29/02/2024
"Fra i tanti temi che dividono la politica nazionale, l’autonomia differenziata è uno dei più interessanti dal punto di vista storico, essendo l’esito di un processo ormai quarantennale nato con la Lega Lombarda e poi proseguito con “l’invenzione” della Padania e la riforma del titolo V della Costituzione. Il bilancio non può dirsi del tutto positivo: le aspettative di una diminuzione di burocrazia e spesa pubblica improduttiva attribuita all’ingerenza dello Stato centrale sulla nostra vita sono state tradite. Rispetto a 25 e, a maggior ragione, 50 anni fa, quando le Regioni vennero introdotte, abbiamo più tasse, più leggi e più balzelli, e forse insistere lungo la strada fin qui seguita, spingendo addirittura sull’accelleratore, non appare la soluzione più saggia. Ragionando in astratto, per il puro piacere di immaginare mondi diversi, le direzioni per invertire la rotta sono due: o tornare indietro a un modello di Stato napoleonico di matrice provinciale, sfidandone l’anacronismo, o ripensare il regionalismo rifocalizzandone forme e finalità. Ad esempio, rileggendo un libro del 1985, scritto da un ricercatore americano di nome Kirpatrick Sale – “Le regioni della natura” – che arriva in Italia nel 1991 grazie alla casa editrice Eleuthera, la quale ne affida la presentazione all’antropologo Franco la Cecla."
Fra i tanti temi che dividono la politica nazionale, l'autonomia differenziata è uno dei più interessanti dal punto di vista storico, essendo l'esito di