Isabella Ratti Style Coaching & Consulting

Isabella Ratti Style Coaching & Consulting Propongo ai miei clienti il Metodo IR Style Coach, basato su semplici regole efficaci e soprattutto

La consapevolezza di un bell’aspetto rafforza l’autostima, migliorando il rapporto con se stessi e con gli altri sia nella sfera personale che in quella professionale. Valorizzo l’immagine della persona partendo da come è fatta, dai suoi bisogni e dai suoi sogni e non da regole o tendenze imposte che spesso non ci appartengono. Il mio obiettivo è di offrire una consulenza mirata sia a clienti priv

ati che alle aziende in base alle loro richieste ed esigenze. Lo scopo è realizzare un servizio basato sulla personalizzazione e sull'unicità della richiesta, offrire a clienti privati e aziende le conoscenze e competenze per elaborare soluzioni creative nella costruzione e gestione di un brand; aiutarli a individuare l’essenza e l’unicità in se stessi e nei loro clienti; contribuire a iniziarli a un percorso di definizione del proprio stile, grazie alle importanti risorse formative che costantemente metto in campo per il mio rinnovamento personale e che trasmetto nei workshop. Affianco sia i professionisti che i privati, con percorsi semplici, concreti, efficaci che permettono di acquisire gli strumenti e le sicurezza per sentirsi bene, essere sempre se stessi, unici e in sintonia nelle diverse occasioni.

Nel mondo dell’intrattenimento visivo, poche serie hanno saputo influenzare l’immaginario del potere professionale quant...
24/04/2025

Nel mondo dell’intrattenimento visivo, poche serie hanno saputo influenzare l’immaginario del potere professionale quanto Suits. Ambientata nel cuore pulsante di Manhattan, la serie originale è diventata un’ode al power dressing classico: completi su misura, silhouette strutturate e un’estetica formale che non lascia spazio all’interpretazione. Con il debutto di Suits: L.A., spin-off ambientato sulla costa opposta, assistiamo a una trasformazione culturale e stilistica che va ben oltre il guardaroba. È un cambio di paradigma: il potere non si mostra più, si racconta. E si veste in modo diverso.

🏷️ In un’epoca in cui immagine e contenuto sono inscindibili, il modo in cui ci presentiamo diventa parte integrante della nostra identità professionale. La lezione di Suits: L.A. è chiara: oggi, più che mai, il personal branding non è una strategia superficiale, ma una competenza chiave. Investire nel proprio stile, nel linguaggio visivo, nella coerenza tra valori e presenza, significa costruire fiducia, riconoscibilità e autorevolezza.

🏷️ Non si tratta di apparire perfetti, ma autentici. Il guardaroba è solo uno degli strumenti con cui raccontare la propria leadership, i propri obiettivi, la propria visione. E quando ogni dettaglio comunica in modo coerente – dal tono di voce ai colori che scegliamo – il nostro messaggio arriva più chiaro, più forte, più lontano.

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✔️ Cognitive dressing: vestirsi per influenzare
✔️ La teoria dei tre colori: quando la palette fa il personaggio
✔️ La psicologia della moda: il potere come linguaggio emotivo
✔️ Il power dressing: da corazza a espressione personale

Welcome to the West Coast! The all-new legal drama, Suits LA, stars Stephen Amell, Lex Scott Davis, Josh McDermitt and Bryan Greenberg. Premieres February 23...

Non è solo una questione di capelli. Il Recession Blonde, quel biondo morbido, naturale e a bassa manutenzione che sta s...
18/04/2025

Non è solo una questione di capelli. Il Recession Blonde, quel biondo morbido, naturale e a bassa manutenzione che sta spopolando tra saloni e social, è il riflesso di un tempo in cui anche l’estetica si adatta al contesto economico e sociale. Non è un colore: è un messaggio. Un modo per dire “sto qui, resisto, ma con intelligenza”.

🏷️ Il parallelo viene spontaneo con il celebre red lipstick effect: nei periodi di crisi, le vendite di rossetti rossi aumentano. Un piccolo gesto, un lusso accessibile che restituisce controllo e sicurezza, anche solo allo specchio. Ma il Recession Blonde è diverso: è strategia, non impatto. È mantenersi curate senza l’obbligo di essere impeccabili. È comfort, durata, sobrietà — e proprio per questo, forza.

