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SOCIAL PUBLIC RELATIONS Pagina di cultura sociale e storica

LE PREROGATIVE DELLA NOBILTA’.  Questa premessa vale a dimostrare l’assunto secondo cui, per il diritto internazionale, ...
01/05/2024

LE PREROGATIVE DELLA NOBILTA’.
Questa premessa vale a dimostrare l’assunto secondo cui, per il diritto internazionale, la concessione nobiliare prescinde da rapporti costituiti con la cosa pubblica e con la Patria di appartenenza del concessionario, per essere riservata a persone distintesi per azioni rivolte a favore della Casa Sovrana, per atti indipendenti di valore e di ca**tà o per il riconoscimento di benemerenze, conseguite privatamente o pubblicamente, che abbiano toccato la sensibilità del principe pretendente.
Pertanto, una casata principesca, già sovrana, mantiene sempre il carattere di dinastia, il cui attuale Capo di Nome e d’Arme conserva titoli, prerogative e spettanze dell’ultimo sovrano spodestato, con il nome di principe pretendente, abbia ora il trattamento di Altezza Imperiale, Altezza Reale o di Altezza Serenissima.
Quindi, la giurisprudenza italiana degli scorsi decenni ha statuito che i discendenti di qualsivoglia dinastia non debellata posseggono la fons honorum, e se è pur vero che le sentenze fanno stato solamente fra le parti, i loro eredi o aventi causa, è altrettanto indiscutibile il valore di precedente che le decisioni assumono nei confronti d’ogni caso analogo rispetto a una determinata dinastia.
A tal proposito, vi sono decine di sentenze emanate in epoca Regia e repubblicana riguardanti case sovrane che ottennero l’avallo cui la giurisprudenza determino: Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi; Marziano II Lascaris Comneno Flavio Angelo Lavarello Ventimiglia di Turgoville; Paternò Castello di Carcaci; d’Altavilla Sicilia Napoli (seu d'Hauteville). Innumerevoli sono le pronunce riguardanti altre Case Sovrane, fra cui Amoroso d’Aragona, &c. &c.). Perciò le nuove concessioni di titoli nobiliari, predicati, stemmi, trattamenti, etc. detengono una valenza della massima importanza storico e legale .

Alcune nostre griffe
29/04/2024

Alcune nostre griffe

Clarissimi lettori e cultori di Storia – Patria,assai triste è parlare oggi della situazione in cui versa l’araldica. Co...
29/04/2024

Clarissimi lettori e cultori di Storia – Patria,

assai triste è parlare oggi della situazione in cui versa l’araldica. Costatiamo che tale scienza, già in grande onore per molti secoli, è oggi purtroppo quasi caduta in oblio, perché così si è voluto, delittuosamente. Si tratta probabilmente dell’unica arte sacrificata a preconcetti ideologici e politici errati.

Infatti, la costituzione repubblicana, sull’altare di un malconcepito principio di uguaglianza, non riconosce i titoli nobiliari (XIV disposizione transitoria e finale: “ I titoli nobiliari non sono riconosciuti ”), sebbene già lo Statuto Albertino avesse chiarito che “Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado, sono eguali dinanzi alla legge.

Tutti godono egualmente i diritti civili e politici, e sono ammissibili alle cariche civili, e militari, salve le eccezioni determinate dalle Leggi ” (art. 24).

Invece di essere considerata e collocata al posto che le compete, vale a dire di potente ausiliaria della storia universale, all’araldica non è stato riconosciuto l’importanza che invece riveste, sbagliando grossolanamente per ignoranza e incompetenza, come se parlare di certi argomenti fosse espressione di megalomania, vanità, bramosia di privilegi e di prerogative ormai da tempo finite.

Il motivo deve ricercarsi nelle persone che credono che codesta scienza abbia soltanto il potere di far chiamare con un titolo nobiliare una certa categoria di persone che loro considerano a torto di un genere forse privilegiato.

Il privilegio c’è stato, è vero, è esistito, infatti, per lungo tempo ed in periodi anzi in cui questa distinzione era necessaria, quando cioè non esistevano altre forme di governo ed occorreva che presiedesse un certo territorio, lo amministrasse, e lo difendesse da invasioni più o meno barbare tutelando anche gli interessi e le vie dei propri sudditi.

Noi cultori di quest’affascinante scienza tuttavia non discutiamo sulle persone, ma sulle cariche rivestite o meglio sulla sapienza che ha studiato queste investiture dotate di stemmi, di predicati, di qualifiche e di trattamenti.

Consideriamo inoltre che certi pericoli del vassallaggio ora non esistono più. Quello che rimane ora è solo un ricordo, un glorioso ricordo, e quindi quale danno può portare nell’era presente il rievocare, come fate professionalmente voi, questi ricordi del tempo che fu?

