Evirit srl

Evirit srl Evirit, fondata nel 2008, è la prima società in Italia a fornire al mercato B2B il servizio di email marketing su database proprietario.

Con oltre 17 anni di esperienza
siamo in grado di offrire ai nostri Clienti una vasta gamma di prodotti e servizi, basati su software sviluppato dal nostro team ed hardware specifico selezionato e combinato. Evirit gestisce un database di oltre 30 milioni di email aziendali. In aggiunta ai servizi di Marketing dal 2013 ha ampliato la sua offerta con soluzioni Cloud.

Backup per sistemi di apertura cancelli: come installarlo e perché è fondamentaleL’automazione dei cancelli è diventata ...
03/06/2026

Backup per sistemi di apertura cancelli: come installarlo e perché è fondamentale

L’automazione dei cancelli è diventata una componente essenziale per abitazioni private, aziende, condomini e strutture industriali.

Tuttavia, come ogni sistema elettronico, anche i dispositivi di apertura automatica possono essere soggetti a guasti, interruzioni di corrente o problemi hardware che ne compromettono il funzionamento.

Per questo motivo, predisporre un sistema di backup rappresenta una scelta strategica per garantire continuità operativa e sicurezza.
Perché installare un backup per l’apertura del cancello

Un sistema di backup consente di mantenere attivo il meccanismo di apertura e chiusura anche in caso di blackout o malfunzionamenti dell’alimentazione principale. Questo aspetto è particolarmente importante in contesti aziendali, dove l’accesso a persone, mezzi e merci non può subire interruzioni.

Tra i principali vantaggi troviamo:

Continuità del servizio durante le interruzioni elettriche.
Maggiore sicurezza per utenti e operatori.
Riduzione dei tempi di fermo e dei disagi.
Protezione dell’infrastruttura da arresti improvvisi.

Le soluzioni di backup più utilizzate

Le tecnologie disponibili variano in base al tipo di impianto e alle esigenze operative.
Batterie tampone integrate

Molti sistemi di automazione moderni prevedono l’installazione di batterie di emergenza che si attivano automaticamente in caso di mancanza di corrente. Sono una soluzione pratica e relativamente semplice da implementare.
Gruppi di continuità (UPS)

Un UPS garantisce alimentazione temporanea non solo al motore del cancello, ma anche ai dispositivi collegati, come centraline di controllo, sistemi di accesso remoto e videocitofoni.
Sistemi di monitoraggio remoto

L’integrazione con piattaforme di monitoraggio consente di verificare in tempo reale lo stato dell’impianto e ricevere notifiche in caso di anomalie o degrado delle batterie.
Come installare un sistema di backup

L’installazione deve partire da una valutazione tecnica dell’impianto esistente.
1. Analisi dei consumi

È necessario verificare la potenza richiesta dal motore e dagli apparati collegati per dimensionare correttamente il sistema di backup.
2. Scelta della tecnologia

La scelta tra batterie tampone, UPS o soluzioni ibride dipende dalla frequenza di utilizzo del cancello, dalla durata di autonomia richiesta e dal livello di affidabilità desiderato.
3. Collegamento e configurazione

Una volta installato il dispositivo di backup, occorre configurare la centralina affinché riconosca correttamente il sistema di emergenza e gestisca eventuali segnalazioni.
4. Test periodici

Un backup efficace richiede verifiche regolari. Effettuare test programmati permette di individuare eventuali problemi prima che si manifestino in situazioni reali.
Il ruolo dell’infrastruttura IT

Sempre più sistemi di controllo accessi sono connessi alla rete aziendale e gestiti tramite software dedicati. In questi casi, il backup non riguarda soltanto l’alimentazione elettrica, ma anche la protezione delle configurazioni, dei log di accesso e delle impostazioni operative.

Una corretta strategia di continuità operativa dovrebbe quindi includere sia componenti hardware sia procedure di backup dei dati, garantendo la piena disponibilità del servizio.

Installare un sistema di backup per l’apertura automatica del cancello significa aumentare affidabilità, sicurezza e continuità operativa. Che si tratti di una piccola struttura privata o di un complesso aziendale, prevenire i fermi impianto è sempre più importante in un contesto in cui ogni interruzione può tradursi in costi e inefficienze.

