Daria Cecere / Brand Designer

Daria Cecere / Brand Designer Aiuto le aziende ad avere un’immagine efficace e coerente con lo studio della brand identity.

Nuova brand identity per un'azienda di impianti fotovoltaici.
07/08/2024

Nuova brand identity per un'azienda di impianti fotovoltaici.

Logo e   per una dottoressa.Sapete cosa fa l'ortottista?Esami del campo visivo che appaiono come un grafico circolare di...
09/10/2023

Logo e per una dottoressa.

Sapete cosa fa l'ortottista?

Esami del campo visivo che appaiono come un grafico circolare diviso in 4 quadranti.

E a questo dettaglio che mi sono ispirata (slide n. 3) per realizzare un con le iniziali, ma diverso dai soliti loghi che vediamo in campo medico.

Se ti piace lasciami un like e se sei stai valutando di creare o rivedere la tua immagine di professionista, scrivimi in direct ✉

Oggi parliamo della corrente grafica dello   digitale, secondo la quale un oggetto digitale deve emulare le sembianze de...
03/04/2023

Oggi parliamo della corrente grafica dello digitale, secondo la quale un oggetto digitale deve emulare le sembianze del suo corrispettivo nel mondo reale con fini puramente estetici, senza quindi che questa somiglianza abbia poi un risvolto pratico.

Può essere più o meno realistico ma mantiene il nesso con l'oggetto anche quando gli sopravvive (come l'icona del Salva e il Floppy Disk).

Vediamo 5 caratteristiche di questa corrente che ha visto il suo massimo splendore nelle prime applicazioni in casa , per poi lasciare il passo a design sempre più snelli.

Hai presente il pdf che si sfoglia come un libro? Ecco, quello è un esempio di scheumorfismo.

Se vuoi che nel prossimo post parli di una specifica corrente grafica, fammelo sapere nei commenti.

30/03/2023

Continuiamo la carrellata di tecniche per il .

Moltissimi loghi sono ideati attraverso il gioco del “se fosse”.

Si tratta di un metodo molto utilizzato dai creativi (Munari ne era maestro), soprattutto in ambito pubblicitario, ma la possiamo trovare anche nel Brand Design.

Questo sistema consente di comunicare la personalità del brand “incarnandola” in qualcosa di concreto, immediatamente riconoscibile.

Ma come funziona?
Bisogna creare una correlazione tra il brand e una categoria mentale diversa, per nulla attinente.

In fase di brainstorming buttiamo giù una lista domande che iniziano con la formula:
“Cosa sarebbe se fosse…?”
e poi rispondiamo a tutte, senza preoccuparci di andare fuori strada o scrivere sciocchezze.

Se ci sarà la giusta correlazione, salterà all’occhio da sola.

E tu, hai mai utilizzato il gioco del se fosse per i tuoi loghi?
Fammelo sapere nei commenti e se vuoi conoscere altre tecniche per il logo design seguimi.

Ecco 4   primaverili da salvare e utilizzare per i prossimi  .
27/03/2023

Ecco 4 primaverili da salvare e utilizzare per i prossimi .

07/03/2023

Se l’ispirazione per un non arriva, non temere: esistono moltissime tecniche di che possiamo provare per trovare l’idea giusta.

Il principio di ripetizione è una di queste tecniche.

Consiste appunto nel riprodurre più volte uno stesso elemento: identico o con variazioni di colori, dimensioni o posizione.

Potrebbe sembrare incredibilmente semplice, ma ci aiuta a creare un segno unico e riconoscibile.

Quando la ripetizione si avvale di forme geometriche di base porta alla creazione di loghi astratti, cioè privi di corrispondenza con oggetti reali.

Ma può essere utilizzata anche per giocare con le lettere e generare dei monogrammi.

La ripetizione però non significa ridondanza: non dobbiamo creare affollamento visivo.

Ripetere un singolo elemento conferisce profondità e dimensione al design e porta l’occhio a seguirne il movimento.

Quindi, la prossima volta che ti troverai a progettare un logo, valuta se c’è la possibilità di applicare il principio di ripetizione.

Se vuoi conoscere altre tecniche per il seguimi!

01/03/2023

Proseguiamo con la Storia del Brand Design Italiano e parliamo del marchio , oggi una S.P.A. pluripremiata che si occupa di apparecchiature elettriche, sicurezza e domotica.

Nel 1936 nasce La Bassani Ticino come azienda produttrice di interruttori elettrici.

Negli anni ‘50 il nome cambia e cominciamo a vedere staccarsi una 'B' manoscritta in un cerchio a sormontare parola 'Ticino';

Nel decennio successivo fanno la loro comparsa i due colori principali che il brand ha mantenuto fino a oggi: cioè nero e arancio

E negli anni ‘80, con un ruolo ormai internazionale, arriva il tempo di un bel restyling.
Il nome diventa definitivamente B-TICINO e si libera del vecchio pittogramma.
Il restyling dell’immagine coordinata viene commissionata al graphic designer Ricardo Salas Moreno, nominato dall’ADI World Design Ambassador in Italia.