Se è vero che tale studio non è proibito, è però innegabilmente avversato o, per lo meno, non considerato nel suo esatto valore di scienza minuziosa e paziente, a cominciare dal non riconoscere più i titoli nobiliari, come se ciò costituisse una colpa e non un onore atavico dell’insignito.

Riteniamo invece doveroso, quasi una missione, perpetuare lo studio di una scienza così antica e prestigiosa, e un diritto-dovere appellare una persona secondo titoli e onori derivatigli dalla gloria in qualsiasi campo, dalle arti alla politica, dalle armi alla toga, dalle virtù all’ecclesiastica, dalla mercatura alle gesta, d’uno o più antenati.

Chi può negare che per merito dell’araldica tanta storia si è tramandata fino a noi e che molte volte con essa gli storici risalirono il tempo con più efficacia e verità di altri studî?

Senza tralasciare inoltre che le ricostruzioni storiche avvengono non solamente attraverso l’araldica, ma anche con altre discipline a essa connesse, quali lo studio della genealogia, del blasone, delle pretensioni, della sfragistica, della diplomatica, della paleografia, della numismatica, dell’archivistica, &c.

L’araldica è dottrina e scienza assai vasta e ben definita, la cui conoscenza va diffusa nei confronti di quanti neppure immaginano la necessità di essa né credono nella sua verità.
Rammenta così tante glorie, virtù di ogni casato e tante vecchie e care memorie, con un linguaggio alto e nobile, che è doveroso studiarla.

Questa scienza sussidiaria della storia conferisce forma di disciplina a una materia che, interpretando e classificando i colori, le figure e i complementi i tra simboli presenti negli stemmi e poi anche le insegne i blasoni e disciplinandone l’uso, ha contribuito a edificare e riscoprire tanta parte degli avvenimenti delle nostre genti italiche nonché la loro genesi e a fornirne un’ interpretazione.

L’araldica è altresì magnificamente completata dalla genealogia, grazie alla quale ognuno di noi può risalire alle proprie origini, scoprire il vissuto dei nostri ascendenti, arrivare sino ai tempi più lontani dove affondano le radici della nostra famiglia e del suo cognome che, di padre in figlio, è giunto fino a noi.

Ogni famiglia ha una propria storia a volte anche molto interessante, ricca di interessanti sviluppi e di sorprendenti risvolti la cui ricostruzione costituisce spesso un’affascinante ricerca nel tempo e nello spazio attraverso archivi e documenti ingialliti dalla polvere del tempo ma preziosi ed interessanti.

Ogni ricerca ha come stimolo propulsivo la curiosità e quella genealogica, in particolare, è attività dell’intelletto verso la verità, animata dalla volontà di conoscere il senso e il valore di ciò che ci appartiene per legami di sangue. Ecco perché nessuno deve adombrarsi se una persona di buon senno esegue la propria ricerca araldica e genealogica.

Le nazioni, le città, i piccoli comuni, si gloriano del proprio illustre passato. Perché non lo dovrebbe fare un cittadino? Talvolta si dice che non è lui che ha avuto quelle tali virtù che hanno meritato la gloria della Casata.

Ma rispondo chiaramente: sono forse gli attuali governanti o amministratori di una qualsiasi nazione o comune che hanno compiuto quelle gesta di cui ora si gloriano? E magari non pensano (o non sanno) che la gloria di quella pubblica amministrazione è dipesa forse dalle gesta di un cittadino, gesta che ora non vogliono riconoscere, gesta che ora non vogliono indentificare ai suoi discendenti di stirpe e dei continuatori del nome con i suoi attributi derivanti forse sempre da quelle gesta?

Solo in una cosa possiamo essere d’accordo. E cioè che siamo in un paese democratico, dove ognuno deve essere uguale ad un altro, dove nessuno deve sfruttare e vivere alle spalle degli antenati, ma è sciocco che per ciò si debbano negare le glorie degli antenati.

Voglio infine ricordare che nei paesi più democratici del mondo l’araldica e gli alberi genealogici delle famiglie sono tenuti nella massima considerazione e in altissimo onore anche nei casati più umili.

Perché non possono continuare a esserlo anche nel nostro bel paese e presso il nostro popolo, di squisita tradizione cavalleresca, tanto che il marchese Vittorio Spreti proclamò l’araldica “ la scienza della gloria ” o, come fu chiamata dai nostri avi, Nobilissima Armorum Scientia?

