04/05/2025
Il 31 maggio 2025, la nostra tipografia chiuderà i battenti. Dopo oltre sessant’anni di storia, di inchiostro, di carta, di sudore e passione… la saracinesca si abbasserà per l’ultima volta.
Questa non è una rinascita. Non è un “nuovo inizio”. È un fallimento. E sì: sono io il responsabile.
Non ci sono alibi. Ho fatto delle scelte, alcune giuste, altre sbagliate. Ho provato a tenere in vita una realtà che era anche la mia famiglia, le mie radici, la mia storia. Ma non ci sono riuscito. E questo è un dato di fatto.
Viviamo in un’epoca in cui il fallimento viene raccontato come qualcosa di romantico, come una palestra per diventare “vincenti”. Ma fallire, nella realtà, fa male. Ti svuota. Ti spezza.
E va riconosciuto.
“Il fallimento, il più grande maestro è.”
Così diceva il maestro Yoda.
E io, oggi, sto imparando. Con le ossa rotte, con la voce spezzata, ma sto imparando. Come chi risale dal pozzo con la schiena spezzata, come il pugile che finisce al tappeto, come i miei eroi, come chiunque abbia toccato il fondo… ora so che l’unica cosa che posso fare è rialzarmi.
A chi ha lavorato con noi.
A chi ci ha scelto.
A chi ci ha voluto bene.
Grazie.
E scusate se non siamo riusciti a restare in piedi.
Ma vi prometto che, da terra, sto già cercando il modo per rialzarmi; di certo, non lascerò a piedi voi.
Gabriele Pellegrini