Federica Portentoso

Federica Portentoso Photographer // Filmmaker // Graphic Designer

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Queste foto rappresentano varie cose, non solo del cibo impiattato bene. Rappresentano i piatti in se, fatti da me 😌 let...
12/03/2022

Queste foto rappresentano varie cose, non solo del cibo impiattato bene.

Rappresentano i piatti in se, fatti da me 😌 letteralmente. At ottobre Marco mi ha regalato un corso di ceramica e da allora mi sono cimentata e appassionata talmente tanto che sto producendo tutti i piatti/ciotole/tazze per la mia casa perché come sapete, l’auto produzione mi piace tanto quanto adoro creare con le mie mani!

Rappresentano gli ingredienti freschi comprati al mercato la mattina e preparati per pranzo. Ingredienti organici, locali, di stagione, di cui ho conosciuto i vari contadini quella stessa mattina (alcuni li conoscevo già perché la cosa bella dei farmers market locali è che sono sempre loro 👩🏻‍🌾 e diventano volti familiari).

Rappresentano anche la mia voglia di creatività anche nelle cose semplici. Questi tre piatti hanno esattamente gli stessi ingredienti (tranne quello con l’aggiunta di uova) ma li ho voluti rappresentare in tre modi diversi. Avrei potuto mettere tutto a casaccio in un piatto e mangiarlo, ma per me il cibo è arte in ogni sua forma: a partire da quando è ancora nell’orto e a finire con le sensazioni che genera mentre masticandolo ne assapori il gusto e quelle di benessere una volta digerito mentre senti che ti nutre.

Nei prossimi giorni se vi va vi faccio vedere tutte le creazioni in ceramica che sto facendo 🤗💜

P.s. grazie alla mia amica per il pesto di kale verde fatto in casa da lei che mi ha regalato e che ha donato ai miei piatti quel kick di colore che mancava! 🌿

Nata e cresciuta in una famiglia di medici, mio nonno e mio zio medici pediatri, mio padre e mio fratello che lavorano i...
08/02/2022

Nata e cresciuta in una famiglia di medici, mio nonno e mio zio medici pediatri, mio padre e mio fratello che lavorano in ambito ospedaliero, mia madre che lavora in uno studio medico, crescendo le mie uniche conoscenze curative erano sulla base della medicina tradizionale 👨🏻‍⚕️💊: c’è una cura per ogni malessere, non importa tanto quale sia la base del malessere però, perché c’è una pillola che non ti farà sentire il dolore (anche se il dolore ancora c’è), una che ti leverà l’infiamazione temporaneamente (ma senza capirne le radici e curarne le cause tornerà presto), una che ti farà sentire felice (anche quando in realtà sarai triste) e così via.

Viaggiando per il mondo ho scoperto che altre culture usano altre tipologie di medicina 🍃, alcune basate sul concetto di prevenite per evitare di curare, e curare con la natura quando possibile, ricorrendo alla medicina tradizionale solo quando davvero necessario.

Perché ammettiamolo: troppo spesso abusiamo della medicina per varie ragioni. Perché non abbiamo tempo per capire cosa c’è che non va e quella pillola farà sparire il malessere in pochi minuti, mettendo il ‘’silenzioso’’ a quella spia 💡 che il corpo sta usando per comunicarci qualcosa che non va. Perchè siamo sempre di corsa e non abbiamo tempo per conoscere il nostro corpo ed ascoltarlo, a malapena ne abbiamo per sederci e cenare come si deve.

Come biasimarci però? E’ da quando siamo nati che ci hanno messo una sveglia sul comodino, e tra scuola, lavoro, scadenze, consegne e debiti la vita è una costante corsa.

Dimentichiamo però che la nostra priorità è stare bene mentalmente e quindi fisicamente. Perché una persona che non funziona bene psico-fisicamente, é come una macchina che ha costantemente problemi: se non li prendi per tempo prima o poi ti lascia a piedi. Solo che quando ti lascia a piedi il corpo (o peggio, forse, la mente) allora son cazzi. E allora rimpiangeremo di non aver ascoltato quella spia.