🏷️ Nell’epoca dell’immagine, il nostro aspetto è parte integrante della comunicazione. Il personal branding visivo non è solo estetica, ma strategia: costruire un’immagine coerente, riconoscibile, che parli prima ancora che apriamo bocca. Il Recession Blonde è un alleato perfetto: trasmette stabilità, cura, equilibrio. È il beauty look della leader, della creativa, della donna che sa chi è, anche quando il mondo intorno vacilla.

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   🏷️ Dietro questa operazione c’è una visione ambiziosa che unisce due filosofie stilistiche profondamente diverse. Da ...
11/04/2025



🏷️ Dietro questa operazione c’è una visione ambiziosa che unisce due filosofie stilistiche profondamente diverse. Da un lato, Versace, simbolo di opulenza, sensualità e teatralità. Dall’altro, Prada, sinonimo di minimalismo concettuale, sperimentazione e intellettualismo. A tenere le redini di questa nuova alleanza strategica, due figure fondamentali della moda contemporanea: Donatella Versace, anima creativa e carismatica del brand dopo la morte del fratello Gianni, e Miuccia Prada, mente brillante e anticipatrice di tendenze, capace di trasformare la moda in un laboratorio culturale.

🏷️ Ma oltre l’aspetto simbolico e culturale, questa operazione rappresenta un caso scuola di strategia aziendale e posizionamento competitivo. Prada compie una mossa di consolidamento orizzontale, rafforzando il proprio portafoglio con un marchio ad alta riconoscibilità globale e grande potenziale commerciale.

🏷️ È una risposta diretta alla crescente concentrazione del mercato, dominato da conglomerati francesi come LVMH e Kering, e una chiara dichiarazione di indipendenza industriale: l’Italia non è solo un laboratorio creativo, ma vuole tornare a essere anche una potenza finanziaria del fashion system.

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il Museo del Louvre ha aperto le sue porte all’Haute Couture con la mostra temporanea Louvre Couture, un viaggio straord...
09/04/2025

il Museo del Louvre ha aperto le sue porte all’Haute Couture con la mostra temporanea Louvre Couture, un viaggio straordinario che esplora il legame profondo tra arte e moda.

🏷️ Louvre Couture celebra la moda non solo come espressione estetica, ma come narrazione visiva che dialoga con il passato per reinventare il futuro.

🏷️ Oltre 60 creazioni firmate da maison leggendarie come Dior, Chanel e Balenciaga si intrecciano con capolavori del museo, creando un dialogo visivo e culturale senza tempo.

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Luxury Mainstream Fashion

Dietro ogni sfumatura di colore si nasconde un’emozione, una storia da raccontare. “The Residence”, la serie che ha conq...
08/04/2025

Dietro ogni sfumatura di colore si nasconde un’emozione, una storia da raccontare. “The Residence”, la serie che ha conquistato gli spettatori con il suo intreccio avvincente, il colore non è solo estetica, ma anima e voce di ogni personaggio. La psicologia del colore si fonde magistralmente con l’arte del costume design, creando un linguaggio silenzioso capace di esprimere sentimenti che le parole non riescono a raccontare.

🏷️ Ogni tonalità, ogni tessuto scelto per i protagonisti non è casuale, ma frutto di un’intuizione profonda che guida lo spettatore attraverso sfumature di mistero, passione, conflitti e desideri inespressi. Entrare nell’universo cromatico di “The Residence” significa immergersi in un viaggio emozionale che svela i segreti più nascosti dell’animo umano, raccontati attraverso l’armonia sapiente dei colori e la sensibilità del costume design.

🏷️ L’investigatrice Cordelia Cupp, interpretata da Uzo Aduba, rappresenta l’esempio più evidente dell’applicazione del “dopamine dressing” nella serie, un concetto che associa l’abbigliamento al benessere emotivo e che si basa sulla teoria che colori vivaci e design particolari possano stimolare la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore legato al piacere e alla motivazione.

🏷️ Gli outfit di Cordelia, caratterizzati da tonalità accese e abbinamenti audaci, non sono meramente decorativi, ma comunicano determinazione, eccentricità e sicurezza. Questo approccio cromatico la distingue nettamente dagli altri personaggi, sfidando le convenzioni del classico abbigliamento investigativo, tradizionalmente più sobrio e neutro.

✔️ Il suo stile diventa così manifestazione visiva di una personalità forte, pragmatica e brillante, con un approccio unico alle indagini e alla vita.