Il marchio è costituito dal solo logotipo, con un font disegnato, e poteva essere utilizzato:

- in arancio e nero su fondo bianco;
- o in arancio e bianco su fondo nero

Inoltre furono previste 3 versioni:

1) quella con carattere pieno con la 'b' in negativo
2) carattere pieno con la 'b' outline
3) carattere outline monocromatico

A mio avviso non possiamo considerare la B come un pittogramma, perché non viene mai utilizzata da sola, o io almeno non ne ho trovato applicazioni.

La corporate identity è semplice ma rigorosa direi e comprendeva anche alcune riviste aziendali.

Vediamo che il carattere utilizzato è simile a quello del logotipo, scelta che in genere viene fatta per dare maggiore risalto al brand rispetto ai prodotti.

Oggi l’applicazione del marchio è rimasta praticamente invariata.

L’unico rammarico è che, trattandosi di un’azienda con decine di sedi in tutto il mondo, la comunicazione sui social è gestita autonomamente dalle filiali nei vari paesi, e i risultati si vedono.

Se vuoi analizzare il vettoriale del marchio lo puoi scaricare gratuitamente da BrandsOfTheWorld.

Se ti interessa la storia del brand design italiano lascia un like e seguimi per la prossima case history.

Dopo 60 anni   cambia logo (e cerca di convincerci che non fa più telefoni).Sembra un font, ma non lo è.Il vecchio   las...
01/03/2023

Dopo 60 anni cambia logo (e cerca di convincerci che non fa più telefoni).

Sembra un font, ma non lo è.

Il vecchio lascia spazio ad una composizione più snella e di matrice geometrica.

Un che gioca con la nostra percezione: non si tratta di veri caratteri tipografici, ma di forme che ci ricordano delle lettere che il nostro occhio completa grazie alla psicologia della : quello dell’esperienza passata e quello del completamento.

Si tratta infatti di forme che somigliano molto a qualcosa a cui siamo più abituati, le lettere appunto. Alcune poi, come la “A”, sono identiche al carattere che sostituiscono, salvo il fatto che ne manca un tratto.

È come se da una scritta fossero stati tolti dei pezzi, e l'osservatore li rimette nella propria mente in maniera spontanea.

Questo era proprio uno degli obiettivi del nuovo design: sottolineare il valore positivo della collaborazione.

Il CEO Pekka Lundmark ha dichiarato:
"Questa è Nokia, ma non come il mondo ci ha sempre visti."

Work in progress 💫Logo per un'ortottista 👁️
27/02/2023

Work in progress 💫
Logo per un'ortottista 👁️

"Noi pubblicitari siamo stati cresciuti e bombardati con le storie di successo di chi ha impiegato le proprie capacità e...
24/02/2023

"Noi pubblicitari siamo stati cresciuti e bombardati con le storie di successo di chi ha impiegato le proprie capacità e la propria immaginazione nel vendere cose come: cibo per gatti, pastiglie per lo stomaco, detergenti, ristrutturanti per capelli, dentifrici, lozioni dopobarba, lozioni prima della barba, diete dimagranti, diete ingrassanti, deodoranti, acqua effervescente, ecc.

E anche noi, proprio come i consumatori, abbiamo raggiunto un punto di saturazione in cui anche il più acuto strillo per vendere non è niente di più che un rumore.

Noi pensiamo che ci siano altre cose, di maggior valore, per cui impiegare le nostre competenze e la nostra esperienza."

📌 "First Thing First" (prima le priorità) è, redatto nel 1964, è un che si rivolge ai graphic designer e a tutti gli addetti ai lavori della "industria pubblicitaria".

📌 Trovi la versione integrale in italiano sul mio blog https://bit.ly/3KzjOID

22/02/2023

Parliamo di longevità.

Quanto può resistere nel tempo un logo ben fatto senza subire restyling?

Se guardiamo il caso Anonima Castelli, direi almeno 40 anni.

La Castelli è nata a Bologna nel 1877, (sì, hai capito bene) come piccola bottega artigiana.
Oggi è una SPA. Progetta spazi di lavoro e complementi di arredo ed è uno dei simboli del .

Vanta collaborazioni con grandissimi designer come , ideatore della sedia pieghevole che quando fu presentata per la prima volta alla fiera di Milano nel 1967 andò letteralmente a ruba - no, sul serio, letteralmente pare che i visitatori se le portassero via sottobraccio…

Parliamo del marchio, disegnato nel 1982 da G&R Associati.
Il marchio è lo stesso che vediamo oggi ed è di tipo misto, cioè costituito da pittogramma e logotipo.

Il pittogramma è costituito da un unico tratto bianco, di spessore costante, che disegna un castello a tre torri.

