24/01/2013
"Chissà come è strano vedere la vita senza questi tappi sugli occhi" pensava in autobus, quella mattina, Roberto.
"scusa mi puoi timbrare il biglietto?"
Si tappò la bocca e fece finta di niente.
"scusa mi puoi timbrare il biglietto?"
Si chiuse il giubbotto, si sistemò i capelli e non disse nulla.
"Scusami, puoi farmi questo favore?"
La ignorò, come sempre, come faceva con tutti gli altri e, cercando di non incrociare lo sguardo con nessuno, si avvicinò alla porta per scendere.
"Un passo, due passi, tre passi"
Scese alla sua fermata, stando attento a non toccare niente e nessuno.
"Numeri a caso, numeri a caso... Centoventicinque per trecentosesantadue? Fa quarantamiladuecentocinquanta, fa quarantamiladuecentocinquanta."
E, tirando un sospiro di sollievo, aggiunse:
"Non mi hanno contagiato."
Così si avviò verso la scuola con la testa piena di conti che cercava di far quadrare
Che ve ne pare dell'inizio di questo nuovo racconto? :)