanti alla vita che sfugge, dover affidare ad altri la propria fragilità.

Prima di arrivare a quel punto c'è il Ferragosto, e il Ferragosto è festa, è la sua giusta e sacrosanta follia. È il tavolo pieno, la musica alta, il mare affollato fino a sera, il vino versato senza contarlo, il ballo sfrenato. È giusto essere felici, oggi, con tutta la forza che si ha: questa gioia rumorosa è parte della verità della vita quanto ogni altra.

Il Ferragosto è anche il giorno di mezzo dell'estate, e per questo si presta a farsi specchio della vita intera. Il traguardo della maturità è come la foglia di inizio autunno: bellissima nei suoi colori accesi, già caduca, pronta a staccarsi al primo vento forte dell'inverno. Inseguiamo l'eterna giovinezza, ci raccontiamo che ci sarà sempre un domani a cui rimandare le responsabilità di oggi. È appunto un racconto. La vita, maestra severa, presenta sempre il conto. E forse, un giorno, saremo noi a tendere le mani, come nel versetto: chiedere aiuto invece di offrirlo.

In quel gesto semplice, quasi banale, tendere le mani, si rivela la verità che abbiamo cercato di evitare per tutta la vita: l'esistenza va vissuta nel momento in cui accade, non conservata per un momento migliore.

Ci convinciamo di avere tempo, come se fosse una riserva personale, un bene che si può conservare intatto in attesa. Il tempo invece scorre. Si consuma anche quando non lo guardiamo, soprattutto quando non lo guardiamo.

Non trascuriamo allora chi ci ha dato la vita e chi ce l'ha resa più leggera da vivere: i vecchi che ci hanno cresciuto, i fratelli che ci hanno accompagnato. Poniamoci davanti al mondo e al tempo con la piena consapevolezza della sua fugacità, di quell'abbraccio rimandato, di quella parola non ancora detta, per cui il tempo non ci concederà infinite occasioni. I figli non resteranno piccoli per sempre da far giocare in braccio. I nostri genitori, i nostri cari, non resteranno per sempre lì ad amarci.

Arrivano i giorni in cui ciò che era facile diventa difficile, e ciò che era scontato diventa prezioso: una passeggiata, una voce familiare, una porta che si apre senza esitazione, la presenza di qualcuno accanto a noi.

Il Ferragosto, con la sua luce piena e quasi crudele, mette davanti a questa duplice evidenza: tutto è qui, adesso, ed è giusto festeggiarlo. Proprio per questo è fragile.

La vera maturità, forse, sta nell'imparare a non sprecare il tempo, a non lasciare che l'amore diventi un'attesa continua di un momento migliore che non arriva mai.

Perché alla fine non ci verrà chiesto quanto abbiamo aspettato, ma con chi siamo stati, e chi abbiamo tenuto per mano finché c'era ancora tempo.

Napoli, 1800. Giuditta Guastamacchia viene condannata a morte per un delitto che sconvolse la città. Cinquant’anni dopo,...
12/08/2026

Napoli, 1800. Giuditta Guastamacchia viene condannata a morte per un delitto che sconvolse la città. Cinquant’anni dopo, il suo cranio finisce nelle mani del medico Biagio Gioacchino Miraglia, tra i protagonisti della nascente psichiatria italiana.

Da una vicenda giudiziaria realmente accaduta nasce una delle più inquietanti leggende napoletane: quella della «dannata» che ancora oggi sembra aggirarsi tra le mura di Castel Capuano.

La storia, i documenti, il cranio di Giuditta e la leggenda del suo fantasma.

Questa è la storia di donna Maria, di un principe, di un amore proibito e di una vendetta preparata con una freddezza te...
10/08/2026

Questa è la storia di donna Maria, di un principe, di un amore proibito e di una vendetta preparata con una freddezza terribile. Nella notte del 1590, il sangue degli amanti scorse sulle scale di Palazzo Sansevero e la tragedia non finì con la loro morte.

Quando tutti se ne andarono, accadde qualcosa di ancora più oscuro.

Da allora, nelle notti d'estate, c'è chi racconta di aver sentito una donna urlare.

Storia e leggenda si incontrano nel nuovo racconto di Napoli Up Close.

Medico, consigliere comunale del Partito Comunista e poeta, Domenico Beneventano sfidò il potere della camorra a Ottavia...
06/08/2026

Medico, consigliere comunale del Partito Comunista e poeta, Domenico Beneventano sfidò il potere della camorra a Ottaviano. La sua storia resta segnata da verità accertate e interrogativi irrisolti.

In sua Memoria 🙏🏼

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Naples
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