11/02/2026
VOTAZIONE FEDERALE 8.3.2026: l'iniziativa "200 franchi bastano!" (Iniziativa SSR) vuole ridurre il canone da 335 a 200 franchi ed esentare completamente le aziende dal pagamento del canone.
I fondi della SSR provenienti dal canone radiotelevisivo verrebbero dimezzati con conseguenze drastiche sull'offerta dei programmi, la copertura regionale dell'attualità, l'offerta culturale e sportiva, l'occupazione nelle varie regioni linguistiche e anche le entrate pubblicitarie.
Il Consiglio federale ha già deciso un controprogetto indiretto all'iniziativa SSR che prevede una riduzione del canone radiotelevisivo da 335 a 300 franchi nel 2029 e l'esenzione dell'80 percento delle imprese dal canone radiotelevisivo.
Anche la maggioranza del Parlamento raccomanda di respingere l'iniziativa promossa dall'Unione democratica di centro e dai Giovani liberali radicali, che ha raccolto ben 30 mila firme in Ticino su un totale di 126 mila firme raccolte.
L'iniziativa "200 franchi bastano!" mantiene il principio della perequazione finanziaria attualmente applicato dalla SSR che favorisce le regioni linguistiche di minoranza francese, italiane e romancia. Ma il dimezzamento delle entrate del canone radiotelevisivo da 1,285 milioni di franchi a 630 milioni di franchi significherebbe un dimezzamento delle entrate del canone da 285 milioni di franchi a 139 milioni di franchi anche per la Radiotelevisione Svizzera (RSI) con conseguenze gravi sulla qualità del servizio pubblico e il valore aggiunto in termini di posti di lavoro e competenze nella Svizzera italiana.
La pressione creata dall'iniziativa SSR, la trasformazione digitale e il cambiamento delle abitudini di consumo hanno spinto la SSR ad avviare una vasto programma di ristrutturazione interna che prevede tagli consistenti di 270 milioni di franchi, pari al 17 percento del preventivo 2024, e una riduzione di 900 posti di lavoro a tempo pieno, pari al 15,7 percento dei posti a fine 2024.
300 posti di lavoro sono già stati risparmiati nell’ambito del programma di ristrutturazione già avviato. Una parte dei 600 posti di lavoro rimanenti saranno ridotti attraverso fluttuazioni naturali e pensionamenti. Sono purtroppo previsti anche licenziamenti. La RSI dovrà tagliare più di 100 posti di lavoro.
Il Consiglio federale ha inoltre deciso di prorogare sino alla fine del 2028 l'attuale concessione della SSR, che è scaduta a fine 2024. Il nuovo quadro finanziario per il servizio pubblico dei media risulterà chiaro solo dopo la votazione sull'iniziativa SSR. Il Consiglio federale metterà a punto la nuova concessione SSR in base alle risorse disponibili e preciserà il mandato della SSR orientandolo maggiormente all'informazione, all'istruzione e alla cultura. L'offerta online si concentrerà maggiormente sui contenuti audio e audiovisivi. L'offerta testuale online sarà ulteriormente limitata.