27/02/2024
STARTUP: SOLO I FOUNDER SANNO COSA FANNO
Post semi-serio di polemica leggera ma intriso di esperienza.
Possiamo annoverare diversi anni di presenza perlomeno come spettatori prima e attori dopo nell’ecosistema delle startup, Massimo Ottavio Pavan in particolare, girava gli stand per fare shopping;
Dopo tanto tempo, però, continuiamo a vedere sempre lo stesso problema: come ti approcci ad una startup, non è chiaro cosa fa.
E allora ti dici: "Ah forse è un progetto TOPSICRET" 😂
Gli esperti dicono anche che i primi 7 secondi sono quelli fondamentali per farti un'idea della persona che hai davanti; non so se vale anche per le aziende ma personalmente ha la stessa valenza. Se in 7 secondi non capisco cosa fai, l'idea che mi faccio non è sicuramente top, ne tanto meno "TOPSICRET"
Avvertenza d'uso
Per questo post dobbiamo generalizzare su base statistica, sappiamo e per fortuna, che ci sono anche realtà che partono con il piede giusto indossando le scarpe giuste fin del primo passo; sono ancora troppo poche.
Torniamo al topic. Le startup, detto in altre parole, non sanno comunicare!
BOOM!
Eh si! L'ho detto! E ci credo!
E’ semplice da verificare.
Fai una prova anche tu;
- individua il nome di una startup che non conosci
- entra nel loro website e dimmi cosa capisci al volo
Sarebbe bello elencare nei commenti i siti visitati e ciò che ci si è portato a casa, solo come stimolo e critica costruttiva ma verrebbe forse preso come un attacco personale e diretto dalle interessate.
Ma magari potrei mettere in palio delle consulenza gratuite ;)
PS: Massimo era molto tentato di farlo (mettere i nomi) ma paolo delriu lo ha convinto a rimanere generico. Chissà se ha fatto bene?!
Per comprendere meglio il post ti riporto un tipico percorso con un esempio reale di qualche giorno fa; non faremo il nome per la logica qui sopra descritta; in realtà abbiamo tentato di contattare il founder e avvisarlo, ma senza successo.
STORIA DI TUTTI I GIORNI
Ricevo per email questo link da un collega, me lo manda sapendo il campo in cui abbiamo operato, il tipo di clientela, esperienza e relativo settore. Potenzialmente possiamo essere utili alla startup anche semplicemente per fare network e metterli in contatto con il nostro clientone.
[vedi cosa succede a volte a non leggere i messaggi su linkedin ;)]
Clicco sul link ed entro in una home page con un bell’impatto grafico e un mood interessante; trasmette una discreta solidità del brand oltre che voglia di rappresentarne l’anima tecnologica, questo già mi dispone bene e inizio a leggere.
In splash parlano di nuova esperienza per gli utenti, ma qui esce sonoro il primo BIP!
⌨️ "ma esattamente utenti di cosa?" mi chiedo.
Scendo nella pagina: si parla di movimento delle persone e compare il wireframe di un dispositivo, in più si accenna a garanzie sulla privacy.
Secondo BIP!
⌨️ "Ok, ma quindi? Di cosa si sta parlando?"
Si sa che l’utente è frettoloso e poco disposto alla pazienza e io non faccio eccezione. Siamo sempre tutti presi da numerose cose.
Scrollo giù.
"Dashboard di controllo….Info in tempo reale.
Prendi decisioni migliori."
Terzo BIP!
⌨️ "E su che cosa le dovrei prendere, di grazia?"
Comincio ad innervosirmi seriamente e mi domando:
⌨️ "ma perché fanno ste cose?"
Scrollo ancora.
"Mappe di calore, controllo accessi, qualità dei visitatori."
Chiosa finale del paragrafo:
“Bhe, è già abbastanza chiaro così”, mi parte la bestemmia.
Scroll down.
"Analizziamo i percorsi all’interno degli spazi."
Forse si vede la luce:
⌨️ "ma di che spazi si parla?"
Non si sa.
Ennesimo scroll down.
"Siamo attivi nel campo Trasporti e Retail."
Grazie, mi ci è voluta tutta la home page per arrivare al punto.
E mi parte la seconda nuova bestemmia.
Qua mi fermo.
Questa è stata la mia esperienza da utente che voleva conoscere questa startup.
Reazioni
Prurito
Mal di pancia
Stanchezza
Subito mi sono detto per l'ennesima volta:
⌨️ "Possibile che chi ha pensato questa home, palesemente ben fatta e costruita da professionisti, non si sia reso conto che il centro del discorso non arriva mai per chi già non lo conosce?"
Dove risiede il problema? Non so precisamente, ma con certezza c'è questa lacuna nell'ecosistema delle startup, in particolare nelle fasi più delicate di bootstrapping ed earlystage.
Un consiglio che posso dare è di partire dai perché - vedi il famoso "Why" di Simon Sinek ad esempio.
Nella testa del founder c'è il materiale giusto, si tratta di aiutarlo a far emergere la sua visione e i suoi valori fin dal primo giorno, magari lasciando perdere "mio cuggino a detto di...".
Abbiamo portato questo esempio per far emergere una riflessione su come non sia sempre semplice impostare una comunicazione corretta per il fastidioso utente di oggi.
E quanto sia diffuso il problema per le startup.
E pensa se al posto mio ci fosse stato un potenziale investitore?
Cari founder, non parlate a voi stessi e fatevi seguire da esperti.
Qua mi fermo, con l'obiettivo di creare conversazioni e dare luce a cose che riteniamo importanti o ragionare su punti di vista.
E tu cosa ne pensi?
Se ti va tagga nei commenti chi conosci, che facciamo network col network ;)