Ora Daria

Ora Daria Cerco il mio respiro dove soffia il vento. Sarò una cosa sola con il mondo intorno

28/04/2026

È una questione di trasparenza. Usiamo ogni giorno piattaforme come TikTok o CapCut per creare contenuti.

Ma nei termini di utilizzo, il modo in cui quei contenuti possono essere usati (anche per addestrare sistemi di intelligenza artificiale) è spesso poco chiaro, disperso, difficile da capire davvero.

Se carico un video, una foto o scrivo un commento voglio sapere esattamente come questo materiale viene utilizzato.

Senza dover leggere decine di pagine scritte in burocratese.

24/04/2026

Varie situazioni.
Spesso anche dentisti con .di.rassy
Ispirata da .png

18/04/2026

Negli ultimi giorni sono usciti decine di contenuti in cui Trump viene trasformato in una caricatura: preso a cazzotti, ridicolizzato, raccontato come un personaggio fuori controllo. A un primo sguardo sembrano semplicemente meme riusciti bene, il tipo di video che ti fa sorridere e che mandi subito a qualcuno nei DM.

A pubblicarli sono anche account ufficiali legati alle ambasciate iraniane, che stanno usando ironia, AI e linguaggi tipici delle piattaforme per costruire una narrazione molto precisa.

È una forma di comunicazione strategica. È stato definito “diplomatic trolling”: quando anche le istituzioni iniziano a comportarsi come pagine meme, adattandosi perfettamente alle logiche del feed per essere più condivisibili, più memorabili, più efficaci.

E funziona, perché questi contenuti non chiedono attenzione, la catturano. Non chiedono di essere analizzati, scorrono. E nel momento in cui scorrono, fanno anche qualcosa in più: semplificano, distorcono, spostano il modo in cui percepiamo quello che sta succedendo.

11/04/2026

La sociolinguista Ruth Wodak spiega che queste campagne funzionano perché inventano (o amplificano) un nemico esterno, riducono la complessità e colpiscono prima sul piano emotivo che su quello razionale.

Anche se sai che è generato con l’AI, l’effetto emotivo arriva lo stesso.
La paura si deposita prima del ragionamento.
Ed è esattamente lì che questo contenuto vuole colpire.

Viktor Orbán governa dal 2010 e nel tempo ha concentrato il controllo sui media, indebolito i contrappesi istituzionali e reso sempre meno equa la competizione politica. Non a caso nel 2022 il Parlamento europeo ha definito l’Ungheria una “autocrazia elettorale”.

Le elezioni di aprile potrebbero cambiare le carte in tavola.

PS: mi scuso preventivamente con tuttə gli ungheresi per la pessima pronuncia, ma soprattutto con la mia coinquilina 🥲

It’s all about survival of the fittest
09/04/2026

It’s all about survival of the fittest

26/03/2026

Due processi in 48 ore.

Il 24 e 25 marzo 2026, due giurie statunitensi hanno riconosciuto la responsabilità di Meta (e, in un caso, anche di Google) per gli effetti delle loro piattaforme sugli utenti, in particolare i più giovani.

Nel primo procedimento, Meta è stata condannata per aver comunicato standard di sicurezza per i minori ritenuti fuorvianti rispetto ai rischi reali.
Nel secondo, Meta e Google sono state ritenute responsabili per i danni subiti da una giovane utente, dopo anni di utilizzo intensivo di Instagram e YouTube.

Per la prima volta, in modo così netto, viene messa in discussione la neutralità delle piattaforme: non più semplici contenitori, ma ambienti progettati, ottimizzati e, secondo le accuse, capaci di incidere sui comportamenti.

Si apre così una frattura nel racconto dominante degli ultimi anni, che ha spesso attribuito agli utenti la piena responsabilità del proprio rapporto con i social.

12/03/2026

Non io completamente impazzita con questo romanzo. Una delle storie più sconvolgenti che abbia mai letto.

Nel 1905, Belle da Costa Greene diventa la bibliotecaria personale di J. P. Morgan.
Collezionista brillante, mente affilatissima, regina assoluta dei manoscritti rari.

C’è solo un dettaglio che il mondo non deve sapere: Belle è nata in una famiglia afroamericana.

Per tutta la vita costruisce una nuova identità per poter lavorare in un ambiente che non l’avrebbe mai accettata.

Decenni dopo, la scrittrice Alexandra Lapierre decide di ricostruire la sua storia. Per farlo passa mesi negli archivi di Villa I Tatti.

Lì trova una mola immensa di lettere. Inizia ricopiarle tutte. A mano. Una per una.

12/03/2026

Non io completamente impazzita con questo romanzo. Una delle storie più sconvolgenti che abbia mai letto.

Nel 1905, Belle da Costa Greene diventa la bibliotecaria personale di J. P. Morgan.
Collezionista brillante, mente affilatissima, regina assoluta dei manoscritti rari.

C’è solo un dettaglio che il mondo non deve sapere: Belle è nata in una famiglia afroamericana.

Per tutta la vita costruisce una nuova identità per poter lavorare in un ambiente che non l’avrebbe mai accettata.

Decenni dopo, la scrittrice Alexandra Lapierre decide di ricostruire la sua storia. Per farlo passa mesi negli archivi di .

Lì trova una mola immensa di lettere. Inizia ricopiarle tutte. A mano. Una per una.

05/03/2026

Il 18 febbraio 2026, per la prima volta nella storia, Zuckerberg si è trovato a difendersi non davanti a una commissione politica del Congresso, ma davanti a una giuria popolare, rispondendo dei danni concreti attribuiti al design dei suoi prodotti.

In aula, seduti tra il pubblico, c’erano anche i genitori di ragazzi morti o gravemente danneggiati dai social media.

Durante la sua testimonianza, a Zuckerberg sono stati mostrati documenti interni che contraddicevano la sua difesa, tra cui una presentazione in cui Meta scriveva: “se vogliamo avere successo con gli adolescenti, dobbiamo coinvolgerli fin da quando sono preadolescenti”.

Zuckerberg si è scusato per il fatto che il filtro di Instagram per limitare l’accesso ai minori di 13 anni non abbia funzionato, ammettendo: “avrei voluto che ci fossimo riusciti prima”.

22/02/2026

Cosa succede al tuo profilo Instagram dopo che passi a miglior vita? 👀

A dicembre 2024 Meta ha fatto approvare un brevetto per un sistema di AI capace di continuare a postare al posto tuo — anche dopo la tua morte.

Come spiega Beatrice Petrella aka nel suo libro “Still Online”, con le nuove tecnologie il nostro rapporto con la morte è destinato a cambiare per sempre.
Questa cosa mi ha fatto ve**re un sacco di domande a cui non so ancora rispondere.

ne parlo nell’ultima puntata di In Mezzo, la mia newsletter che fa parte dell’ecosistema — link in bio 🔗

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