03/09/2026
MADE IN ITALY: SICUREZZA, AUTOSUFFICIENZA, FUTURO
Il Made in Italy agroalimentare vale 700 miliardi e conquista il mondo, ma ha due fragilità che dobbiamo trasformare in forza: dipendenza dalla genetica estera e importazione massiccia di materie prime per l’alimentazione animale.
L’obiettivo? Mettere in sicurezza la filiera, puntando su genetica nata in Italia, più autosufficienza alimentare e ricerca avanzata.
📌 GENETICA
Per alcune filiere IG già si indica razza e luogo di nascita degli animali. È un valore enorme: trasparenza, identità, fiducia.
Serve una strategia nazionale che premi animali nati in Italia, anche se da linee genetiche estere: una sorta di ius soli zootecnico.
📌 ALIMENTAZIONE ANIMALE
La vera sfida è la soia: importiamo oltre 3,4 milioni di tonnellate di farina d’estrazione.
Ma possiamo ridurre la dipendenza grazie a:
Erba medica e leguminose italiane
Girasole, colza, favino, pi***lo proteico
Cereali autunno-vernini (grano, orzo, triticale)
Uso intelligente di insilati e pastoni di mais
Ricerca e valorizzazione delle aree interne
📌 REGOLA CHIAVE (UE 2024/1143)
Per le DOP, almeno il 50% della dieta deve provenire dal comprensorio.
Gli studi ISMEA mostrano che gli areali italiani possono reggere la sfida.
💡 VISIONE
Non è utopia: con ricerca, pianificazione e coraggio possiamo rendere il Made in Italy più forte, più autentico, più competitivo.
fonte: immagine e articolo: Autore: A. Fantini e ruminantia