Valutare periodicamente lo stato dei propri sistemi di automazione e delle infrastrutture collegate è il primo passo per garantire prestazioni costanti nel tempo e affrontare eventuali criticità con la giusta preparazione.

https://blog.eviritsrl.com/backup-per-sistemi-di-apertura-cancelli-come-installarlo-e-perche-e-fondamentale/

Come usare Mautic per costruire un processo efficace di Lead NurturingNel marketing digitale moderno, raccogliere contat...
25/05/2026

Come usare Mautic per costruire un processo efficace di Lead Nurturing

Nel marketing digitale moderno, raccogliere contatti non basta più.

La vera differenza la fa la capacità di accompagnare ogni lead lungo un percorso coerente, personalizzato e automatizzato. È qui che entra in gioco il lead nurturing: una strategia che permette di coltivare relazioni nel tempo, aumentando la probabilità di conversione.

Tra gli strumenti più interessanti per gestire questo processo c’è Mautic, una piattaforma open source di marketing automation sempre più adottata da aziende che vogliono avere maggiore controllo sui propri dati, sulle automazioni e sui costi di gestione.
Cos’è il Lead Nurturing

Il lead nurturing consiste nell’inviare contenuti mirati ai potenziali clienti in base ai loro interessi, comportamenti e livello di maturità nel processo d’acquisto.

Un utente che scarica una guida tecnica, ad esempio, probabilmente non è ancora pronto per ricevere una proposta commerciale. Ha bisogno prima di approfondire il problema, conoscere le soluzioni disponibili e sviluppare fiducia verso il brand.

Attraverso workflow automatici, email personalizzate e segmentazione intelligente, il nurturing aiuta a mantenere viva la relazione senza richiedere interventi manuali continui.
Perché scegliere Mautic

Molte aziende scelgono Mautic perché offre funzionalità avanzate senza i costi ricorrenti tipici delle piattaforme proprietarie.

Tra i principali vantaggi:

automazioni personalizzabili;
gestione avanzata dei contatti;
segmentazione dinamica;
email marketing integrato;
monitoraggio del comportamento degli utenti;
integrazione con CRM e piattaforme esterne;
pieno controllo dell’infrastruttura e dei dati.

Essendo open source, Mautic è particolarmente interessante per realtà che desiderano costruire un ecosistema marketing scalabile e integrabile con software già presenti in azienda.
Come impostare una strategia di Lead Nurturing con Mautic
1. Definire i segmenti di utenti

Il primo passo è organizzare i contatti in segmenti chiari.

Ad esempio:

utenti che hanno scaricato un ebook;
visitatori che hanno compilato un form;
clienti inattivi da oltre 6 mesi;
lead provenienti da campagne LinkedIn;
utenti interessati a uno specifico servizio IT.

Con Mautic è possibile aggiornare automaticamente i segmenti in base alle azioni effettuate dagli utenti.
2. Creare workflow automatici

Le campagne automatizzate rappresentano il cuore del nurturing.

Un flusso tipico potrebbe essere:

invio email di benvenuto;
attesa di alcuni giorni;
invio contenuto educativo;
verifica apertura o click;
assegnazione punteggio al lead;
invio proposta commerciale solo agli utenti più coinvolti.

Questo approccio evita comunicazioni aggressive e migliora la qualità delle interazioni.
3. Utilizzare il Lead Scoring

Il lead scoring permette di attribuire un punteggio ai contatti in base al loro comportamento.

Ad esempio:

apertura email: +5 punti;
click su una CTA: +10 punti;
visita pagina prezzi: +20 punti;
inattività prolungata: -10 punti.

In questo modo il team commerciale può concentrarsi sui lead realmente pronti a una trattativa.
4. Personalizzare i contenuti

Uno degli errori più comuni è inviare la stessa comunicazione a tutti i contatti.

Mautic consente invece di creare contenuti dinamici e campagne personalizzate in base a:

settore aziendale;
ruolo professionale;
interessi;
storico delle interazioni;
comportamento sul sito.

Una comunicazione pertinente aumenta sensibilmente tassi di apertura, click e conversione.
Integrazione con il sito web e il CRM

Per ottenere il massimo dal lead nurturing è fondamentale che Mautic dialoghi con gli altri strumenti aziendali.

Le integrazioni più richieste riguardano:

CRM commerciali;
piattaforme e-commerce;
moduli di contatto;
sistemi ERP;
strumenti di analytics;
chatbot e customer care.

