Un Altro Studio

Un Altro Studio Progetti di identità Pensiamo ad un progetto utile, centrato sull’utente, che identifichi, faciliti le relazioni e crei nuove possibilità.

Un Altro Studio è un luogo di progettazione per la comunicazione visiva orientato verso i sistemi di identità per la cultura e per il territorio, dove trovano espressione figure professionali anche molto diverse ma accomunate dalla stessa passione e la stessa visione del progetto e del suo rapporto con le persone.

DALLA SCRIVANIA In Un Altro Studio il progetto è un atto culturale: non disegniamo solo segni, ma relazioni. Che si trat...
25/05/2026

DALLA SCRIVANIA

In Un Altro Studio il progetto è un atto culturale: non disegniamo solo segni, ma relazioni. Che si tratti di un museo, una biblioteca, un’istituzione o uno spazio rigenerato, non facciamo branding, ma costruiamo relazioni tra le persone e il loro mondo.

Marzabotto è un comune dell’Appennino Bolognese, noto per uno dei crimini di guerra più gravi dell’Italia occupata. Tra il 28 settembre e il 5 ottobre 1944, le SS naziste — con il supporto di fascisti locali — sterminarono quasi 800 civili, in prevalenza donne, bambini e anziani, a Monte Sole. Il pretesto fu un rastrellamento antipartigiano contro la Brigata Stella Rossa, ma si trattò di una deliberata strategia di terra bruciata contro la popolazione civile che sosteneva la Resistenza.

Quando ci è stato chiesto di immaginare un sistema di identità dinamico per le sue attività, non potevamo non partire da una grande M, maiuscola, (di Marzabotto, Memoria, Monte Sole….) e farne uscire pagine di memoria. Il sistema è poi in evoluzione costante, si arricchisce sempre di nuove M e continua a diffondere “semi” sempre diversi.

Quella mano che si muove a qualsiasi altezza da terra e in qualsiasi condizione atmosferica, è la mano unica e indimenticabile di Roberto.

DALL’ARCHIVIO / 2018In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo ...
21/05/2026

DALL’ARCHIVIO / 2018

In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo progettato negli anni, ma anche per tenere sempre presente i modi in cui ci piace farlo.

Per le .estensi abbiamo progettato questa idea di viaggio partendo dalle “rotte”, come simbolo e metafora del viaggio. Le abbiamo ricavate dalla straordinaria Mappa del Cantino, e hanno tessuto per noi una trama che ricorre in tutte le grafiche e interrompe la tipografia.

L’esposizione presentava un’ampia selezione di testi illustrati, appartenenti al ricco patrimonio librario della Biblioteca Estense Universitaria, oltre a quadri, sculture, arti decorative e materiale etnografico, provenienti da istituzioni quali il Museo antropologico universitario di Firenze e i Musei civici di Modena, in grado di ripercorrere come l’esperienza del viaggio sia stata vissuta da esploratori, mercanti, pellegrini, tra il 1400 e il 1800.
La rassegna riscopriva inoltre alcune figure quali Jean de Mandeville, Giovan Battista Ramusio, Matteo Ricci, Athanasius Kircher e Carsten Niebuhr, Francesco Gemelli Careri, Sybilla Merian e molti altri che con i loro racconti e i loro studi aiutarono i governi europei a intrattenere un rapporto più confidenziale con il resto del mondo.

Del materiale audiovisivo ha completato la narrazione delle meravigliose avventure esposte.

DALL’ARCHIVIO / 2001In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo ...
18/05/2026

DALL’ARCHIVIO / 2001

In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo progettato negli anni, ma anche per tenere sempre presente i modi in cui ci piace farlo.

Il Porretta Soul Festival è il cliente a cui siamo più legati, nel 2000 fu il primo cliente di Matteo Carboni e siamo orgogliosi di essere ancora al loro fianco per la promozione di quello che è diventato il più importante appuntamento europeo, forse mondiale dedicato alla musica Soul e Rhythm & Blues.

DALL’ARCHIVIO / 2017In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo ...
11/05/2026

DALL’ARCHIVIO / 2017

In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo progettato negli anni, ma anche per tenere sempre presente i modi in cui ci piace farlo.

Per uno studio di architettura abbiamo sviluppato un sistema di identità visiva basato su un impianto geometrico a punti. La logica è semplice: i punti si connettono, generano relazioni, costruiscono tutti gli elementi del sistema — marchio, pattern, applicazioni — mantenendo coerenza e flessibilità. Un’identità dinamica e interattiva, che cambia configurazione senza perdere riconoscibilità.

DALLA SCRIVANIAIn Un Altro Studio il progetto è un atto culturale: non disegniamo solo segni, ma relazioni. Che si tratt...
07/05/2026

DALLA SCRIVANIA

In Un Altro Studio il progetto è un atto culturale: non disegniamo solo segni, ma relazioni. Che si tratti di un museo, una biblioteca, un’istituzione o uno spazio rigenerato, non facciamo branding, ma costruiamo relazioni tra le persone e il loro mondo.

Il complesso dell’Abbazia di Pomposa offre l’opportunità di ridefinire la propria identità per rendere più accessibile e fruibile un luogo già straordinario. Il progetto non nasce dall’esigenza di inventare nuovi segni, ma dal desiderio di sostenere la lettura del sito attraverso dispositivi comunicativi — analogici e digitali — capaci di rendere l’esperienza più chiara, continua e coerente.
L’obiettivo è costruire un ambiente che dialoghi con il visitatore, accompagnandolo lungo un percorso che può estendersi per l’intera giornata e intrecciare storia, cultura e paesaggio naturale. Per questo immaginiamo un sistema identitario aperto, in grado di includere e riconoscere tutti i luoghi del complesso: non solo quelli monumentali, ma anche gli spazi naturali e di attraversamento.