Da due anni a questa parte, vivendo in questa valle, mi sono resa conto che ci sono molte erbe e piante che piano piano ho iniziato a riconoscere, e facendo ricerche ho scoperto che...

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Spesso nelle storie condivido con voi i miei rituali giornalieri, e tra questi non manca mai il mio cappuccino di cicori...
31/01/2022

Spesso nelle storie condivido con voi i miei rituali giornalieri, e tra questi non manca mai il mio cappuccino di cicoria e tarassaco con l’aggiunta di funghi medicinali.

La domanda che ogni volta mi fate è ‘’ma cosa sono i funghi medicinali?’’

Così ho deciso di creare un post apposito, non perché qualche brand mi abbia pagato per farlo ne perché ho intenzione di vendervi nulla ahaha ma solo perché la medicina alternativa mi sta appassionando sempre di più e credo che sia un mondo che merita di essere approfondito da tutti noi - che spesso dipendiamo da medicinali anche quando era evitabile.

Le medicine come le conosciamo noi servono a curare, ma se invece potessimo prevenire con cose naturali come i funghi, le erbe, le radici ed elementi che la Terra ci ha fornito e che possiamo (volendo) coltivare noi stessi?

Ecco allora che in questo post vi parlo di funghi.

E se non lo avete ancora fatto, accendete Netflix, preparatevi qualcosa di buono, sedetevi comodi e guardate il documentario Funghi Fantastici per entrare in un mondo incredibile che ci è tutto intorno ma di cui nessuno ci parla! Una di quelle cose che è parte della vita ma non ci insegnano a scuola.

Vi è capitato di arrivare allo scaffale del latte nel supermercato e trovandovi davanti a troppe opzioni finite per pren...
05/01/2022

Vi è capitato di arrivare allo scaffale del latte nel supermercato e trovandovi davanti a troppe opzioni finite per prendere quella con la marca più conosciuta o quello che costa meno?

Ecco allora, oggi vi spiego come scegliere il latte (quello vegetale si intende, il latte di mucca non lo bevo da oltre 10 anni).

Ho smesso di bere latte di mucca e non perché mi faceva stare male o altro, ma per ciò che c’è dietro alla produzione e per l’impatto che ha sull’ambiente 😨 da brividi!

Per fare un esempio:
Sapevi che per fare 1 bicchiere di latte servono circa 120 litri d’acqua?
120, si, ho scritto bene 😰

Beh, qui nessuno giudica nessuno, e ognuno è libero di fare la propria scelta. Credo sia giusto però essere informati su cosa c’è dietro ad ogni tipologia di latte e poi scegliere per se!

Io da anni scelgo sempre il latte di avena biologico, a volte lo faccio in casa e altre volte lo compro in base al tempo e all’utilizzo che ne voglio fare.

La ricetta ve la do nei prossimi giorni, ma per ora date una letta qua e fatemi sapere che ne pensate e se sapevate questi dati!

Trovate questi dati su The Guardian, BBC e tante altri siti affidabili se volete un riscontro ☺️ io ho solo preso i dati e li ho abbelliti con risegnino e colori ahah

Il manuale di Autoproduzione è online!! 🎉🎉110 pagine in cui vi spiego cosa mi ha portato ad autoprodurmi, vi spiego qual...
01/12/2021

Il manuale di Autoproduzione è online!! 🎉🎉

110 pagine in cui vi spiego cosa mi ha portato ad autoprodurmi, vi spiego quali sono gli ingredienti comuni sintetici e dannosi per noi e l’ambiente, le apps per aiutarci a scegliere e poi… quello che tutti aspettavate davvero :D LE RICETTE!!!

👉🏻 Dagli oleoliti ai saponi, le creme, i deodoranti, il sieri per il viso, gli unguenti e tanto altro.