Una configurazione corretta consente di centralizzare i dati e automatizzare processi spesso frammentati tra più piattaforme.
Gli errori da evitare

Quando si implementa una strategia di nurturing, ci sono alcuni errori frequenti:

automatizzare senza una strategia;
inviare troppe email;
non segmentare correttamente i contatti;
ignorare i dati raccolti;
non monitorare le performance delle campagne.

La tecnologia da sola non basta: servono obiettivi chiari, contenuti utili e una progettazione attenta dei flussi.

Il lead nurturing è diventato un elemento centrale nelle strategie di marketing digitale, soprattutto per aziende B2B e realtà che gestiscono processi commerciali complessi.

Mautic rappresenta una soluzione flessibile e potente per automatizzare comunicazioni, migliorare la gestione dei contatti e creare percorsi personalizzati ad alto valore.

Implementare una piattaforma di marketing automation nel modo corretto richiede però competenze tecniche, integrazioni ben progettate e una strategia costruita sugli obiettivi reali dell’azienda. Per questo molte imprese scelgono di affidarsi a partner specializzati in grado di trasformare gli strumenti digitali in processi concreti e misurabili.

https://blog.eviritsrl.com/come-usare-mautic-per-costruire-un-processo-efficace-di-lead-nurturing/

Come automatizzare il telefono aziendale con l’AI: meno attese, più opportunitàPer molte aziende il telefono resta uno d...
22/05/2026

Come automatizzare il telefono aziendale con l’AI: meno attese, più opportunità

Per molte aziende il telefono resta uno dei principali punti di contatto con clienti, fornitori e prospect.

Eppure, ancora oggi, la gestione delle chiamate assorbe tempo operativo, genera interruzioni continue e spesso crea colli di bottiglia difficili da gestire, soprattutto nei momenti di maggiore carico.

L’intelligenza artificiale sta cambiando questo scenario. Non si tratta più soltanto di “risponditori automatici”, ma di sistemi evoluti capaci di comprendere le richieste, dialogare in linguaggio naturale e automatizzare gran parte delle attività telefoniche quotidiane.
Perché automatizzare il centralino aziendale

Ogni chiamata richiede attenzione immediata. Questo significa interrompere attività in corso, smistare richieste, recuperare informazioni o rispondere sempre alle stesse domande.

Con l’AI, molte di queste operazioni possono essere gestite automaticamente:

risposta alle chiamate 24/7
smistamento intelligente verso il reparto corretto
gestione FAQ
prenotazioni e appuntamenti
raccolta dati del cliente
apertura ticket di assistenza
notifiche e reminder automatici
integrazione con CRM e software gestionali

Il risultato è una gestione più fluida, tempi di risposta ridotti e maggiore continuità operativa.
L’AI conversazionale rende il telefono più “umano”

Uno dei principali limiti dei vecchi IVR (“premi 1, premi 2…”) era l’esperienza utente poco naturale.

Le nuove tecnologie di AI conversazionale permettono invece interazioni molto più intuitive. Il sistema comprende frasi naturali, interpreta il contesto e può guidare l’utente senza percorsi rigidi.

Ad esempio:

“Vorrei parlare con l’assistenza tecnica per un problema sul gestionale.”

Un sistema AI moderno è in grado di:

riconoscere l’intento
identificare il reparto corretto
verificare eventuali informazioni già presenti nel CRM
inoltrare la chiamata con il contesto già disponibile

Questo migliora sia l’esperienza del cliente sia l’efficienza interna.
Ridurre i costi senza ridurre il servizio

Automatizzare il telefono aziendale non significa sostituire completamente il personale. Significa eliminare attività ripetitive e liberare tempo per operazioni a maggior valore.

Molte aziende scoprono che una grande percentuale delle chiamate ricevute riguarda richieste standard:

orari
stato ordini
appuntamenti
supporto base
informazioni amministrative

L’AI può gestire autonomamente queste interazioni, lasciando agli operatori umani i casi più complessi o strategici.

Questo approccio consente di:

migliorare la qualità del servizio
aumentare la scalabilità
ridurre i tempi di attesa
evitare chiamate p***e
ottimizzare le risorse interne

Integrazione con gli strumenti già presenti in azienda

Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di collegare il sistema telefonico AI ai software già utilizzati quotidianamente.