Abbiatemi.
D. Francesco Alfredo Maria Mariano

Per informazioni: [email protected]; [email protected] T. +39 331 88 20 266 (dal lunedì al venerdì ore 14:30-20:30)

Il titolo d'onore "NOBILIS HOMO" fu concesso in passato dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana solo ai principi e ai b...
15/01/2024

Il titolo d'onore "NOBILIS HOMO" fu concesso in passato dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana solo ai principi e ai baroni investiti di giuspatronato, uniti alle dignità di prevosto e dei canonicati.

In tutto il dominio della Repubblica Veneta, il titolo riconosciuto a tutti i patrizi, senza alcuna distinzione, era quello di Nobilis Vir (N.U.), Nobilis Homo (N.H. e N.D. per le donne) e Nobiluomo. Esso designava le persone cui era riservato il potere politico; esso abilitava alla partecipazione ai Serenissimo Consiglio, che amministravano la città e insieme l'intero Stato. Chi lo portava recava in sé una porzione di quella sovranità di cui ogni patrizio era partecipe, assieme agli altri membri del suo ceto.
L'impero austriaco, una volta subentrato alla Rebubblica Veneta, riconobbe ai patrizi il solo titolo di nobile. Il titolo di N.H. fu nuovamente riconosciuto dal Regno d'Italia.

🪶Fulgentissimi,che codesto tempo presente et per quello che verrà sia foriero di ogni bene e felicità! Guardiamo il mond...
30/12/2023

🪶Fulgentissimi,
che codesto tempo presente et per quello che verrà sia foriero di ogni bene e felicità! Guardiamo il mondo come davvero è:
- la più prodigiosa delle costruzioni;
- il più ispirato degli inni;
- la più gigantesca e vivente cattedrale nella quale in ogni essere, in ogni voce, in ogni foglia, in ogni onda, in ogni raggio di sole, in ogni nuvola e in ogni rapporto, è leggibile la trionfante presenza di Dio.

Ricordiamoci sempre che:
- il corpo vuole la Salute;
- il credo la Fede;
- il cuore reclama
l'Amore;
- l'orgoglio domanda la Considerazione;
- l'anima sospira la Pace;
- la coscienza piange la Santità;
- la nazione il sentimento Patrio;
- la giustizia l’Equità;
- la dignità del vivere con il Lavoro;
- la Verità contro la falsità;
- ai bisognosi il sorriso della Solidarietà;
- per i figli l’Educazione del cuore perché la loro anima abita nella casa dell'avvenire;
- alla famiglia il Risveglio della Forza,
- la cultura agogna alla Sacralità.

Insomma tutto il nostro essere ha sete di Fraternità et Serenità di mente e di cuore.

E allora, tendiamo le braccia al nuovo anno, osando nobilmente, volendo con fermezza, immolandosi all'umiltà e non esitando mai sulla via del dovere.

Che la Luce e la Pace sia con voi.

Redolenti auguri!!!
🦄 D. Francesco Alfredo Maria

Feliciter!!!
23/12/2023

Feliciter!!!

🪶Clarissimi,🍁 questo giorno della  ricordanza irrompe nel nostro cuore con  il più profondo  sentimento d'amore verso i ...
02/11/2023

🪶Clarissimi,
🍁 questo giorno della ricordanza irrompe nel nostro cuore con il più profondo sentimento d'amore verso i nostri cari e genuflessi di fronte all'ignoto!!!
🪷 Quanti di noi hanno perduto una parte fondamentale delle proprie radici, degli amici cari e alcuni speciali, ancora oggi il pensiero di quelle assenze ci tormenta in quanto hanno riempito di redolente beltà e qualche amarezza le nostre vite quando erano tra di noi!
🔥Ricordiamoci che la morte non è altro che un cambiamento di noi stessi dal tempo all’eternità!!!
🙏🏻Una prece.
🎩 D. Francesco

Clarissimi,questa idea regalo vuole rendervi partecipi di un importante evento editoriale, dopo quello degli stemmi papa...
11/05/2023