Il power dressing va ben oltre la semplice eleganza o l’aderenza ai codici di abbigliamento aziendali: rappresenta un li...
28/03/2025

Il power dressing va ben oltre la semplice eleganza o l’aderenza ai codici di abbigliamento aziendali: rappresenta un linguaggio non verbale sofisticato e strategico. In un ambiente lavorativo, dove le prime impressioni si formano in pochi secondi, i colori, i tagli e i materiali che scegliamo comunicano informazioni cruciali sulla nostra professio

🏷️ La scienza ha dato un nome a quella sensazione di trasformazione che proviamo indossando determinati capi: “enclothed cognition“. Si tratta di un fenomeno psicologico, documentato da numerosi studi, che dimostra come l’abbigliamento influenzi concretamente i nostri processi cognitivi e comportamentali.

✔️Ricerche condotte presso la Northwestern University – basate a loro volta su “Enclothed cognition” condotto da Hajo Adam e Adam D. Galinsky nel 2021 – hanno rivelato che indossare un camice da laboratorio, associato mentalmente alla precisione e all’attenzione scientifica, migliorava significativamente le prestazioni dei partecipanti in compiti che richiedevano concentrazione.

🏷️ Il meccanismo è sorprendentemente profondo: quando indossiamo un capo al quale attribuiamo simbolicamente determinate qualità, tendiamo inconsciamente ad adottare i comportamenti e le attitudini associate a quel simbolo. In ambito aziendale, questo si traduce in prestazioni tangibilmente superiori quando il team adotta un abbigliamento che evoca professionalità e competenza.

🏷️ La giacca strutturata non è solo un elemento estetico, ma diventa un attivatore di comportamenti assertivi e decisionali; le scarpe eleganti non sono solo un complemento, ma un innesco di portamento più sicuro e presenza più autorevole nello spazio professionale.

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Stavamo aspettando la seconda parte della collaborazione di Takashi Murakami e Louis Vuitton e se non ha sorpreso il con...
18/03/2025

Stavamo aspettando la seconda parte della collaborazione di Takashi Murakami e Louis Vuitton e se non ha sorpreso il concept visto che se lo aspettavano un po’ tutti, questo ritorno è stato accolto con un sorriso d’approvazione generale. Il ritorno dell’iconica collezione Cherry Blossom del 2003 realizzata da Murakami insieme a Mark Jacobs per Louis Vuitton nelle due settimane che anticipano la primavera non avrebbe potuto essere più azzeccato e la comparsa di Zendaya su sfondo rosa sakura ha strappato solo consensi.

🏷️ Se si capita in Giappone al momento dell’Hanami, la Festa del Sakura o Cherry Blossom (hana vuoi dire fiore) si può vedere che qualsiasi brand, che siano vestisti, cosmetici, snack, cioccolata, bevande fa uscire una linea stagionale dedicata al Sakura. Starbucks ha un Sakura drink, per nominare un brand che è ovunque.

🏷️ Nel 2003 Marc Jacobs era direttore artistico da sei anni ed era il designer la cui capacità era di leggere la cultura e trasformarla in moneta sonante, inizia una collaborazione con Murakami, un non ancora affermato artista, il quale non si è limitato a piantare sakura sullo sfondo terra. Ha ridisegnato, ripensato, il monogramma, colorandolo vivacemente usando lo sfondo bianco o il nero. Prendendo influenza dalla cultura dei manga fino alla tradizionale composizione giapponese degli stemmi di famiglia, quella creata in realtà durante la mania nipponica in voga durante il tardo periodo vittoriano.

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Per cominciare a capire il fenomeno Twiggy tocca riportare indietro l’orologio indietro fino alla prima metà degli anni ...
10/03/2025

Per cominciare a capire il fenomeno Twiggy tocca riportare indietro l’orologio indietro fino alla prima metà degli anni ‘60 ed immaginare di entrare in un reparto femminile di un negozio di Londra e non trovarci vestiti disegnati apposta per adolescenti.

🏷️ Nel gennaio del ‘66 la Swinging London era ai suoi albori. L’Inghilterra si prepara ad ospitare i mondiali di calcio, i Beatles fanno già svenire le f***e di giovanissime ovunque atterrino. Il Daily Express vende 6 milioni di copie al giorno in tutto il mondo quando pubblica un articolo intitolato semplicemente:

“Twiggy il volto del 66: la ragazzina cockney con il volto per lanciare migliaia di forme ed ha solo 16 anni!”