Ad esempio:

CRM
ERP
piattaforme ticketing
calendari condivisi
strumenti di marketing automation
database clienti

In questo modo il telefono smette di essere un canale isolato e diventa parte integrante dei processi aziendali.
Quando ha senso introdurre l’automazione telefonica

Non serve essere una grande azienda per ottenere benefici concreti.

L’automazione può diventare utile quando:

il volume di chiamate cresce
si perdono contatti fuori orario
il team viene interrotto continuamente
il supporto clienti richiede troppo tempo
le richieste ripetitive aumentano
si vogliono standardizzare le risposte

Anche realtà piccole o medie possono implementare soluzioni progressive, partendo da attività semplici e ampliando l’automazione nel tempo.
L’AI come supporto strategico, non solo tecnologico

La vera differenza non la fa soltanto la tecnologia, ma il modo in cui viene progettata attorno ai processi aziendali.

Un sistema efficace deve:

comprendere le esigenze operative
adattarsi ai flussi interni
integrarsi con gli strumenti esistenti
migliorare concretamente l’esperienza cliente

Per questo motivo, prima di introdurre soluzioni di AI telefonica, è importante analizzare i punti critici della gestione attuale e identificare le attività che possono essere automatizzate con maggiore impatto.

Automatizzare il telefono aziendale con l’intelligenza artificiale significa trasformare un canale spesso dispersivo in uno strumento efficiente, integrato e sempre disponibile.

Le aziende che iniziano oggi a introdurre automazioni intelligenti riescono non solo a ridurre tempi e costi operativi, ma anche a offrire un’esperienza più rapida e professionale ai propri clienti.

In molti casi, bastano piccoli interventi mirati per ottenere miglioramenti immediati e costruire nel tempo un sistema di comunicazione più moderno, scalabile e sostenibile.

https://blog.eviritsrl.com/come-automatizzare-il-telefono-aziendale-con-lai-meno-attese-piu-opportunita/

Hai perso il PIN del tuo smartphone Android? Ecco cosa fare (senza farsi prendere dal panico)Perdere il PIN del proprio ...
20/05/2026

Hai perso il PIN del tuo smartphone Android? Ecco cosa fare (senza farsi prendere dal panico)

Perdere il PIN del proprio smartphone Android è una situazione più comune di quanto si pensi. Succede dopo un cambio password,

un periodo di inutilizzo del dispositivo oppure semplicemente per una distrazione. Il problema, però, è serio: oggi lo smartphone contiene dati personali, account di lavoro, applicazioni bancarie, documenti e accessi sensibili.

La buona notizia è che esistono diverse soluzioni per recuperare l’accesso al dispositivo in modo sicuro, evitando di compromettere i propri dati o peggiorare la situazione.
Prima di tutto: evitare tentativi casuali

Quando non si ricorda il PIN, la prima reazione è spesso provare più combinazioni possibili. In realtà, fare troppi tentativi errati può portare al blocco temporaneo del dispositivo oppure, in alcuni casi, alla richiesta di reset completo.

Prima di procedere, è utile fermarsi e verificare:

se il PIN utilizzato era collegato a una data importante;
se recentemente è stato modificato;
se sul dispositivo è configurato un accesso biometrico (impronta o riconoscimento facciale);
se esiste un account Google già sincronizzato.

Molti utenti riescono a recuperare l’accesso proprio grazie a queste verifiche preliminari.
Utilizzare l’account Google associato

Sui dispositivi Android più recenti, il recupero passa spesso attraverso l’account Google collegato allo smartphone.

Dopo diversi tentativi errati, alcuni dispositivi consentono di:

autenticarsi con l’account Google;
verificare l’identità tramite dispositivi già collegati;
reimpostare il metodo di sblocco.

Per questo motivo è fondamentale ricordare anche le credenziali dell’account Google associato al telefono.
La funzione “Trova il mio dispositivo”

Google mette a disposizione uno strumento molto utile chiamato “Trova il mio dispositivo”, che permette di localizzare, bloccare o inizializzare da remoto uno smartphone Android.

Questa funzione può diventare decisiva quando:

il telefono è stato smarrito;
il dispositivo è bloccato;
è necessario proteggere rapidamente i dati contenuti al suo interno.

