19/05/2026
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*Versi del poeta Salvatore Toma (Maglie, 1951 - Gagliano del Capo, 1987), scomparso ad appena trentacinque anni.
Lo scrittore Cesare Minutello, amico di famiglia, chiarisce i motivi della precocissima morte del giovane poeta salentino, forse dovuta a cirrosi epatica, escludendo l'ipotesi suicidiaria avanzata dalla filologa Maria Corti: "Toma è morto -racconta- il 17 marzo 1987, lo stesso giorno in cui si era ricoverato presso l'ospedale di Gagliano del Capo, a causa di vari disturbi che lo affliggevano. Deve essere chiaro, una volta per tutte, che la causa del decesso non è un suicidio, inventato dalla Corti (che pure lo conosceva bene) forse per motivi 'editoriali'. Il suo vero problema, ma solo a partire da un certo punto della sua vita, è stato l'alcolismo, dal quale cercò di disintossicarsi decidendo di ricoverarsi presso l'Ospedale Di Venere di Carbonara di Bari nel settembre 1982, reparto malattie sociali."
Pur avendo vissuto lontano dai circuiti culturali importanti, svolgendo in Salento le attività di allevatore di cani e di commerciante di animali domestici, l'autore pugliese è stato successivamente riscoperto e molto apprezzato dalla critica nazionale.
La sua opera è stata valorizzata in particolare dalla succitata Maria Corti, che ha curato la raccolta di poesie 'Canzoniere della Morte', pubblicata nel 1999 da Einaudi.
Scrive il critico letterario Nicola V***a: "Se ne è andato lasciando in eredità alla letteratura tutta la ribellione che si può trovare tra le pagine di una poesia estrema e maledetta. Salvatore Toma in un certo senso è stato un poeta maledetto, uno scrittore di versi che era in assoluta disarmonia con la propria epoca. Una voce singolare e appartata della poesia italiana, passata su questa terra e troppo presto andata via. Un vero poeta del sud, che ha squarciato il cuore maledetto delle parole, in un corpo a corpo quotidiano con la morte."
***a
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🔴IL MIO CUORE
(Salvatore Toma)
Un libro
odoroso di moto e di nulla
il mio cuore
naviglio dei tempi.
🔴L’ODORE DEI NIDI
Se si potesse imbottigliare
l’odore dei nidi,
se si potesse imbottigliare
l’aria tenue e rapida
di primavera
se si potesse imbottigliare
l’odore selvaggio delle piume
di una cincia catturata
e la sua contentezza,
una volta liberata.
🔴LO STORDIVA RESPIRARE
Lo stordiva respirare
fortemente la sera
la vicinanza del pineto
la mente errante
in giganteschi tramonti d'africa
ma non ripudiava
di rattopparsi i pantaloni
scuciti sul tram
la sera al lume di candela.
🔴CHI MUORE LENTAMENTE
Chi muore
lentamente in fondo al lago
fra l’azzurro e i canneti
non muore soffocato
ma lievita piano in profondità.
Avrà sul capo una foglia
e su di essa un ranocchio
a conferma dell’eternità.