Consensum

Consensum Agenzia di strategia, organizzazione, marketing e comunicazione.
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 . Siamo pronti per offrirvi il meglio. Contatta   per la tua campagna elettorale e scegli  .  #1
20/02/2026

. Siamo pronti per offrirvi il meglio. Contatta per la tua campagna elettorale e scegli .
#1

Il nostro direttore sempre  #1 passo avanti! 😍
02/02/2026

Il nostro direttore sempre #1 passo avanti! 😍

Ogni promessa, un debito. Nuova immagine coordinata, stessa affidabilità e risultati di sempre.
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Abbiamo dato per i nostri clienti, come sempre, il massimo, mettendoci la migliore consulenza possibile, impegnando le m...
24/11/2025

Abbiamo dato per i nostri clienti, come sempre, il massimo, mettendoci la migliore consulenza possibile, impegnando le migliori professionalità, idee innovative ed un prodotto che continua ad essere innovativo ed il più imitato.

Siamo felici di aver ricevuto solo feed positivi da chi ci ha scelto e orgogliosi che tutte le campagne abbiano garantito i risultati prefissati all’inizio.

“La mano utilizzata per sostenervi è la stessa per dirvi grazie”.

Grazie per aver scelto . Vi aspettiamo in ufficio per ridisegnare il Piano e magari elaborare per voi il nostro prodotto migliore: la campagna elettorale permanente.
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In ogni campagna elettorale qualsiasi agenzia  può dare il massimo ma la differenza sul risultato finale la garantisce s...
21/11/2025

In ogni campagna elettorale qualsiasi agenzia può dare il massimo ma la differenza sul risultato finale la garantisce sempre il cliente. È lui che ascolta e poi sceglie se seguire la strada tracciata dal team di professionisti oppure lascia prevalere il “fai da te”.

Quello che ti sceglie davvero lo fa per affidarsi. E chi si affida porta a casa una campagna almeno coerente e funzionale in tutti i suoi aspetti. Che in fase iniziale, spesso, il cliente farà fatica persino a comprendere. Ecco perché è importante affidarsi. Nella stragrande maggioranza delle volte, chi ti sceglie ma non si affida peggiora la campagna senza nemmeno comprenderlo.

Poi alla fine si tirano le somme. E quando arrivano messaggi come quello di stasera, a poche ora dal silenzio, si puó solo essere felici e consapevoli di aver garantito un’altra prestazione di qualità. Nonostante il merito maggiore sia proprio del cliente che ha dato fiducia al team e quella fiducia l’ha dimostrata mettendolo nelle migliori condizioni possibili per esprimersi al meglio.

Lo dico sempre. In questo lavoro conta chi ti sceglie, ma conta di più chi ti segue. La differenza tra una campagna e una campagna che ha funzionato sta tutta qui.

Siamo soddisfatti perché chi ha fiducia in alla fine resta soddisfatto. Lui. E pure noi.
Grazie Francesco. Alla prossima!

Comunicazione on tre road.  #1
09/11/2025

Comunicazione on tre road. #1

Andiamo avanti per la nostra strada, lasciando agli altri le parole, i giudizi, preferendo impegnare il nostro tempo sul...
08/11/2025

Andiamo avanti per la nostra strada, lasciando agli altri le parole, i giudizi, preferendo impegnare il nostro tempo sul campo, dedicarlo ai nostri clienti. C’è, però, un dato oggettivo: il nostro prodotto non solo si è affermato quando la comunicazione politica da queste parti ancora non esisteva. Ma nel tempo e tutt’oggi l’alternativa al nostro prodotto resta la . Solo imitazioni. La certificazione della leadership arriva da questo fattore, quando si contrappone l’originale e la . E indovinate cosa scelgono i clienti?

Persino la fotografia del candidato ha rappresentato una icona che tutti tentano di copiarci inconsapevoli che lo scatto può essere riprodotto ma ciò che mancherà sempre alla sarà la capacità di metterci lo stesso ragionamento, la stessa capacità di creare: e non solo dietro la fotografia.