Naturalmente, il reset remoto comporta la cancellazione dei dati locali, ma consente di recuperare il controllo del dispositivo in sicurezza.
Quando è necessario il ripristino di fabbrica

Se nessuna procedura funziona, potrebbe essere necessario effettuare un reset di fabbrica tramite recovery mode.

È importante sapere che:

il reset elimina applicazioni, file e configurazioni locali;
i dati sincronizzati nel cloud possono spesso essere recuperati;
dopo il reset sarà comunque richiesto l’account Google precedentemente associato, come misura di sicurezza anti-furto.

Per questo motivo è sempre consigliabile mantenere attivi backup automatici e sincronizzazioni periodiche.
Come prevenire il problema in futuro

Per evitare di ritrovarsi nuovamente bloccati fuori dal proprio smartphone, alcune buone pratiche possono fare davvero la differenza:

utilizzare un password manager sicuro;
attivare backup automatici;
configurare impronta digitale e riconoscimento facciale;
aggiornare regolarmente il dispositivo;
conservare in modo sicuro le credenziali dell’account Google.

Anche in ambito aziendale, una corretta gestione degli accessi mobili è diventata essenziale per garantire continuità operativa e protezione dei dati.
La sicurezza mobile oggi è parte della sicurezza informatica

Gli smartphone sono ormai veri strumenti di lavoro. Una gestione poco attenta di accessi, backup e autenticazione può trasformarsi rapidamente in un problema operativo o di sicurezza.

Per questo molte aziende stanno adottando soluzioni di gestione centralizzata dei dispositivi mobili, sistemi di backup automatico e policy di sicurezza dedicate, così da ridurre rischi e tempi di inattività.

Avere un supporto tecnico competente non serve solo quando qualcosa smette di funzionare, ma soprattutto per prevenire problemi che potrebbero avere impatti molto più grandi del previsto.

https://blog.eviritsrl.com/hai-perso-il-pin-del-tuo-smartphone-android-ecco-cosa-fare-senza-farsi-prendere-dal-panico/

Come organizzare webinar efficaci: guida pratica per aziende e professionistiI webinar sono diventati uno degli strument...
19/05/2026

Come organizzare webinar efficaci: guida pratica per aziende e professionisti

I webinar sono diventati uno degli strumenti più efficaci per comunicare con clienti, partner e team distribuiti.

Non si tratta solo di “fare una diretta online”, ma di creare un’esperienza utile, coinvolgente e capace di trasmettere valore.

Per le aziende, soprattutto nel settore tecnologico, i webinar rappresentano un’opportunità concreta per condividere competenze, presentare soluzioni, formare utenti e generare nuove relazioni professionali.

In questa guida vedremo come organizzare webinar efficaci, evitando gli errori più comuni e migliorando il coinvolgimento dei partecipanti.
Definire l’obiettivo del webinar

Prima ancora di scegliere la piattaforma o preparare le slide, è fondamentale chiarire un punto: qual è l’obiettivo del webinar?

Un webinar può servire a:

formare clienti o dipendenti;
presentare un nuovo prodotto o servizio;
acquisire contatti qualificati;
rafforzare l’autorevolezza del brand;
offrire supporto tecnico o consulenza;
creare una community attorno a un tema specifico.

Avere un obiettivo chiaro aiuta a definire il tono, la durata, il format e persino il tipo di pubblico da coinvolgere.
Scegliere il format giusto

Non tutti i webinar devono seguire lo stesso schema. Il format dipende dal contenuto e dal pubblico.

Tra i modelli più utilizzati troviamo:
Webinar formativo

Ideale per spiegare procedure, software, strumenti o metodologie.
Tavola rotonda

Perfetta per confronti tra esperti o discussioni su trend di settore.
Demo live

Molto efficace nel settore IT e software, permette di mostrare concretamente funzionalità e casi d’uso.
Q&A interattivo

Coinvolge direttamente il pubblico e aumenta il tempo di attenzione.

Alternare momenti teorici e pratici rende il webinar più dinamico e memorabile.
Preparare contenuti chiari e coinvolgenti

Uno degli errori più frequenti è trasformare il webinar in una lunga presentazione statica.

Le persone online hanno tempi di attenzione ridotti: per questo è importante costruire contenuti semplici, visivi e diretti.

Alcuni suggerimenti pratici:

utilizzare slide essenziali;
evitare troppo testo;
mostrare esempi concreti;
usare dati e casi reali;
prevedere momenti di interazione;
mantenere un ritmo fluido.