Clarissimi,
questa idea regalo vuole rendervi partecipi di un importante evento editoriale, dopo quello degli stemmi papali, alla cui realizzazione per tanto tempo ci siamo impegnati e che ora vi offriamo in anteprima.
A coloro che amano la storia, che gioiscono dell’eleganza dell’arte nostra, che custodiscono nel cuore la luminosa tradizione della Serenissima Repubblica di Venezia, il cui retaggio è ancor oggi capace di unire Oriente e Occidente attraverso un ponte ideale tendente all'altissimo fine di favorire progresso e civiltà, è dedicata quest’opera che ha come protagonista una delle principali città italiane che vanta antiche e illustri tradizioni spesso legate a personaggi di spicco che la governarono, ricordati ancor oggi per le loro gesta e virtù.
Venezia è città eterna di mare, centro di cultura e di internazionalità, famosa per i suoi capolavori, per le sue molteplici attività che le valsero lodi e onori, depositaria di una cultura secolare che non esaurisce mai il suo infinito racconto.
E’ mia intenzione dunque diffondere e condividere tra noi cultori delle italiche magnificenze, eredi spirituali di tanta bellezza e gloriosa storia, la conoscenza di un così grande patrimonio storico e artistico nell’intento, nobile e concreto allo stesso tempo, di mantenere viva la memoria storica anche con l’indiscutibile forza comunicativa degli splendenti documenti iconografici, quali sono gli stemmi, che gli archivi storici conservano e a cui è bene di tanto in tanto ridare brillio, sottraendoli alla polvere del tempo.
Parlare di memoria storica non vuol dire solo “non dimenticare”, ma soprattutto donare luce e nuova linfa vitale ad opere, personaggi, epoche che continueranno a vivere e ad interloquire con le generazioni di ogni tempo fino a che ci saranno studiosi, appassionati, curiosi e cultori che ne apprezzeranno l’importanza e ne comprenderanno i profondi significati.
L’Istituto che rappresento, il Consiglio Araldico Italiano - Istituto m.se Vittorio Spreti, ha voluto testimoniare attraverso queste meravigliose 12 tavole con 10 stemmi ogni una, stampate su pregiato cartoncino e poste su una personalizzata cartella,
I DOGI SERENISSIMI DI VENEZIA.
Le dimensioni sono di cm. 21,00x 29,7 cm. et il costo di euro 90 (novanta euro) comprese spese di spedizione.
La consegna verrà effettuata tramite corriere entro 15gg. dal ricevimento del pagamento.
E’ un’opera che propongo con una certa fierezza perché costituisce uno dei tanti inestimabili gioielli della nostra preziosa cultura da portare all’attenzione di tutti e in particolare delle nuove generazioni, nella cui formazione riponiamo le più rosee speranze per un avvenire prospero e rigoglioso.
Possano i giovani trarre gli esempi migliori dalla conoscenza dei grandi che ci hanno preceduto, per orientarsi senza dubbi e timori sul cammino più sicuro da intraprendere!
E’ necessario pertanto che tutti ci prodighiamo per la valorizzazione di questo universale patrimonio reale e spirituale, finalizzato alla valorizzazione dell'uomo e alla fratellanza intellettuale dei popoli nonché alla custodia delle risorse storico – araldico – culturali e cavalleresche della Serenissima Repubblica.
Abbiatemi
Don Francesco Alfredo Maria
(per prenotazioni: [email protected], [email protected]; [email protected]

Prodi cavalieri, gentili dame, amici carissimi,in questo messaggio pasquale di consueti auguri e saluti, voglio esordire...
05/04/2023

Prodi cavalieri, gentili dame, amici carissimi,
in questo messaggio pasquale di consueti auguri e saluti, voglio esordire con un’effusione di rilucente saggezza irradiata dalle parole del Dalai Lama: “La pace mondiale deve svilupparsi dalla pace interiore. La pace non è solo mera assenza di violenza. La pace è, penso, la manifestazione della compassione umana”.
La densità mistica di questa riflessione arriva diretta al cuore della realtà, rivalutando al contempo il valore illuminante dell’intelletto nel guidarci ad una conoscenza autentica di noi stessi e degli altri, ma non per esercitarvi un egoistico dominio.
E’ intelligenza spirituale, capacità di riconoscere in ogni essere della grandiosa e multiforme creazione la bellezza e la grandezza del Creatore, perché la compassione, come ci ricorda Dostoevskij, è “La capacità di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla propria senza esitazione”.
Di questo salvifico alito divino, che si connota come prodigiosa grazia elargita dallo Spirito Santo, necessita l’umanità tutta per ricrearsi nella dimensione preziosa della pace a cui tutti ardentemente aspiriamo in questi tempi pervasi di desolante inquietudine.
Con la Santa Pasqua, dunque, aprendosi per noi le porte dell’eternità che sconfigge la morte, possano palesarsi anche nuove possibilità, nuovi sentieri di concordia e armoniosa convivenza tra popoli e possano riallacciarsi ancora più forti i legami che li uniscono alle terre e ai Cieli.
Con questa fiduciosa speranza, auguro a tutti Voi e ai Vostri cari una Pasqua di grande dolcezza e profonda gioia.
Il Salvatore è risorto per ognuno di noi!
Viviamo e serbiamoci in Pace e Letizia in questa Santa Pasqua MMXXIII!
Don Francesco Alfredo Maria & Donna Maria Grazia

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Padua

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