15/08/2025
"Studia, o finirai come il kebabbaro all’angolo"...
Me lo ripeteva sempre mia madre, mentre mi serviva la minestra bollente, con quello sguardo serio che non lasciava spazio a repliche:
“Studia, figliolo. Altrimenti finirai come il kebabbaro all’angolo: senza un futuro, senza un soldo, e con le mani che puzzano di cipolla tutto il giorno.”
Così ho obbedito. Ho seguito la strada tracciata con diligenza: elementari, medie, superiori, università... e pure la magistrale.
Foto in toga, applausi, genitori commossi. Io pure in lacrime — ma per il mutuo che avevo acceso solo per il master.
Poi il lavoro: un ufficio moderno, badge al collo, pranzo in schiscetta.
E i milioni? Dispersi.
Al loro posto: call infinite, traffico, ansia e scadenze “urgenti per ieri”.
Il kebabbaro milionario
Un giorno, mentre uscivo stremato dall’ufficio, mi lascio attirare da quei profumi speziati che bucano l’aria e lo stomaco.
Mi fermo.
E dietro il bancone… lui. Il kebabbaro “senza studi”.
Solo che adesso ha tre punti vendita, dipendenti in divisa, POS contactless, promozioni 2x1 e mentre io faccio i conti per arrivare a fine mese lui dà il resto da una banconota da 500.
La verità che a casa mia non si diceva mai
La ricetta era sempre la stessa:
Studia.
Prendi bei voti.
Trova un buon lavoro.
“Diventa qualcuno.”
Ma nessuno parlava di impresa.
Nessuno spiegava cos’è un reddito passivo, come aprire un’attività, assumere persone, gestire tasse, rischi, clienti.
E lui?
Forse non ha finito neanche le superiori, ma ha capito una cosa fondamentale:
Se vendi qualcosa che la gente ama, e lo fai bene, sei più libero di chiunque abbia un contratto a tempo indeterminato.
Ecco cosa ho capito
Un titolo di studio non garantisce ricchezza
Il successo non sempre odora di stampante e caffè… a volte profuma di kebab
L’autodidatta può superare il laureato
I piccoli affari, se gestiti con intelligenza, generano grandi risultati
C’è chi si laurea in giacca e cravatta… e chi fattura in ciabatte
La scuola ti prepara a lavorare, ma pochi ti insegnano come essere libero
L’altro giorno ci sono ripassato.
A servirmi c’era suo figlio, vent’anni, già responsabile di due punti vendita, moto nuova, smartphone ultimo modello e in arrivo un food truck di kebab gourmet.
Io? In ufficio, a fissare la mail in attesa dell’approvazione ferie.
Due settimane all’anno per “vivere davvero”.
Morale?
Non è lo studio che ti fa ricco. È quello che fai con ciò che sai.
E se pensi che fare impresa sia roba da chi non ha studiato… stai attento.
Potresti finire a lavorare per il kebabbaro.
Che Dio benedica chi ogni giorno si rimbocca le maniche… e porta davvero a casa il pane.