Anche la durata è importante: nella maggior parte dei casi, tra i 30 e i 60 minuti rappresentano il compromesso ideale.
Curare gli aspetti tecnici

La qualità tecnica incide direttamente sulla percezione del webinar.

Audio basso, video instabile o problemi di connessione possono compromettere anche i contenuti migliori.

Prima della diretta è consigliabile verificare:

qualità del microfono;
illuminazione;
stabilità della connessione;
condivisione schermo;
registrazione;
funzionamento della piattaforma scelta.

Un piccolo test tecnico prima dell’evento può evitare problemi durante la live.
Coinvolgere il pubblico durante il webinar

Un webinar efficace non è una lezione unidirezionale.

Coinvolgere i partecipanti aumenta l’attenzione e migliora l’esperienza complessiva.

Per mantenere alta l’interazione si possono utilizzare:

sondaggi live;
sessioni di domande e risposte;
chat moderata;
quiz veloci;
esempi pratici;
richieste di feedback in tempo reale.

Anche rivolgersi direttamente al pubblico con domande semplici aiuta a creare maggiore partecipazione.
Promuovere il webinar nel modo corretto

Un ottimo webinar senza promozione rischia di avere poche iscrizioni.

La comunicazione prima dell’evento è fondamentale.

È utile creare:

una landing page dedicata;
email di invito;
reminder automatici;
contenuti social;
brevi anticipazioni video;
partnership con altri professionisti o aziende.

Specificare chiaramente il valore che i partecipanti otterranno aumenta notevolmente il tasso di registrazione.
Analizzare i risultati

Dopo il webinar è importante raccogliere dati e feedback.

Alcuni indicatori utili:

numero di iscritti;
tasso di partecipazione;
tempo medio di permanenza;
domande ricevute;
conversioni generate;
feedback qualitativi.

Analizzare questi elementi permette di migliorare i webinar futuri e comprendere meglio gli interessi del pubblico.
Il webinar come strumento di crescita aziendale

Negli ultimi anni i webinar sono diventati una componente strategica della comunicazione digitale.

Per le aziende del settore informatico rappresentano un’opportunità concreta per semplificare temi complessi, costruire fiducia e valorizzare le proprie competenze.

La differenza, però, non la fanno soltanto gli strumenti utilizzati, ma soprattutto la capacità di progettare esperienze utili e ben strutturate.

Investire nella qualità tecnica, nei contenuti e nell’esperienza degli utenti permette di trasformare un semplice evento online in un reale strumento di crescita.
Conclusione

Organizzare webinar efficaci richiede pianificazione, attenzione tecnica e una buona strategia di comunicazione.

Con il giusto approccio è possibile creare eventi online professionali, aumentare il coinvolgimento del pubblico e rafforzare la presenza digitale dell’azienda.

Le tecnologie disponibili oggi permettono di realizzare webinar sempre più interattivi e integrati con gli strumenti aziendali. Per questo motivo molte realtà stanno investendo in piattaforme, automazioni e soluzioni digitali in grado di semplificare la gestione degli eventi online e migliorare l’esperienza degli utenti.

Comprendere quali strumenti adottare e come integrarli correttamente può fare una grande differenza nei risultati ottenuti nel tempo.

https://blog.eviritsrl.com/come-organizzare-webinar-efficaci-guida-pratica-per-aziende-e-professionisti/

Meshtastic: la rete decentralizzata che funziona anche senza InternetQuando si parla di comunicazione digitale, siamo ab...
14/05/2026

Meshtastic: la rete decentralizzata che funziona anche senza Internet

Quando si parla di comunicazione digitale, siamo abituati a dare per scontata la presenza di una connessione Internet o di una rete cellulare stabile.

Ma cosa succede quando il segnale non c’è? Escursioni in montagna, eventi outdoor, aree rurali, situazioni di emergenza o semplicemente ambienti con copertura limitata mettono in evidenza un limite spesso ignorato: la dipendenza totale dalle infrastrutture tradizionali.

