12/10/2025
La pagina dell’agenzia di comunicazione politica “Consensum” nasce non solo per promuovere la nostra attività, i nostri servizi ma anche per fornire alcune notizie utili a comprendere la comunicazione in tutti i suoi aspetti. Soprattutto nelle realtà locali dove spesso facciamo i conti con una parte di classe politica che si sente in grado di comprendere ogni fenomeno, anche quelli totalmente sconosciuti, affidandosi a leggende metropolitane oppure semplicemente convinzioni nate “dal sentito dire”. Realtà locali dove, anche a causa di una mancanza di cultura e spesso pure di educazione, si evita di entrare nei contenuti e come per la politica, anche tutto ciò che ruota attorno ad essa, viene affrontato attraverso atteggiamenti di bassa qualità, evitando i contenuti e alimentando un discorso che si fonda esclusivamente sui rapporti personali. Sintomo di una qualità scadente nei vari comuni di chi è individuato dall’elettorato a rappresentare le istituzioni.
Tornando al tema di oggi, ci occupiamo del ruolo di un’agenzia di comunicazione in un contesto locale. Il team di professionisti al servizio del cliente elabora un Piano rispetto agli obiettivi, alle necessità ed alla capacità d’investimento. Quindi non tutti i Piani sono uguali e non tutti i clienti optano per gli stessi servizi. Si tratta di un incontro tra domanda e offerta. In secondo luogo, l’agenzia si occupa di un’analisi territoriale del contesto perché non si può elaborare un piano di comunicazione senza conoscere il contesto in cui si va a comunicare. In terzo luogo, il Piano è sottoposto all’attenzione del cliente, lo si approva e si parte. Durante il percorso, il professionista assume innanzitutto la figura di consulente. Offre consigli e punti di vista all’interno di un rapporto di confronto a 360 gradi con il committente. Ragionando su soluzioni e percorsi nell’esclusivo interesse del cliente al fine di creare uno storytelling strutturato e radicato nel tempo e scegliere strumenti e linea migliori per una buona comunicazione. Ma la decisione finale spetta al committente che sceglie la linea da seguire, i contenuti e soprattutto cosa intende comunicare ai cittadini. Assumendosi in toto ogni responsabilità.
L’agenzia di comunicazione analizzia i risultati raggiunti, strada facendo, e il politico “pesa” rispetto ai suoi obiettivi fissati nel Piano iniziale lo stato di attuazione. E il giudizio finale, unico ed importante, alla fine del contratto spetta al committente. Soddisfatto? Può decidere di continuare. Ha raggiunto tutti gli obiettivi e ritiene di fare a meno dei servizi? Legittimo. Normale. Naturale. Si sente insoddisfatto dei risultati raggiunti? Ha tutto il diritto di scegliere altri professionisti e metterli alla prova. Si tratta del più classico dei rapporti professionali sanciti da un contratto a durata.
Tutto molto semplice. Terminato il percorso professionale, l’agenzia riparte con il prossimo cliente sempre nell’ottica di fornire un servizio di qualità, professionale e sempre nell’interesse del committente sulla comunicazione.
Nulla di più, nulla di meno. Alla fine, come diciamo da sempre, la differenza la fa il campo. E per un’agenzia di comunicazione il termometro del successo nasce dalle richieste di collaborazione da parte di potenziali clienti e anche dal numero di contratti che si è costretti a rinunciare per tenere fede ad una deontologia professionale. Un esempio: non si può lavorare nello stesso contesto, contemporaneamente, per la maggioranza e per l’opposizione. Ma se entrambi fanno richiesta di collaborazione, si sceglie un solo interlocutore con la certezza di essere apprezzati da tutte le parti. E non c’è successo, per noi, migliore di quello!