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Da settembre questo volantino arriverà nelle università italiane.Perché essere giovani in Italia non può significare sol...
19/06/2026

Da settembre questo volantino arriverà nelle università italiane.

Perché essere giovani in Italia non può significare solo precarietà, ansia, stage gratis, affitti impossibili e paura del futuro.

Ci hanno detto di studiare, formarci, essere flessibili, adattarci, fare esperienza, aspettare il nostro turno.
Intanto siamo la generazione più istruita di sempre, ma viviamo dentro un Paese dove:

⚡ solo 1 giovane su 2 lavora
⚡ milioni di persone sono intrappolate nel precariato
⚡ gli affitti mangiano stipendi già bassi
⚡ molti media tradizionali parlano poco e male della Gen Z
⚡ solo il 24% dei giovani si fida dei media tradizionali
⚡ l’Italia è al 46° posto al mondo per libertà di stampa

Noi non vogliamo più essere raccontati da chi non ci ascolta.
Non vogliamo lavorare gratis.
Non vogliamo vivere con l’ansia come condizione normale.
Non vogliamo scappare all’estero per avere una possibilità.

Vogliamo costruire un’informazione indipendente, giovane, libera e pagata dignitosamente.

Il Progressista è una redazione under 30, una community politica e culturale, uno spazio di ribellione generazionale.

Da settembre ci trovi nelle università.
Scansiona il QR code o vai su www.progressista.io. Entra nel Progressista.
Il prossimo livello lo costruiamo noi.

StageGratis Affitti Ansia Futuro InformazioneIndipendente Politica Diritti Lavoro GenerazioneZ

19/06/2026

Classifica della comunicazione social dei partiti italiani: ultima parte. Oggi analizziamo il Movimento 5 Stelle, il partito di Giuseppe Conte.

Ecco il bilancio basato sui quattro criteri della serie:

Strategia ed Esecuzione - Voto 7
La linea si concentra sull'attacco costante al governo e a Giorgia Meloni. Il rischio, simile a quello riscontrato per il PD, è che usare lo stesso linguaggio dell'avversario possa alla fine offuscare i propri obiettivi politici. Tuttavia, in un'era dominata dalla delegittimazione reciproca, è una scelta comprensibile. Ottima l'intuizione di puntare massicciamente sui reel, oggi il formato migliore per intercettare il pubblico.

Originalità - Voto 6,5
Il feed a prima vista risulta fin troppo omogeneo e i post rischiano di sembrare ripetitivi. Questo garantisce un'identità visiva immediata (capisci subito di chi è il post), ma penalizza la varietà. Manca ancora una campagna o un'iniziativa capace di sorprendere davvero: in vista delle elezioni del 2027 servirà qualcosa di più fresco.

Forza della community - Voto 7,5
Quella del Movimento resta la community più coesa nell'area progressista, un vantaggio storico ereditato dalle origini legate al blog di Beppe Grillo. Anche se c'è stato un calo di entusiasmo nel post-Covid dovuto alle dinamiche politiche, la fanbase tiene botta ed è un'ottima base da cui ripartire.

Risultati - Voto 9
Sui numeri c'è poco da discutere: primi su Facebook e secondi su Instagram e TikTok. Nel computo totale dei follower, il Movimento si conferma il partito più seguito in Italia.

Media complessiva: 7,5. Con questo punteggio il Movimento 5 Stelle si posiziona al terzo posto della classifica generale.

Questa era l'ultima puntata della mini-serie. Presto uscirà un video di analisi finale per ti**re le somme sull'intera classifica.
Continuate a seguire la pagina per non perdervelo!

E voi, siete d'accordo con questa analisi?

19/06/2026

Chi vince il dibattito tra Giuliano Granato e Matteo Hallissey nella puntata di Pulp Podcast?
Spoiler: Nessuno dei due.

Nel video Giacomo Zago.

Per vincere la battaglia comunicativa non basta essere degli abili narratori, bisogna fare qualcosa di più.

Devi portare l'attenzione mediatica verso di te, e come fare se non con una proposta forte, magari che faccia anche scalpore?

Così ha fatto Vannacci, e non è un caso che stia crescendo vertiginosamente nei sondaggi e non si parli che di lui.

I partiti piccolo prendano esempio, le elezioni non si vincono (purtroppo) con delle proposte concrete, ma con una storia vincente.

Come ha fatto prima Meloni, prima Salvini, prima i 5Stelle...

18/06/2026

I partiti stanno cominciando a usare i meme come strumento di propaganda. La Lega e Azione in particolare hanno cominciato da Tiktok, il social con più giovani in assoluto. Un'ampia fetta di elettorato che non vota è proprio in quel social, alle ultime Europee, il 54% degli under 27 si era astenuto, di conseguenza c'è terreno fertile per potersi invidiare.

Questa tattica è stata importata dall'America (ma guarda un pò!) dove Trump dal suo insediamento pubblica non solo nel suo profilo di Truth ma anche in quello della "White House" meme come se piovesse.

Pensate sia corretto che i partiti usino i meme come strumento di propaganda?

18/06/2026

Il consenso non è un dettaglio.
È educazione, rispetto, libertà.

Imparare a dire no è fondamentale.
Imparare ad ascoltare quel no lo è ancora di più.

Il consenso non riguarda solo le relazioni affettive o sessuali: riguarda il modo in cui cresciamo, stiamo insieme, impariamo a riconoscere i confini nostri e degli altri.
E questa cosa si insegna da subito, in famiglia, a scuola, ovunque si costruiscano relazioni.

Educare al consenso significa crescere persone più consapevoli, più rispettose, più libere.
Significa smettere di considerare i confini come un ostacolo e iniziare a vederli per quello che sono: una forma concreta di rispetto.