È proprio in questo contesto che sta attirando sempre più attenzione Meshtastic, un progetto open source che permette di creare reti di comunicazione decentralizzate sfruttando la tecnologia LoRa.
Cos’è Meshtastic

Meshtastic è una piattaforma che consente a piccoli dispositivi radio di comunicare tra loro senza bisogno di Internet, Wi-Fi o rete mobile. I messaggi vengono trasmessi attraverso una rete “mesh”, cioè una struttura in cui ogni nodo può inoltrare i dati agli altri dispositivi vicini, estendendo progressivamente la copertura.

In pratica, ogni dispositivo diventa contemporaneamente terminale e ripetitore.

La tecnologia utilizzata è LoRa (Long Range), progettata per trasmettere piccoli pacchetti di dati su lunghe distanze con consumi energetici molto ridotti.
Come funziona una rete mesh

In una rete tradizionale, la comunicazione passa quasi sempre da un punto centrale: un server, un router o un’infrastruttura gestita da terzi. In una rete mesh, invece, i nodi comunicano direttamente tra loro.

Questo approccio offre diversi vantaggi:

maggiore resilienza;
indipendenza dalle infrastrutture centralizzate;
copertura distribuita;
consumi energetici ridotti;
possibilità di utilizzo in ambienti remoti.

Un messaggio inviato da un dispositivo può attraversare diversi nodi prima di arrivare al destinatario, aumentando notevolmente il raggio operativo della rete.
Gli scenari di utilizzo più interessanti

Negli ultimi anni, Meshtastic è stato adottato da community tecnologiche, maker, appassionati di outdoor e professionisti che lavorano in contesti dove l’affidabilità delle comunicazioni è fondamentale.

Tra gli utilizzi più comuni troviamo:
Escursionismo e attività outdoor

In aree montane o isolate, dove il segnale telefonico è assente, una rete mesh consente di mantenere comunicazioni di base tra gruppi di persone.
Eventi e manifestazioni

Festival, fiere o eventi sportivi possono sfruttare reti mesh temporanee per coordinare staff e logistica senza sovraccaricare le reti mobili.
Emergenze e protezione civile

In caso di blackout o interruzioni delle infrastrutture tradizionali, una rete decentralizzata può rappresentare un canale di comunicazione alternativo.
IoT e sperimentazione tecnologica

Molti sviluppatori utilizzano Meshtastic per progetti sperimentali legati all’Internet of Things, alla telemetria e al monitoraggio ambientale.
Sicurezza e privacy

Uno degli aspetti più apprezzati della piattaforma riguarda la gestione della privacy. Le comunicazioni possono essere cifrate e la rete non dipende da provider centralizzati.

Questo non significa anonimato assoluto, ma rappresenta comunque un modello molto diverso rispetto alle piattaforme di messaggistica tradizionali, che si appoggiano completamente a infrastrutture cloud.
Perché le aziende IT guardano con interesse alle reti mesh

Le reti mesh non sono soltanto una curiosità tecnologica. Sempre più aziende stanno osservando con attenzione queste soluzioni per diversi motivi:

continuità operativa;
comunicazioni resilienti;
riduzione della dipendenza da infrastrutture esterne;
applicazioni industriali e logistiche;
integrazione con sistemi IoT.

In un panorama in cui affidabilità e decentralizzazione stanno diventando temi strategici, tecnologie come LoRa e le architetture mesh aprono scenari interessanti anche per il settore enterprise.
Open source e innovazione collaborativa

Uno degli elementi che ha favorito la crescita di Meshtastic è la natura open source del progetto. La community contribuisce costantemente allo sviluppo di nuove funzionalità, miglioramenti software e integrazioni hardware.

Per le aziende tecnologiche, seguire da vicino questi ecosistemi significa spesso intercettare trend emergenti prima che diventino mainstream.
Uno sguardo al futuro

Con la diffusione crescente di dispositivi IoT e la necessità di comunicazioni sempre più distribuite, le reti mesh potrebbero diventare una componente importante dell’infrastruttura digitale dei prossimi anni.

Non sostituiranno Internet, ma potrebbero integrarla in modo intelligente, soprattutto nei contesti dove resilienza, autonomia e copertura territoriale rappresentano un valore aggiunto.

E proprio qui entra in gioco il ruolo delle aziende IT: comprendere le tecnologie emergenti, valutarne le applicazioni concrete e trasformarle in strumenti utili per persone e organizzazioni.

https://blog.eviritsrl.com/meshtastic-la-rete-decentralizzata-che-funziona-anche-senza-internet/

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