Scegli l’originale. Non fidarti del falso. Risparmiare e rimetterci sulla qualità non è mai la scelta giusta. E non solo sulla comunicazione. 😉

Buon fine settimana.
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La comunicazione è così semplice che tutti pensano di comprenderla, a differenza delle altre professioni. Ma è così arti...
17/10/2025

La comunicazione è così semplice che tutti pensano di comprenderla, a differenza delle altre professioni. Ma è così articolata e complicata, come tutte le professioni, che spesso i comunicatori trasformano i loro clienti in personaggi noti perché ridicoli. Senza parlare del “fai da te”. E nei prossimi giorni faremo degli esempi concreti per tracciare la differenza su cose accadute. Stesse cose, risultati diversi.

È semplice scattare una foto e scrivere un post in lingua italiana. Ciò che fa la differenza, è far rientrare sempre tutti i post, tutte le foto, tutti i concetti, tutte le grafiche, tutti i video, nella stessa catena di montaggio che costruisce il personaggio e lo storytelling.

Un post su un tema politico, un post sul calcio, un post coi figli, qualsiasi post, politico o personale, c’è sempre un messaggio politico che partecipa alla creazione dello storytelling. Ecco perché tutti fanno le stesse cose, almeno in apparenza, ma per alcuni il risultato nel migliore dei casi è pari a zero; nel peggiore, la comunicazione sfocia nel ridicolo. Senza che il cliente se ne accorga o addirittura dando al cliente la sensazione di essere diventato autorevole solo perché mostra una borsa griffata oppure mangia in un luogo bello. Non sono questi gli elementi che forniscono autorevolezza. Men che meno nella comunicazione politica. Poi, c’è la comunicazione vuota, sterile, effimera. Che si vende per autorevole ma in realtà è la non comunicazione politica. Chi ha studiato lontano da Google lo sa, la comunicazione politica ha un solo criterio per ottenere il successo: essere invasiva, forte, capace di convincere e di dettare i tempi, le tracce. Tutto il resto è zero che porta a zero.

Il solco è sottile tra il successo e l’essere ridicolo in modo inconsapevole. Come le bretelle. Possono rappresentare un tratto distintivo costruito nel tempo, quello che definiamo storytelling, o ti possono ridicolizzare. Eppure, le possono indossare tutti…
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La pagina dell’agenzia di comunicazione politica “Consensum” nasce non solo per promuovere la nostra attività, i nostri ...
12/10/2025

La pagina dell’agenzia di comunicazione politica “Consensum” nasce non solo per promuovere la nostra attività, i nostri servizi ma anche per fornire alcune notizie utili a comprendere la comunicazione in tutti i suoi aspetti. Soprattutto nelle realtà locali dove spesso facciamo i conti con una parte di classe politica che si sente in grado di comprendere ogni fenomeno, anche quelli totalmente sconosciuti, affidandosi a leggende metropolitane oppure semplicemente convinzioni nate “dal sentito dire”. Realtà locali dove, anche a causa di una mancanza di cultura e spesso pure di educazione, si evita di entrare nei contenuti e come per la politica, anche tutto ciò che ruota attorno ad essa, viene affrontato attraverso atteggiamenti di bassa qualità, evitando i contenuti e alimentando un discorso che si fonda esclusivamente sui rapporti personali. Sintomo di una qualità scadente nei vari comuni di chi è individuato dall’elettorato a rappresentare le istituzioni.

Tornando al tema di oggi, ci occupiamo del ruolo di un’agenzia di comunicazione in un contesto locale. Il team di professionisti al servizio del cliente elabora un Piano rispetto agli obiettivi, alle necessità ed alla capacità d’investimento. Quindi non tutti i Piani sono uguali e non tutti i clienti optano per gli stessi servizi. Si tratta di un incontro tra domanda e offerta. In secondo luogo, l’agenzia si occupa di un’analisi territoriale del contesto perché non si può elaborare un piano di comunicazione senza conoscere il contesto in cui si va a comunicare. In terzo luogo, il Piano è sottoposto all’attenzione del cliente, lo si approva e si parte. Durante il percorso, il professionista assume innanzitutto la figura di consulente. Offre consigli e punti di vista all’interno di un rapporto di confronto a 360 gradi con il committente. Ragionando su soluzioni e percorsi nell’esclusivo interesse del cliente al fine di creare uno storytelling strutturato e radicato nel tempo e scegliere strumenti e linea migliori per una buona comunicazione. Ma la decisione finale spetta al committente che sceglie la linea da seguire, i contenuti e soprattutto cosa intende comunicare ai cittadini. Assumendosi in toto ogni responsabilità.