Ogni no va ascoltato.
Ogni no va rispettato.
Sempre.

Credits: Angelo Zottoli, psicologo, e

17/06/2026

è stato dentro l’estrema destra.
Oggi è la prova che si può cambiare.

Con lui proviamo a capire come ragiona una parte della Gen Z di destra, da dove nasce quella rabbia e perché spesso diventa una valvola di sfogo politica.

Il punto non è giustificare certe idee perchè non omofobia, razzismo e sciovinismo non sono mai da giustificare. Il punto è capire come si disinnescano.
Perché se davanti a una persona radicalizzata rispondiamo solo con “sei stupido”, “sei ignorante”, “non capisci niente”, spesso otteniamo l’effetto opposto: la facciamo chiudere ancora di più dentro la sua bolla.

Allora la domanda è: come si parla con chi ha idee lontanissime dalle nostre? Come si tiene una conversazione civile senza normalizzare razzismo, omofobia, autoritarismo o odio?

Tu come approcci le persone di estrema destra?
Come gestisci una conversazione civile con loro?

16/06/2026

Ma perché in Italia ogni volta che si parla di patrimoniale si accende una guerra di religione?

La destra, di solito, la racconta così:
- è una tassa “ideologica” che punisce chi ha costruito ricchezza
- rischia di colpire il ceto medio più che i veri grandi patrimoni
- può spingere a spostare capitali e ridurre investimenti
- prima di tassare di più, bisognerebbe tagliare sprechi e abbassare le imposte

La sinistra, di solito, risponde così:
- oggi il peso fiscale cade molto su lavoro e consumi, quindi serve più progressività
- una patrimoniale “seria” deve avere soglie alte e colpire davvero i patrimoni grandi, non la casa di famiglia
- il gettito può finanziare sanità, scuola, welfare o ridurre il carico su salari e giovani
boccoli (AVS) nel video mette un punto politico semplice: tassare i super ricchi dovrebbe essere buon senso, non un tabù.
Il punto vero, però, è che senza dettagli la patrimoniale resta uno slogan.

La domanda concreta è:
- che cosa tassi (solo grandi patrimoni finanziari? anche immobili sopra soglia?)
- da quale soglia (quanto “grande” deve essere un patrimonio?)
- come eviti che paghino sempre i soliti mentre i più ricchi si proteggono con strumenti legali
- a cosa la colleghi: meno tasse sul lavoro? più servizi? riduzione del debito?

Domanda per la community: una patrimoniale con soglia alta e progressiva, legata a meno tasse sul lavoro e più servizi, per voi è una misura giusta o no?

15/06/2026

Classifica della comunicazione social dei partiti italiani: parte 9.
Oggi analizziamo Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni.

Piaccia o no, FdI è oggi una delle macchine comunicative più forti della politica italiana. Non solo per i numeri, ma per metodo, ritmo e capacità di trasformare ogni contenuto in identità.

Strategia ed esecuzione – Voto 9
Dietro i profili di Fratelli d’Italia c’è un lavoro professionale evidente: video curati, grafiche riconoscibili, messaggi semplici e grande attenzione ai dettagli.

Il loro punto forte è l’attacco diretto agli avversari: una strategia polarizzante, spesso durissima, che però funziona perché parla alla base, crea conflitto e costringe gli altri a inseguire.

Originalità – Voto 7
FdI ha di fatto imposto uno standard alla comunicazione politica italiana: clip brevi, grafiche aggressive, frame emotivi, contenuti pensati per diventare virali.

Il problema è che chi detta lo standard, prima o poi, rischia di ripetersi. Gli scivoloni arrivano quando il partito finisce per rispondere troppo agli avversari, regalando loro visibilità. In vista delle prossime elezioni serviranno idee nuove.

Forza della community – Voto 8
La fanbase è una delle più compatte e attive. I sostenitori difendono Giorgia Meloni ovunque: sotto i post ufficiali, nelle pagine degli altri partiti, nei commenti dei giornali.

Mantenere una community così mobilitata dopo anni di governo non è scontato. È uno dei veri punti di forza della destra italiana.

Risultati – Voto 8,5
I numeri confermano la forza del brand: Fratelli d’Italia è terzo su Facebook, primo su Instagram e TikTok, terzo nella classifica generale dei partiti più seguiti.

Media finale: 8,1.
FdI si piazza al primo posto della classifica.

La domanda è: quanto può durare una comunicazione costruita su attacco, polarizzazione e leadership fortissima senza rinnovarsi davvero?

Vuoi imparare ad analizzare, costruire e valutare una campagna politica?
Iscriviti alla Scuola Nazionale di Sondaggi e Comunicazione Politica 2026:
https://sondaggibidimedia.it/scuola-nazionale-di-sondaggi-e-comunicazione-politica-2026/

15/06/2026

“Paghiamo le tasse così che i ricchi non le debbano pagare.”

Nel video l'economista statunitense Richard Wolff descrive un meccanismo che sembra tecnico e complicatissimo ma è facilissimo da capire:

Se lo Stato non tassa davvero chi sta in alto, poi fa una cosa assurda:
va a chiedere soldi in prestito proprio a chi avrebbe dovuto tassare.

E quei soldi non sono gratis:
li ripaghiamo con interessi.

Indovina chi paga?

Noi.

💸 meno tasse ai super ricchi
➡️ più debito
➡️ più interessi
➡️ più tasse/tagli per tutti

Ti sembra giusto così o bisogna tassare di più chi ha grandi patrimoni?

14/06/2026

Ti sei mai chiesto come funziona e chi paga il rimpatrio dei migranti?
La remigrazione esiste già, ma semplicemente non la chiamavamo così.
E tu? Lo sapevi?

Indirizzo

Bologna

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