🏷️ Nelle tre foto allegate, non particolarmente belle, è ritratta una ragazzina quasi senza forme, uno scricciolo alto appena di 1,68, soprannominata Stick o Twigs, Stecchino, dal fidanzato per l’eccessiva magrezza e per le ciglia finte che si disegna con l’eye liner per imitare gli occhi del gatto ragdoll che ha in casa, rinominata Twiggy. I capelli sono la negazione delle vaporose messe in piega cotonate. Un taglio da maschio. O da f***etto. Pixie. In appena un mese quella stessa ragazzina avrebbe posato per Vogue e nel giro di un anno sarebbe stata assalita da fan e fotografi all’aeroporto di New York.

🏷️ Lo racconta in un attesissimo documentario uscito il 7 di marzo in Inghilterra ed Irlanda, Sadie Frost ex modella ed attrice.
Come ha fatto una ragazzina di Neasden, quartiere a Nord Ovest di Londra a diventare un fenomeno mondiale nel giro di un mese, una vera e propria icona pop ed il simbolo di un’epoca intera. Come ha fatto anche a non far mai appassire, a cinquant’anni di distanza, dopo una lunga carriera in tutti gli ambiti dello spettacolo, quella suggestione iniziale di figura fragile, con occhioni da Bambi rivolta ad un mondo decisamente crudele.

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Il red carpet degli Oscar non è solo una passerella di lusso, ma un palcoscenico dove la moda diventa un linguaggio sile...
03/03/2025

Il red carpet degli Oscar non è solo una passerella di lusso, ma un palcoscenico dove la moda diventa un linguaggio silenzioso ma potente. Ogni abito scelto, ogni colore selezionato, ogni accessorio indossato racconta una storia che va oltre il semplice stile. È un dialogo tra l’identità dell’interprete, il contesto cinematografico e il messaggio che si vuole comunicare al mondo.

🏷️ Nel 2025, le star di Hollywood hanno dimostrato ancora una volta come il glamour possa intrecciarsi con il simbolismo, la narrazione personale e le strategie di immagine. Dai tessuti pregiati alle silhouette audaci, dagli omaggi al cinema alla rottura degli schemi, i look di questa edizione si trasformano in dichiarazioni visive di forza, eleganza e consapevolezza

🏷️ La vittoria di Zoe Saldaña come Miglior Attrice Non Protagonista per Emilia Pérez non è solo un riconoscimento alla sua interpretazione, ma un trionfo anche dal punto di vista stilistico. La sua scelta di indossare un long dress porpora di Saint Laurent, drappeggiato ed elegante, è una dichiarazione di sicurezza e di presenza scenica. Il colore, tra il burgundy e il viola, richiama la regalità e la solennità del momento, in un gioco di toni che enfatizza la celebrazione.

🏷️ L’abbinamento con guanti lunghi in tulle aggiunge un tocco di raffinatezza teatrale, mentre i gioielli Art Déco di Cartier sottolineano l’allure senza tempo della sua immagine. Un look che non grida, ma che lascia il segno con eleganza e consapevolezza del proprio ruolo.

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Gucci ha aperto la Settimana della Moda di Milano con una sfilata che ha segnato un momento storico: la prima senza un d...
26/02/2025

Gucci ha aperto la Settimana della Moda di Milano con una sfilata che ha segnato un momento storico: la prima senza un direttore creativo alla guida.

Un parterre stellare che testimonia la forza del brand, nonostante le recenti difficoltà economiche e l’assenza di una guida stilistica definita.

🏷️ Uno degli elementi più distintivi della sfilata è stato il rebranding cromatico, con un focus sul verde “Castleton Green”. Un colore che richiama la tradizione del brand, rielaborato in chiave contemporanea per riflettere un’estetica più essenziale e raffinata.

🏷️ L’omaggio alla storia della maison è evidente nella presenza del nastro verde e rosso, simbolo legato ai bauli da viaggio Gucci e ai dettagli di alcune delle sue creazioni più celebri.

🏷️ Questa scelta cromatica si riflette non solo negli abiti, ma anche negli allestimenti: dalle passerelle alle tende, dagli inviti fino ai posti a sedere, tutto richiama questa tonalità iconica. La scelta di questo colore non è casuale: era una delle tonalità più amate da Guccio Gucci, il fondatore della maison di cui ricorre il 50° anniversario proprio quest’anno e che viene celebrato con questa sfilata.