Il linguaggio progettuale si compone di strutture leggere e riconoscibili, in parte realizzate con materiali di recupero, capaci di inserirsi nello spazio con una presenza contemporanea, discreta e rispettosa del contesto. Piccole architetture metalliche, tra loro in relazione, sono disseminate nell’area esterna e costruiscono un nuovo livello narrativo: un sistema leggibile a colpo d’occhio che si appoggia al tessuto esistente, lo integra e restituisce al visitatore un insieme di segnali chiari, rassicuranti e coerenti.

Un progetto di identità visiva applicata alla segnaletica ha come scopo quello di semplificare e guidare l’esperienza di visita, sostenendola di fronte alla complessità e alla vertigine generate da tanta bellezza, in un’ottica di accessibilità e inclusione sempre maggiori.

DALL’ARCHIVIO / 2016In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo ...
27/04/2026

DALL’ARCHIVIO / 2016

In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo progettato negli anni, ma anche per tenere sempre presente i modi in cui ci
piace farlo.

Per definire l’identità di Vivi Valsamoggia, abbiamo organizzato un gruppo di lavoro composto da designer e facilitatori: attraverso un processo di progettazione partecipata insieme a tutti i produttori del territorio sono emersi concetti chiave, valori e temi condivisi.
Il territorio ha dettato le sue forme — la tipografia e la composizione mettono in evidenza le diagonali taglienti dei calanchi — e la sillabazione delle parole ci ha permesso di fare una citazione storica: “Moggia” è il plurale di moggio, dal latino mòdius, unità di misura del grano e, per estensione, di terra.

DALL’ARCHIVIO / 2016In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo ...
23/04/2026

DALL’ARCHIVIO / 2016

In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo progettato negli anni, ma anche per tenere sempre presente i modi in cui ci
piace farlo.

Nel 2016, il Teatro Duse voleva crescere. E noi con lui.
Il progetto nasce da un’idea semplice: preservare il carattere classico del marchio, alleggerendone le linee. L’asta rossa — elemento storico dell’identità — si sposta verso l’alto, quasi a sottolineare quella voglia di salire. Da segno vincolante diventa elemento grafico ricorrente, libero e riconoscibile.
A completare il linguaggio, una D finalmente intera: non un sostituto del logo, ma un suo amplificatore. Un simbolo capace di dare colore, vitalità e coerenza a ogni applicazione.

Un’identità che non rinnega le sue radici. Le fa crescere.

DALL’ARCHIVIO / 2019In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo ...
20/04/2026

DALL’ARCHIVIO / 2019

In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo progettato negli anni, ma anche per tenere sempre presente i modi in cui ci
piace farlo.

La Vasca Votiva di Noceto è un ritrovamento unico in Europa per dimensioni, complessità e tipo di testimonianza rituale. Rivela competenze straordinarie — ingegneria, geotecnica, silvicoltura, carpenteria — che prima della sua scoperta non si pensava esistessero a quell’epoca: un vero marcatempo. Il nostro progetto di identità parte proprio dalla struttura, alla quale abbiamo chiesto di “lavorare” ancora, generando le lettere del logotipo.

DALLA SCRIVANIA In Un Altro Studio il progetto è un atto culturale: non disegniamo solo segni, ma relazioni. Che si trat...
16/04/2026

DALLA SCRIVANIA

In Un Altro Studio il progetto è un atto culturale: non disegniamo solo segni, ma relazioni. Che si tratti di un museo, una biblioteca, un’istituzione o uno spazio rigenerato, non facciamo branding, ma costruiamo relazioni tra le persone e il loro mondo.

Con le Gallerie Estensi di Modena collaboriamo da molto tempo. Affianchiamo questo straordinario sistema museale curando la comunicazione istituzionale e progettando identità e grafica di allestimento per le mostre temporanee.
Un ecosistema di soluzioni grafiche coerenti e riconoscibili, che di volta in volta si integrano con le peculiarità del patrimonio artistico.

https://unaltrostudio.it/progetto/gallerie-estensi-2024/

DALL’ARCHIVIO / 2014In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo p...
09/04/2026

DALL’ARCHIVIO / 2014

In questa rassegna apriamo metaforicamente i nostri archivi, non solo per guardare ciò che abbiamo progettato negli anni, ma anche per tenere sempre presente i modi in cui ci piace farlo.

C’è qualcosa di necessario nel tornare alle origini quando si celebra la storia. Per gli 80 anni della ferrovia Direttissima, che si sono celebrati con un viaggio su vetture storiche, abbiamo scelto la coerenza filologica come criterio guida — dagli elementi grafici ai supporti di comunicazione.

In collaborazione con Anonima Impressori abbiamo composto i biglietti di viaggio con caratteri tipografici, fregi e macchine da stampa degli anni '30: non una semplice citazione, ma un ritorno all’origine. Il tempo come materia di progetto.

https://unaltrostudio.it/progetto/picco-e-pala-80-anni-della-direttissima/

Indirizzo

Via Capo Di Lucca 12/a
Bologna
40126

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