Sei mesi fa ho deciso di mettere insieme un manuale con tutte le ricette della mia routine che uso ormai da anni, da condividere con tutti voi perché credo nell’autoproduzione come stile di vita consapevole di ciò che mettiamo sul/nel nostro corpo e credo fortemente che dovrebbe essere accessibile a tutti perché non serve altro che ingredienti naturali e voglia di imparare!

Beh, se potessi adesso festeggerei con voi ahah per essere riuscita a completare questa missione durata sei mesi!! Sono così felice 😍

Sei mesi per mettere insieme testi, ricette, scattare foto e filmare i video-tutorial, impaginare, creare la parte del sito dedicata...

E’ un lavoro multi-tasking il mio ma ci siamo!

👉🏻👉🏻Vi lascio con il link in bio che vi riporta al sito con tutte le informazioni di cui avrete bisogno e per acquistarlo!

NOTA IMPORTANTE:
Nonostante la mole di lavoro che c’è stata dietro questo manuale, ho deciso di dargli un prezzo accessibile a tutti perché credo che sia giusto così: tutti dovrebbero poter imparare queste cose :)

Inoltre per ogni manuale venduto, una parte la donerò ad un’organizzazione non governativa che si occupa di riforestazione.

Grazie ancora una volta di tutto il vostro supporto in questi mesi!! Non vedo l’ora di vedervi tutti all’opera con i vostri nuovi prodotti! 🙏🏻❤️🌻

Questa è da salvare!!! Lo spray per le zanzare. 🦟Una di quelle cose che troppo spesso viene sottovalutata nonostante la ...
18/11/2021

Questa è da salvare!!!

Lo spray per le zanzare. 🦟

Una di quelle cose che troppo spesso viene sottovalutata nonostante la sua altissima tossicità!

Se pensiamo a quante sostanze tossiche e dannose (per noi e l’ambiente) mettiamo addosso, respiriamo ed ingeriamo quando ci spruzziamo quelle bottigliette di veleno addosso… mi viene la pelle d’oca!!!

Partendo dal fatto che l’ingrediente attivo di ogni repellente è il DEET, un elemento chimico sintetico considerato ‘’sicuro’’ se usato nel modo giusto, non ci è dato sapere cos’altro c’è in questi spray. Ho controllato direttamente sul sito ufficiale delle due marche maggiormente usate da tutti. Incredibile no? Tu vai sulla lista ingredienti e ti viene detto ‘’altri ingredienti’’. Ahah ma che mi prendono per il c**o?

Va beh, insomma, senza dilungarmi con discorsi che tanto già sappiamo. 
A me sta gente (quella delle grandi marche che produce cose in plastica a base di roba sintetica tossica, e che guarda alla quantità e i soldi anziché alla qualità) sta molto sul c***o, e questo è il motivo principale per cui mi autoproduco più possibile.

RICETTA

60ml di acqua
60ml di vodka
20 gocce olio essenziale citronella
20 gocce olio essenziale lemongrass
15 gocce olio essenziale eucalipto

Per farvi capire, questo è lo spray che ho usato quando ero tre settimane nella foresta pluviale Australiana più antica del mondo. Quella in cui gli insetti sono grandi come like vespe di Jumanji 🕷🦟🌴 e sulle strade passeggiano coccodrilli e pitoni.

😎 E ha funzionato ahah Just saying…

🍅🍅 I pomodori di riso!! Una di quelle cose che a Roma si trovano nelle rosticcerie e che mangi in pausa pranzo in altern...
28/10/2021

🍅🍅 I pomodori di riso!! Una di quelle cose che a Roma si trovano nelle rosticcerie e che mangi in pausa pranzo in alternativa al pezzo di pizza al taglio o al pollo arrosto (sempre leggeri comunque 🤣).

Ieri al market ho trovato questi mega pomodori che vengono da Coopers Shoot un paese qua accanto e così è partita subito l’ispirazione!!
Quindi via con la ricetta, si mangiano sia caldi che freddi (io li preferisco a temperatura ambiente)!!