🏷️ Un cambiamento rispetto al Gucci Ancora al quale Sabato de Sarno ci aveva abituato, ma nulla di stravolgente: è un colore coerente e già visto sugli accessori della casa di moda.

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Cristobal Balenciaga, a differenza di molti stilisti contemporanei, non si occupò mai direttamente di calzature, limitan...
24/02/2025

Cristobal Balenciaga, a differenza di molti stilisti contemporanei, non si occupò mai direttamente di calzature, limitandosi a dare indicazioni sugli abbinamenti. Tuttavia, questo non ha mai rappresentato un limite per la sua fama. Secondo Coco Chanel, Balenciaga era l’unico che potesse davvero essere definito stilista, mentre Christian Dior lo considerava “il Maestro di tutti noi”.

🏷️ La mostra, ideata da Elisa Ossino Studio e promossa dalla Federazione del Calzaturificio Spagnolo, è curata da Javier Echeverria Soia e rappresenta un’occasione unica per riscoprire lo stile originale del genio basco che rivoluzionò l’Haute Couture. Oltre a raccontare la storia personale e professionale di Balenciaga, l’esposizione mette in luce la ricca e colorata tradizione artigianale sp****la che ha ispirato le sue creazioni.

🏷️ Non è un caso che tra i suoi allievi vi siano figure leggendarie come Hubert de Givenchy, dal quale proviene un aneddoto curioso: Balenciaga realizzò il suo primo abito a soli sei anni, cucendo un cappotto per il gatto di casa. Fu in quel momento che si rese conto della sfida insita nel creare vestiti su un corpo in movimento.

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Per il suo ritorno sul palco di Sanremo 2025, questa volta nelle vesti di super ospite, Damiano David ha sorpreso tutti ...
13/02/2025

Per il suo ritorno sul palco di Sanremo 2025, questa volta nelle vesti di super ospite, Damiano David ha sorpreso tutti con un look inedito, segnando una svolta netta rispetto agli outfit provocatori e genderless che hanno caratterizzato le sue precedenti apparizioni.

🏷️ Lontano dalle tutine scintillanti, dai corsetti n**e e dai top trasparenti che hanno reso iconico il suo stile, Damiano ha optato per un’eleganza minimalista e contemporanea, firmata Valentino (vedi Alessandro Michele, proprio come i Coma Cose). Un chiaro segno di evoluzione stilistica che racconta di una maturità raggiunta o forse del desiderio di prendere le distanze dal passato con i Måneskin.

🏷️ La trasformazione stilistica è stata accompagnata da un cambio radicale anche nel look beauty. Addio al caschetto e alle acconciature messy: per questa serata, Damiano ha scelto un taglio pulito, con ciuffi frontali più lunghi e una fila centrale ben definita, a metà tra il classico e il contemporaneo.

🏷️ Questo debutto sanremese in versione “grown-up” rappresenta una nuova fase per Damiano David: più sobrio, essenziale e lontano dagli eccessi del passato, ma ancora capace di lasciare il segno. Un’evoluzione che racconta una personalità in continua trasformazione, senza mai perdere l’aura magnetica che lo ha reso un’icona contemporanea.

🏷️ La trasformazione stilistica è stata accompagnata da un cambio radicale anche nel look beauty. Addio al caschetto e alle acconciature messy: per questa serata, Damiano ha scelto un taglio pulito, con ciuffi frontali più lunghi e una fila centrale ben definita, a metà tra il classico e il contemporaneo.

🏷️ Questo debutto sanremese in versione “grown-up” rappresenta una nuova fase per Damiano David: più sobrio, essenziale e lontano dagli eccessi del passato, ma ancora capace di lasciare il segno. Un’evoluzione che racconta una personalità in continua trasformazione, senza mai perdere l’aura magnetica che lo ha reso un’icona contemporanea.

🏷️ Se il primo outfit raccontava una nuova fase di maturità stilistica, questo secondo look mostra un ritorno alle silhouette fluide e genderless, che hanno definito molti dei suoi successi passati, ma con un’evidente attenzione alla qualità dei tessuti e alla costruzione sartoriale. Damiano dimostra ancora una volta di saper giocare con la moda, passando da un’estetica rigorosa a una più libera e personale, senza mai perdere coerenza.

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