09/10/2025
🔥 Cosa conta davvero nella comunicazione: le parole o il tone of voice?
In GRF Studio siamo così uniti che ormai ci chiamiamo solo con i soprannomi:
Ali, Ale, Ele, Ile (l’h va a dolmile), Giò, Fredol, Cuggé, Silvietta — che, tra parentesi, ha un titolo mondiale di kickboxing e fa anche sollevamento pesi.
Giovanni è l’art director, Elena l’amministratore delegato.
Quando devono parlarsi, lui prima mostra una mano di legno con il dito medio alzato.
Lei risponde allo stesso modo.
Poi discutono di strategie di comunicazione e creatività applicata.
Il project manager, ha un suo modo tutto particolare di motivare i colleghi: “Ehi tu, la vuoi una bella spina nel c***?”
E il collega, in mezzo alle risate di tutti: “Se me lo chiedi così… come potrei rifiutare?”
E qualunque sia il lavoro che li aspetta, il cliente sarà certamente soddisfatto.
Letta così, sembrerebbe la cronaca di un ambiente tossico, pieno di mobbing e linguaggio inappropriato.
In realtà è esattamente il contrario.
Le nostre migliori idee nascono proprio da qui:
da uno spazio libero dove ci si può dire tutto, ridere di tutto, e anche delle parole sbagliate — perché sappiamo che non feriscono, ma uniscono.
Perché quando c’è fiducia, squadra e famiglia, anche un dito medio può voler dire:
“Ti rispetto, mi fido di te, e so che possiamo ridere anche di questo.”
Vale anche per la comunicazione professionale.
Serve dire le cose giuste, nel modo giusto, al pubblico giusto.
Ma una strategia di comunicazione efficace nasce dall’autenticità, dal tono e dalla capacità di parlare con la voce del brand — senza perdere la sua identità.
👉 È questo che facciamo ogni giorno in GRF Studio.