28/05/2026
Molto spesso questa situazione nasce proprio da un’elevata professionalità nel ruolo che si ricopre in azienda.
Quando presidii bene un asset strategico, quando diventi quello che “fa funzionare” davvero un settore, spesso non vieni spostato. Resti lì. Perché sei troppo utile in quella posizione.
Per molti anni ho lavorato in un’importante impresa italiana che si occupava di media per la GDO. Era un ruolo strategico e ci ho messo dentro tutto: risultati, pressione, responsabilità e soprattutto l’obiettivo personale di crescere professionalmente.
Non era una questione economica. Era appagamento professionale.
Un po’ come conquistare una collina in battaglia e ricevere i gradi da generale.
Il paradosso però è che, proprio perché i risultati arrivavano, non mi spostavano. Piuttosto inserivano persone nuove che spesso formavo io direttamente.
A un certo punto ho capito una cosa: la promozione, in certi contesti, è anche una scelta. E in quel caso avrebbe significato smettere di essere indispensabile nel ruolo che ricoprivo.
Io invece ho scelto un’altra strada.
Ho dato le dimissioni.
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