17/02/2026
La manifattura non è mai stata solo produzione.
È cultura industriale, competenza, territorio, identità.
Durante la 65ª edizione di Filo, presso Fiera Milano Rho, Desiree Bonaldo ha moderato il talk:
“Il tessile nell’era dei dati: processi, tecnologia e nuove competenze”
Un confronto concreto sul futuro dell’impresa tessile in uno scenario sempre più complesso, tra:
- pressione su efficienza e marginalità
- filiere articolate e mercati globali
- crescente esigenza di tracciabilità
- necessità di sistemi gestionali realmente specializzati
Sul palco, insieme a:
- Gianluca Giovanardi, CEO di Inoma
- Marco Mazzoni, responsabile del ramo InomaTex
Abbiamo affrontato un tema centrale per il distretto biellese e per l’industria tessile in generale: la trasformazione digitale non è introdurre strumenti. È ripensare processi, cultura interna e modello decisionale.
Nel talk sono state messe a fuoco alcune domande chiave:
- Il tessile data-driven è una tendenza o una necessità industriale?
- Digitalizzare significa informatizzare o riprogettare il processo?
- È il software che deve adattarsi al tessile o il contrario?
- La specializzazione tecnologica è un costo o un fattore di competitività?
- Innovazione e identità possono convivere in un distretto storico come Biella?
Il punto emerso con forza è uno: il dato non è un fine, ma uno strumento di consapevolezza strategica.
Nel tessile – settore ad alta complessità produttiva – la tecnologia non può essere un adattamento generico. Deve nascere dentro i processi reali dell’impresa, parlare la lingua della manifattura e integrarsi con competenze industriali consolidate.
La vera sfida non è diventare più digitali.
È diventare più lucidi nelle decisioni.
Come Stractegy, crediamo che il dialogo tra manifattura, tecnologia e strategia sia oggi uno degli snodi più importanti per la competitività dei territori.
Il futuro del tessile non è solo innovazione.
È integrazione consapevole tra dato, competenza e identità.