Ingredienti:
Pomodori
Riso arborio (circa 1 tazzina da caffè piena a pomodoro)
Aglio
Olio
Sale
Basilico
Patate

Tagliamo il cappellino del pomodoro, svuotiamolo con un cucchiaio facendo attenzione a non romperlo!
Poi frullo l’interno che ne ricavo e lo metto da parte. Metto un pentolino d’acqua a bollire e lo tengo da parte sul fornello acceso. In una padella metto un filo d’olio e l’aglio (io amo l’aglio e lo grattugio dentro ma potete metterlo intero e poi levarlo) a risolare qualche minuto, poi aggiungo il riso. Lascio tostare qualche minuto finché diventa dorato e poi aggiungo il frullato di pomodori. Aggiungo qualche mestolo d’acqua, un pizzico di sale a piacimento (io aggiungo anche un pizzico di zucchero per contrastare l’acidità del pomodoro) e lascio cuocere tutto a fiamma moderata finché si asciuga, assaggio e se il riso è ancora troppo duro aggiungo ancora acqua e continuo così finché il riso è al dente (deve cuocere anche in forno quindi dobbiamo lasciarli indietro di cottura).
Quando il riso è pronto e il sugo è ben ristretto spengo la fiamma e aggiungo io basilico. Giro bene e riempio i pomodori con il riso. Metto tutto su una teglia, sulla quale metto anche le patate condite con sale, olio, pepe e un pizzico di paprika affumicata.

Via in forno a 180 gradi per circa mezz’ora o finché sarà tutto ben cotto. (La cottura la inizio senza cappellini, li metto sulla teglia a parte così sul riso si forma una crosticina croccante).

Beh, che ne dite? Li avete mai mangiati? Li farete??? Me li farete vedereeee? 😍

C’era una volta... Quando ero piccola raccoglievo i petali delle rose che mamma aveva piantato in giardino. Li mettevo i...
27/10/2021

C’era una volta...

Quando ero piccola raccoglievo i petali delle rose che mamma aveva piantato in giardino. Li mettevo in un bicchiere che riempivo d’acqua, mischiavo tutto vigorosamente e dopo qualche minuto di infusione al sole l’acqua era profumata ed io ero convinta di aver creato il profumo alle rose.

Adoravo creare cose, tanto quanto oggi. Forse ora lo faccio con più cognizione di causa ahah ma posso assicurarvi che da piccola c’era comunque tanta passione!

Devo ringraziare mia mamma per la sensibilità e l’amore che mi ha insegnato per le piante e per i fiori. Ha sempre tenuto tantissimo alle decine di piante che ha, tutte (e dico TUTTE) le sue piante grasse fioriscono ogni anno!! Io nemmeno sapevo che facessero fiori 🤣

Ricordo quando un giorno, giocando a palla in salone con mio fratello (non che ci fosse permesso, ma lo facevamo comunque 😬) con un lancio andato sbagliato abbiamo fatto cadere l’albero di Natale sulla pianta tropicale che mamma curava come fosse una figlia. Una dei suoi rami si ruppe e ricordo mamma inginocchiata accanto alla pianta che piange mentre con un nastro cerca di rimetterla insieme.

Io la guardavo e non capivo, come si poteva piangere per una pianta?!

Oggi la capisco, perché una volta che ti circondi di natura, diventi natura tu stesso.
A volte mi rendo conto che prima di andare a dormire, sentendo che c’è una tempesta in arrivo, penso ai poveri broccoli ed ai fiori in giardino, penso “chissà se riusciranno a sopravvivere?”. Mi preoccupo per loro come fossero dei figli ahah

Ed ora, a distanza di 25 anni, capisco perché mamma piangeva quel giorno. E la ringrazio, perchè quelle lacrime mi hanno resa ciò che sono oggi: un tutt’uno con questa Terra 🌿🌞🌏🌸

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🌿 È iniziato tutto circa 5 anni fa. Quando ignara di tutto guardai il documentario Cowspiracy per la prima volta. Scopre...
12/10/2021

🌿 È iniziato tutto circa 5 anni fa.
Quando ignara di tutto guardai il documentario Cowspiracy per la prima volta. Scoprendo la triste verità dietro gli allevamenti intensivi e delle grandi industrie che producevano parte di ciò che mangiavo all’ordine del giorno.

