04/02/2026
COME CAMPARI HA BATTUTO TUTTI
Se cercate chi ha inventato l’aperitivo, scoprirete che è stato Antonio Carpano, nel 1786 a Torino, quando, con il Vermouth, crea letteralmente un nuovo mercato. Allora perché è stato Campari a imporsi?
Gaspare Campari, milanese d'adozione, inizia la sua avventura quasi un secolo dopo, nel 1860, ma non si limita a inventare una bevanda, intuisce la differenza fondamentale tra vendere un prodotto e imporre un brand.
La strategia si basa su colore e ricetta inconfondibili, tutelati legalmente e su un’ossessione per la comunicazione che oggi definiremmo avanguardista.
Mentre il Vermouth diventa un prodotto generico, commercializzabile da chiunque, Campari si protegge con un muro di proprietà intellettuale e segreti industriali sulla ricetta.
La vera vittoria non arriva dalle distillerie, ma dai tavoli dei grafici degli uffici di comunicazione.
Mentre gli altri vendono "liquori", nel 1932 Campari chiama il futurista Depero per disegnare la bottiglia e tutta l'identità del nuovissimo Campari Soda, aperitivo monoporzione pronto da bere che diventa un successo travolgente.
Questa costruzione maniacale dell’identità ha permesso a un marchio, partito con un secolo di ritardo, di sorpassare il Vermouth nella mente dei consumatori.
Se il primo è un classico per intenditori, il secondo è diventato un'icona pop globale.
Oggi il Gruppo Campari è un colosso multinazionale da miliardi di euro, dimostrazione che sul mercato la qualità è necessaria, ma è il controllo della narrazione a renderti imbattibile.
Vendendo l’idea di un’élite creativa e cosmopolita, Campari ha costruito un impero basato sul gusto, ma cementato dal design e dalla cultura.
in foto l’iconica bottiglia con il disegno della Vetreria Bordoni