19/05/2026
Tornando da un bel giro in Comune per l’aggiornamento della carta d’identità, e già con la benedetta data per l’appuntamento di rinnovo in mano, mi sono detto: chiediamo un attimo a Google Trends come si muove la ricerca per alcuni termini specifici legati all’intelligenza artificiale negli ultimi 12 mesi.
Spoiler burocratico: vi ricordo, ragazzi, che tutte le carte d’identità cartacee cesseranno definitivamente di essere valide il 3 agosto 2026, quindi buona fortuna a tutti noi.
Comunque, per rilassarmi un po’ da tutta questa burocrazia, ho confrontato le ricerche negli Stati Uniti, (non America, perché America è il continente e non solo USA) e in Italia.
Sorpresa, ma fino a un certo punto: ChatGPT resta il nome più forte in entrambi i mercati, però il modo in cui si muovono gli altri strumenti racconta due scenari diversi. Negli Stati Uniti, Claude e Perplexity sembrano avere un ruolo più riconoscibile. Claude cresce soprattutto dove l’AI viene usata per lavoro avanzato, analisi, coding e produttività; Perplexity resta più vicino alla ricerca, alle fonti e alla verifica delle informazioni.
In Italia la cosa cambia un po’, qui Gemini mostra una crescita molto più evidente rispetto agli Stati Uniti, e questo è interessante, non perché Gemini stia “battendo” ChatGPT, ci mancherebbe altro!, il grafico dice un'altra cosa. Però ci fa vedere una cosa: quando l’intelligenza artificiale entra negli strumenti che le persone usano già ogni giorno, come Google, Fogli, Presentazioni, Android, Search o Workspace, la barriera d’ingresso si abbassa.
Gli italiani non devono più andare a cercare l’AI, la incontrano nei loro dispositivi, e questo, per me, è il punto da osservare con attenzione, (perche succede anche adesso con META e Manus).
Perché una cosa è usare ChatGPT ogni tanto per scrivere un testo, fare un riassunto o sistemare una mail, un’altra cosa è iniziare a integrare l’intelligenza artificiale dentro il lavoro quotidiano: ricerca, analisi dati, contenuti, campagne, preventivi, customer care, artefatti e apps, formazione interna, organizzazione dei documenti e decisioni aziendali.
Il mercato italiano sembra ancora in una fase molto curiosa, molto esplorativa, ma con segnali chiari: l’AI non è più solo “quella cosa che provo quando ho tempo”, sta entrando negli strumenti che usiamo già.
E quando una tecnologia smette di essere cercata e comincia a essere incontrata, cambia il modo in cui le persone la percepiscono.
Sono Caracciolo Colmenares, docente e consulente di Marketing Digitale. Aiuto PMI, professionisti e aziende a leggere i cambiamenti digitali senza farsi travolgere dalle mode, costruendo strategie più chiare, più concrete e più sostenibili.
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