Pietro Puleo Multimedia Agency

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Pietro Puleo Multimedia è una web agency che realizza siti web, ecommerce, e gestionali, con particolare riferimento all’attività di comunicazione, grafica pubblicitaria e social media marketing.

Hai scelto il nome, hai disegnato il logo (o meglio ancora, lo hai fatto disegnare da un professionista), ti sei innamor...
03/06/2026

Hai scelto il nome, hai disegnato il logo (o meglio ancora, lo hai fatto disegnare da un professionista), ti sei innamorato della tua idea. Ma sei sicuro che sia davvero solo tuo?
Uno degli errori più sottovalutati da chi avvia o rinnova un'attività è costruire un'identità visiva senza prima verificare che nome e logo non siano già registrati da altri.
È un passaggio che molti saltano, presi dall'entusiasmo del lancio. Ma le conseguenze possono essere costose: dover cambiare nome dopo aver stampato insegne e materiali, o peggio, ritrovarsi in una contestazione legale.
Verificare prima, e valutare la tutela del proprio marchio, non è burocrazia. È proteggere un investimento e il valore di ciò che si sta costruendo.
Il logo non è un dettaglio estetico. È il volto dell'attività, e merita di essere difeso.

Buona Festa della Repubblica. 🇮🇹Innovare è il nostro modo di amare questo Paese.
02/06/2026

Buona Festa della Repubblica. 🇮🇹
Innovare è il nostro modo di amare questo Paese.

Loro hanno fatto chilometri per pranzare da te.Tu hai dimenticato di segnalare la chiusura sul profilo Google.Domani, 2 ...
01/06/2026

Loro hanno fatto chilometri per pranzare da te.
Tu hai dimenticato di segnalare la chiusura sul profilo Google.
Domani, 2 giugno, sarà la Festa della Repubblica. E già che ci sei, controlla il tuo profilo Google per vedere se è aggiornato correttamente.
Soprattutto se hai deciso di non aprire.
Perché in questo momento c'è davvero qualcuno che ti sta cercando, convinto di trovarti aperto. E se domani arriva e trova la saracinesca giù, quella delusione si trasforma in una recensione non certo lusinghiera.
Aggiorna gli orari festivi.
Fallo per i clienti. Fallo per te.

Un piatto si fotografa in due modi.Il primo è quello che fanno quasi tutti: il piatto è pronto, lo si appoggia sul tavol...
29/05/2026

Un piatto si fotografa in due modi.

Il primo è quello che fanno quasi tutti: il piatto è pronto, lo si appoggia sul tavolo e si scatta dall'alto con il telefono. Il risultato è una foto del piatto. Corretta, a volte anche carina, ma muta.

Il secondo modo è entrare in cucina nel momento dell'impiattamento e catturare il gesto: la mano dello chef che posa il polpo sulla crema, la pinza, la concentrazione, l'attimo prima che il piatto raggiunga il tavolo. Il risultato non è una foto del piatto. È il racconto di chi quel piatto lo crea.

La differenza tra i due approcci non è questione di megapixel o di attrezzatura. È questione di cosa scegli di mostrare.

Una foto del piatto finito comunica "ecco cosa servo". Una foto del gesto comunica "ecco con quanta cura lo servo". E quando un potenziale cliente sta decidendo dove cenare, sceglie quasi sempre il ristorante che gli ha trasmesso più cura, non quello che ha solo mostrato il prodotto.

Questo scatto viene da un servizio fotografico realizzato in cucina per un ristorante. Nessuna posa, nessun piatto costruito apposta: solo il momento reale del servizio, ripreso con l'attenzione che merita.

C'è una via di mezzo, nei video delle attività commerciali, che è peggio di un video fatto male. Mi spiego. Un video gir...
28/05/2026

C'è una via di mezzo, nei video delle attività commerciali, che è peggio di un video fatto male. Mi spiego.
Un video girato col telefono, grezzo, col proprietario che parla a braccio: a volte funziona. È autentico, umano, a volte persino virale.
Un video professionale: funziona, perché è curato in ogni dettaglio.

Ma il video "a metà", tecnicamente discreto, ma con una performance parlata incerta, monotona, con quella cadenza che diventa cantilena è quello che danneggia di più. Non è abbastanza autentico da risultare simpatico, né abbastanza curato da risultare professionale. Sembra solo improvvisato.
E attenzione: non è una critica a chi li fa.
Stare davanti a una telecamera e tenere ritmo, tono, presenza è un mestiere a sé. Gli attori ci lavorano una vita. Pensare che un imprenditore debba saperlo fare naturalmente è come pensare che sappia tenere la contabilità solo perché ha un conto in banca.
La soluzione non è "esercitarsi a parlare meglio". È capire che esistono modi di raccontare un'attività che non richiedono affatto il proprietario impacciato davanti all'obiettivo: voce fuori campo, immagini che parlano, montaggio costruito bene.
Fai quello che sai fare meglio. Il racconto lascialo a chi lo fa di mestiere.

Ho chiamato un hotel tre stelle di Palermo la settimana scorsa.Risposta: "Pronto?"Nient'altro. Nessun nome della struttu...
26/05/2026

Ho chiamato un hotel tre stelle di Palermo la settimana scorsa.

Risposta: "Pronto?"

