09/09/2026
Il pecorino romano finisce nei panini di McDonald’s.
Il Consorzio di tutela del formaggio DOP ha firmato con la multinazionale del fast food. Da quell’accordo nasce un panino che si chiama “Romano”. L’Unione Sarda la definisce un’alleanza inusuale tra due mondi molto diversi: da una parte la produzione casearia sarda, dall’altra il panino con hamburger di origine statunitense.
Il Consorzio la racconta come un’opportunità per valorizzare il prodotto e far conoscere il pecorino a nuovi consumatori.
Il presidente Gianni Maoddi: “Non è semplicemente un formaggio: prima del prodotto viene il territorio. C’è un’intera filiera che produce valore economico, occupazione, presidio del territorio e identità.”
Il direttore Riccardo Pastore: “Le nuove generazioni utilizzano linguaggi e modalità di consumo diversi: pensiamo sia giusto andare verso di loro.”
Ha senso. Il pecorino romano entra in un posto dove passano ogni giorno persone che al banco del formaggio non ci arrivano.
Poi c’è l’altra lettura, e vale la pena farla senza urlare. Se prima del prodotto viene il territorio, la domanda è quanto territorio riesce a entrare dentro un panino di catena. Perché il nome del formaggio nel menu ci sta. La Sardegna, i caseifici, i pastori, la stagionatura, il motivo per cui quel formaggio costa quello che costa: quelli non ci stanno.
Occasione o errore? Diccelo nei commenti.
Fonte: L’Unione Sarda, 9 settembre 2026