Successe più o meno in concomitanza con il giorno in cui presi quella bottiglia in plastica blu contenente la tanto famosa crema per il corpo, scoprendo che ciò che mi spalmavo addosso da tutta la vita era un mix di derivati del petrolio, conservanti usati negli insetticidi ed una quantità non identificata di sostanze sintetiche nocive all’uomo e al pianeta.

È stato un momento traumatico ad essere onesta, perché ho iniziato a mettere in dubbio ogni cosa che avevo intorno, tutto ciò che fino a quel momento era stata la normalità. E quando improvvisamente non ti puoi più fidare di niente e nessuno cadi nell’ansia, dello sconforto e nella sfiducia. Mi sentivo in colpa per aver mangiato quei poveri animali e aver finanziato aziende che distruggono la Terra.

Ho passato circa un paio d’anni neri, sono andata attraverso dittature vegane autoimposte e vita plastic free al limite dell’estremo.

Finché un giorno sono crollata. Ero stanca, appesantita, vedevo solo il marcio. Non potevo continuare così. Ho preso del tempo per metabolizzare cosa fosse successo e quando l’ho capito, ho deciso di lasciare la frenetica vita di città che spinge ad un consumo elevato di prodotti economici e “pronti”, dirigendomi verso una vita di campagna, decisamente più lenta e che potesse mostrarmi una possibilità di vita più sana e a contatto con la Terra, di cui dopotutto siamo parte.

Ho smesso di essere troppo severa con me stessa, ho iniziato ad essere consapevole di quanto lavoro c’è dietro un semplice ortaggio, a guardare negli occhi gli animali che con moderazione mangio conoscendone la provenienza e la vita vissuta. Ho smesso di acquistare prodotti cosmetici senza chiedermi di cosa siano fatti ed ho iniziato a produrre i miei.

Sono passati circa tre anni da quando ho cambiato il mio mindset, trovando il giusto equilibrio e non tornerei mai più indietro.

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📷 .photography

Lo so ci metto sempre tanto a pubblicare le ricette di ciò che faccio, non so come facciano le altre persone a fare semp...
07/10/2021

Lo so ci metto sempre tanto a pubblicare le ricette di ciò che faccio, non so come facciano le altre persone a fare sempre tutto in tempi normali ahah

Ma non è mai il mio caso. Comunque!!

LE FRESELLE!

Una delle cose che ho sempre adorato fin da piccola e che mangiavo in Calabria l’estate, ma erano comprate e venivano quasi sempre in buste di plastica. E quindi? Cosa faccio io che amo autoprodurre?

Ne faccio un bel batch e le conservo!

Ingredienti:
150g di lievito madre
320g di acqua
600g farina 00
10g sale
Q.B. Olio EVO

Sciogli il lievito in acqua, aggiungi la farina e il sale. Impasta finché la palla sarà liscia.
Ungi una ciotola, metti la palla dentro e coprila.
Attendi 2 ore.

A questo punto l’impasto è pronto per essere diviso in circa 15 palline e poi rollale e falle diventare dei salsicciotti lunghi. Lascia riposare tutto per 10 minuti.

A questo punto allungale ancora e forma delle ciambelle. (Durante la cottura si stringeranno quindi se il buco non è largo abbastanza si chiuderà).

Metti le ciambelle su una teglia con carta forno e lascia lievitare per circa 2 ore. A questo punto scalda il forno a 250 gradi e cuoci le ciambelle per circa 15 minuti. Tirale fuori e abbassa il forno a 120 gradi. Lascia raffreddare le ciambelle e poi tagliale a metà, rimettile in forno per altri 30 minuti.

A questo punto le crespelle sono pronte e si conservano per settimane in un sacchetto di carta!

Enjoy 💁🏻‍♀️

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