Nient'altro. Nessun nome della struttura, nessun tono professionale. Solo un "Pronto?" distratto, come se stessi chiamando il telefono di casa di qualcuno che non aspettava la mia chiamata.

Ho avuto anche la sensazione che stessi disturbando. Ho riattaccato. Non ho prenotato.

Non racconto questo per criticare quella struttura in particolare. Accade ovunque, e più spesso di quanto si pensi. Lo racconto perché c'è qualcosa che mi colpisce ogni volta: quella struttura probabilmente aveva investito in un sito curato, in foto professionali, forse in qualche campagna social. Tutto quel lavoro, tutto quell'investimento azzerato in due secondi da una risposta telefonica sbagliata.

Il brand non è solo ciò che mostri online.

È ogni punto di contatto che il cliente sperimenta nel suo percorso verso la prenotazione. Il sito, le foto, i social sono la promessa. La telefonata è il primo test: la struttura mantiene quello che ha promesso?

Un "Pronto?" distratto dice: no.

Dice che dall'altra parte c'è qualcuno che non si aspettava la tua chiamata. Qualcuno che forse non ha voglia di rispondere. Qualcuno che ti sta già facendo sentire un disturbo prima ancora di sapere cosa vuoi.

La risposta giusta non è complicata: il nome della struttura, un tono caldo, la disponibilità. "Buongiorno, Hotel/Casa Vacanze/Ristorante XYZ, come posso aiutarla?", parole che costano zero e valgono moltissimo.

Quante prenotazioni si perdono ogni giorno in Italia per una risposta telefonica sbagliata? Nessuno lo misura. Ma succede.

22/05/2026

La leggono decine di potenziali clienti che, in quel momento, stanno decidendo se prenotare da te oppure dal concorrente.

E qui c'è il punto che molti titolari di strutture ricettive e ristoranti sottovalutano: chi legge non si concentra solo sulla lamentela. Si concentra soprattutto su come tu hai reagito.

Una risposta scritta a caldo, sulla difensiva o con tono polemico, comunica una cosa precisa: "con questa gente, se qualcosa va storto, sono guai". Una risposta che invece riconosce il problema, si scusa dove serve e mostra la volontà di rimediare comunica l'opposto: "qui, anche se qualcosa va storto, se ne occupano".

La cosa più interessante? Spesso una recensione negativa gestita bene convince più di dieci recensioni entusiaste. Perché dimostra come ti comporti nel momento difficile, non in quello facile.

La prossima volta che arriva una recensione che ti fa arrabbiare, prima di rispondere conta fino a dieci. Quella risposta la leggeranno in tanti.

Tu come gestisci le recensioni difficili? 👇

19/05/2026

Ecco un mio progetto personale. Si chiama "The Stranger".

Non un servizio, non un lavoro su commissione. Un poetic short, un cortometraggio breve, costruito interamente e semplicemente per atmosfera.

In bianco e nero. Girato con la . Con Tommaso Gioietta come protagonista. La musica originale l'ho scritta io, pensata proprio per questo corto.

Quando lavoro per un cliente lavoro sulla sua identità, sulla sua storia, sui suoi obiettivi. Ma ogni tanto ho bisogno di tornare a costruire qualcosa che parta solo da quello che vorrei vedere. È un esercizio importante, mi tiene allenata la parte autoriale, quella che poi torna in ogni progetto commerciale anche quando non si vede.

Il bianco e nero è stato una scelta precisa. Toglie informazione, lascia spazio al ritmo, ai volti, alla luce. Con Tommaso è stato naturale: è un attore che porta già dentro la profondità che il colore avrebbe disturbato.

Lo condivido qui più che altro perché credo che, anche in un settore professionale come il nostro, abbia senso ogni tanto far vedere il lavoro che facciamo senza nessuno che ce lo chieda. È dove si capisce chi siamo davvero.

Grazie a Tommaso per essersi calato nella parte come al solito con la massima professionalità e naturalezza.

Stessa scena. Stesso momento. Stesso obiettivo.La differenza la fa il file con cui registri e quello che può succedere d...
18/05/2026

Stessa scena. Stesso momento. Stesso obiettivo.

La differenza la fa il file con cui registri e quello che può succedere dopo.

Un video registrato in raw mantiene tutte le informazioni della scena: ogni sfumatura di luce, ogni tono del muro, ogni particolare del gatto. Un video di smartphone comprime tutto al momento dello scatto, e quello che hai è quello che resta. Punto. Anche gli smartphone più evoluti. Gli smartphone rimangono strumenti utilissimi per video estemporanei, le attrezzature professionali costituiscono un aspetto irrinunciabile per rappresentare in modo professionale, emozionale un brand, un'attività, un modo di far business efficace.

D'altronde nelle produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie non utilizzerebbero costosissime attrezzature, se riuscissero a far tutto con un semplice smartphone.

In post-produzione, partendo da un raw, si può far emergere la temperatura della luce, dare profondità alle ombre, costruire l'atmosfera che la scena meritava davvero. Posso fare "color grading", trasformare un girato grezzo in un racconto.

Per chi gestisce un B&B, un ristorante, una struttura ricettiva, questo non è un dettaglio tecnico. È la differenza tra un video Instagram che "passa" e un video che ferma il pollice del turista che sta scorrendo.

La qualità non sta nel sembrare professionali. Sta nell'essere percepiti come tali, prima ancora che il cliente arrivi nel tuo locale.

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