L’agenzia di comunicazione analizzia i risultati raggiunti, strada facendo, e il politico “pesa” rispetto ai suoi obiettivi fissati nel Piano iniziale lo stato di attuazione. E il giudizio finale, unico ed importante, alla fine del contratto spetta al committente. Soddisfatto? Può decidere di continuare. Ha raggiunto tutti gli obiettivi e ritiene di fare a meno dei servizi? Legittimo. Normale. Naturale. Si sente insoddisfatto dei risultati raggiunti? Ha tutto il diritto di scegliere altri professionisti e metterli alla prova. Si tratta del più classico dei rapporti professionali sanciti da un contratto a durata.

Tutto molto semplice. Terminato il percorso professionale, l’agenzia riparte con il prossimo cliente sempre nell’ottica di fornire un servizio di qualità, professionale e sempre nell’interesse del committente sulla comunicazione.

Nulla di più, nulla di meno. Alla fine, come diciamo da sempre, la differenza la fa il campo. E per un’agenzia di comunicazione il termometro del successo nasce dalle richieste di collaborazione da parte di potenziali clienti e anche dal numero di contratti che si è costretti a rinunciare per tenere fede ad una deontologia professionale. Un esempio: non si può lavorare nello stesso contesto, contemporaneamente, per la maggioranza e per l’opposizione. Ma se entrambi fanno richiesta di collaborazione, si sceglie un solo interlocutore con la certezza di essere apprezzati da tutte le parti. E non c’è successo, per noi, migliore di quello!

UN CLIENTE NON È AMICO E NON È UNA MOGLIE. È… UN CLIENTE!Nei rapporti commerciali viene spesso tirato in ballo il concet...
11/10/2025

UN CLIENTE NON È AMICO E NON È UNA MOGLIE. È… UN CLIENTE!

Nei rapporti commerciali viene spesso tirato in ballo il concetto di lealtà non legata ad un principio etico ma piuttosto ad una condivisione messianica. Come se il comunicatore fosse un adepto convertito ad una religione. Ma un cliente, è… un cliente! Non è un amico, anche se lo è, ma non nel rapporto professionale che tale resta. Non è una moglie cui si giura amore eterno ed eterna devozione. C’è un’enorme e chiarissima differenza tra il rispetto dell’etica professionale, dell’impegno garantito, della massima trasparenza nei rapporti e la devozione ad una causa. Chi non lo comprende lo fa spesso volontariamente, cercando di confondere le acque e mescolare la professionalità con l’appartenenza. Ma chi fa comunicazione per la politica non fa politica. La sostiene, ne è un consulente di parte e ha un unico vero “padrone” ed è il contratto. Slegato da ciò, una volta terminato questo e chiuso il rapporto professionale, non c’è alcun richiamo alla causa che possa servire. Il professionista ha il diritto e anzi il dovere di servire anche l’avversario! Lo deve a sé stesso, al rispetto dei collaboratori e della propria capacità sul campo. Ci si misura prima di tutto con i propri obiettivi, poi con quelli del cliente. Se i due non collimano, allora le strade devono separarsi senza traumi. Come in ogni ambito professionale, la comunicazione politica non sfugge a questa regola. Chi vorrebbe che fosse così lo fa solo per illogica propensione. Ma noi, a Consensum, siamo troppi vecchi per avere matrimoni sfortunati. Preferiamo la libertà di scelta e la libertà di lasciarsi. Esistono i clienti e questo non è un’offesa ma una garanzia di correttezza. Per tutti. Così come con la stessa lealtà e correttezza, preferiamo sempre dare priorità a percorsi che vengono da lontano e che ci hanno visti nel nostro settore protagonisti. Ma anche in questo caso conta la soddisfazione del cliente. Se c’è la condivisione di proseguire, resta la scelta prioritaria. Diversamente anche il cliente è legittimato a decidere di cambiare percorso, preferendo magari altre professionalità più congeniali agli obiettivi prefissati. È un diritto e pure un dovere.
Con rispetto, lealtà e trasparenza. La differenza la fa sempre la professionalità. E anche su questo siamo da sempre una certezza.
Se spesso maggioranza e opposizione in uno stesso contesto ci inviano richieste di collaborazione, un motivo ci sarà. Ed è questo motivo che ci rende orgogliosi. Anche più del “peso” del contratto.

𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐈𝐒𝐌𝐀 𝐈𝐍 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐄̀ 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐋𝐄. 𝐌𝐀 𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐄 𝐈𝐍 𝐂𝐇𝐄 𝐌𝐎𝐃𝐎 𝐋𝐎 𝐑𝐈𝐂𝐎𝐍𝐎𝐒𝐂𝐈𝐀𝐌𝐎 ❓In politica molto spesso si discute di cari...
10/10/2025

𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐈𝐒𝐌𝐀 𝐈𝐍 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐄̀ 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐋𝐄. 𝐌𝐀 𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐄 𝐈𝐍 𝐂𝐇𝐄 𝐌𝐎𝐃𝐎 𝐋𝐎 𝐑𝐈𝐂𝐎𝐍𝐎𝐒𝐂𝐈𝐀𝐌𝐎 ❓

In politica molto spesso si discute di carisma. Un termine molto ampio e molto dibattuto ma che dimostra ogni volta la sua forza. I grandi leader, quelli che si pongono alla guida di progetti articolati, specie quelli politici, non ne possono fare a meno. Non è possibile guidare gruppi di persone senza riuscire ad imprimere gli elementi della propria personalità in maniera dominante o quantomeno dirompente. Ma il concetto di carisma è spesso abusato, perché legato quasi unicamente a quello basato sul potere e sull’autorità. Ma ciò non può essere considerato vero e non lo è ancora di più in politica dove invece grandi leader hanno solcato la storia pur essendo privi di autorità ma colmi di “autorevolezza”. Il carisma possiede infatti tante facce, c’è quello basato sulla gentilezza, quello basato sulla competenza, quello basato sulla carica visionaria, quello basato sulla sicurezza. Insomma, un buon leader non è necessariamente colui il quale impone la propria presenza con arroganza, con forza e spingendo chi ha intorno ad immolarsi. Tanti sono gli esempi che potremmo fare su un tema davvero complesso ed articolato. Su questa pagina si cercano spunti di riflessione e non analisi. Ma se c’è una cosa di cui siamo certi è che quando scegliamo di collaborare con dei clienti, lo facciamo perché la loro aura carismatica ci convince molto più di tutto il resto. Aura che dipende da quanto potente è la capacità di tenere insieme i pezzi articolati della costruzione politica. Non basta quindi urlare, flettere i muscoli, utilizzare scenografiche e roboanti manifestazioni del proprio ego. Serve capacità, visione e disponibilità all’ascolto. Perché la politica è la più complessa delle attività umane confrontandosi con tutte le pecche di quest’ultima. Sangue freddo, visione, coraggio, al resto pensiamo noi. Ma senza, diviene complicato. Come dice il nostro direttore, possiamo mettere il cervello in testa ma non il cuore in petto. Noi non lo dimentichiamo mai. .

Ve lo dico da vecchio tennista, la comunicazione o la subisci o la governi. Perché da tennista? Perché il termine spin d...
09/10/2025

Ve lo dico da vecchio tennista, la comunicazione o la subisci o la governi. Perché da tennista? Perché il termine spin doctor ricorda molto il concetto dello spin tennistico. Al di là dell’etica della verità che fa parte delle scelte e delle caratteristiche del politico-cliente, c’è un modo per raccontare, per amplificare e per rendere efficace un messaggio. Serve conoscenza degli strumenti, certo. Strategia, organizzazione e infine comunicazione. Ma tutto ciò perde ogni significato se slegato dal contesto di riferimento in cui ogni scelta è immersa. In questa che appare una banale dichiarazione d’intenti si cela la differenza fondamentale tra il marketing politico e la comunicazione politica. Quest’ultima a rappresentarne una funzione essenziale e a valle. Torneremo su questo argomento, nel frattempo se volete che le p***e girino nel verso giusto… affidatevi a professionisti. Meglio un dritto senza pretese al di là della rete che un backspin nel proprio campo. #1

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