Notare che il quadrato rosso che lo racchiude ha gli angoli smussati.

Le morbidezze rappresentano - visto che parliamo di arredamento - l’ergonomia e l’attenzione ai dettagli che delle spigolosità non avrebbero trasmesso.

Il logotipo, che ha la stessa altezza del pittogramma, è scritto in Futura maiuscolo, e con il tempo è diventato leggermente più light. La crenatura, cioè lo spazio tra le lettere, non è tipografica ma ottica: è stata scelta una distanza molto breve per dare maggiore compattezza visiva al .

Il viene usato solo preceduto dal pittogramma, mentre il pittogramma si può trovare con intento sia decorativo e segnaletico, ad esempio come insegna dei centri vendita.

Dal momento che adoro i logotipi in sans serif, chiedo a te: conosci altri marchi che hanno il Futura nel logotipo?

Fammelo sapere nei commenti. 👇

  pochi giorni fa ha rivelato la nuova   con una campagna pubblicitaria intrisa di "britannicità".Il marchio ha subito d...
20/02/2023

pochi giorni fa ha rivelato la nuova con una campagna pubblicitaria intrisa di "britannicità".

Il marchio ha subito diversi restyling (nell'arco di più di un secolo) che ne preservavano però i caratteri di forza, longevità e lusso.

Fino al 2018, quando la svolta fece sparire il suo iconico Equestrian Knight.

Oggi sotto la guida del creative director Daniel Lee, il cavaliere è tornato e con lui anche la ricercatezza di un carattere tipografico serif.

Apprezzo molto la scelta di "attualizzare" proporzioni e colori ma conservando il carattere britannico.

La versione precedente a mio parere faceva perdere molto della storia del brand.

E tu quale versione preferisci?

Indirizzo

Via Delle Falci, 2
Aversa
81031

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Daria Cecere / Brand Designer pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Daria Cecere / Brand Designer:

Condividi

Era una notte buia e tempestosa...

...quando la città di Napoli diede alla luce una creatura all’apparenza docile e innocua. Era l’anno di tangentopoli, delle stragi di via D’Amelio e Capaci ma anche del karaoke e del primo sms della storia. Forse è per questo che la bambina, amichevolmente chiamata in famiglia “la saccente”, crescendo si appassionava alla tecnologia e al canto, nonostante questo non fosse tra gli innumerevoli doni che la natura le aveva fatto.

La piccola cresceva fiera dei suoi tanti successi, che vale la pena menzionare: a 8 mesi, stanca di dipendere dagli altri, si alzò in piedi e iniziò a gironzolare per casa. Si fermò solo a 4 anni quando, incuriosita da un signore che discuteva con la moglie in bianco e nero dentro al televisore, si sedette accanto al papà a vedere la sua prima commedia di Eduardo in VHS. A 6 anni cominciò a disegnare, e a 8 una sua opera si aggiudicò il primo premio (un magnifico piumone con i pinguini) nell’ambito del concorso Kinder Pinguì. Le invidie dei compagni non si fecero attendere, ma lei rispose che «non esistono persone che non sanno disegnare, solo persone a cui non piace e che quindi non si esercitano».

Concluse la scuola elementare con tutti “Ottimo” ma, a causa del morbillo, non potette partecipare alla festa data in suo onore. Le malelingue arrivarono a dire che si trattava di una festa di fine anno fatta per tutta la classe, tsk! Finita l’epoca delle merendine e delle stazioni intergalattiche realizzare in Lego, la protagonista della nostra storia attraversò quel periodo fisiologico fatto di Avril Lavigne e di sogni ad occhi aperti, durante il quale sublimava l’attesa del “principe azzurro” disegnando ovunque romantiche strisce di fumetti. Riavutasi per fortuna in fretta dall’atroce epidemia di adolescenza che, caso volle, colpì contemporaneamente tutti i suoi compagni, investì tutte le energie nella battaglia per l’ottenimento di una connessione internet ADSL e di un computer funzionante.

A 16 anni, ottenuta la vittoria sulla Mamma&Papà srl, si dedicò all’esplorazione del mondo del fotoritocco e dei neonati social network. Tanto esperta nella pianificazione delle interrogazioni, quanto abile nel mimetizzarsi con le pareti durante le lezioni di matematica e fisica, affrontò con grinta l’avventura sannazzarina, lavorando anche nella redazione del giornale scolastico “Liber@mente“, e arrivando a 17 anni sul podio del Certame Vichiano, concorso nazionale di filosofia. Quando le dissero che doveva prendere la maturità rispose «Grazie, già ce l’ho!», ma non potette esimersi dal partecipare ugualmente agli esami di stato. Alle ore otto dell’otto luglio duemiladieci, la nostra eroina sbaragliò la commissione esterna con una magnifica mappa concettuale corredata di illustrazioni inedite, oggi messa all’asta, ed era pronta per entrare nel mondo reale, dove altri brillanti successi l’attendevano.