17/09/2026
Non so ancora bene cosa mi resterà di questa estate.
So che mi ha tolto qualche certezza e, stranamente, me ne ha data qualcun’altra.
Negli ultimi mesi è successo un po’ di tutto. Non necessariamente visibile, non necessariamente raccontabile, ma parecchio.
Sono iniziati nuovi capitoli lavorativi, alcune cose che davo per scontate hanno cambiato forma e io, nel frattempo, ho dovuto cambiare qualche punto di vista.
Perché alla fine le cose succedono. A volte per caso, altre perché le facciamo succedere noi. Siamo continuamente causa e conseguenza, anche quando sarebbe molto più comodo pensare di no.
E ho capito che quando qualcosa scricchiola non significa necessariamente che debba rompersi. Puoi fermarti, guardarla meglio, capire quale pezzo dipende da te e provare a sistemarlo.
A volte significa anche accorgersi di aver sbagliato.
E chiedere scusa. Che non aggiusta magicamente le cose, ma può fare parecchio.
Nel frattempo ho scoperto anche che posso continuare a essere tosta come il marmo e, ogni tanto, appoggiarmi.
Che poi è buffo: ero convinta di essere piuttosto brava a non far trapelare niente e invece negli anni mi sono costruita intorno una piccola rete di persone che si accorge subito quando qualcosa non gira. Evidentemente anche le piccole tempeste si fanno notare. ⛈️
È stata un’estate un po’ così. Di cose che si muovono, cambiano forma, trovano un posto diverso da quello che avevi immaginato.
E di onde. Parecchie onde.
Per fortuna, alcune erano davvero del mare. 🌊
A voi quest’estate ha spostato qualcosa?