26/10/2017
Pastiera Napoletana
La leggenda vuole che la sirena Partenope scelse come propria dimora il Golfo di Napoli. La popolazione locale per ringraziarla del suo piacevole e dolce canto, le portò allora 7 doni: la farina, simbolo di ricchezza; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, simbolo di fertilità; il grano cotto nel latte, simbolo della fusione del regno animale con quello vegetale; i fiori d’arancio simbolo del profumo della terra campana; le spezie, omaggio di tutti i popoli; lo zucchero, per celebrare la dolcezza del canto della sirena.
Il risultato fu la Pastiera Napoletana.
Ingredienti per 2 pastiere (stampi per pastiere alte 4 cm e del diametro di 20 e 27 cm)
Ingredienti per la Pasta Frolla
800 gr Farina
4 uova
350 gr di b***o
320 gr di zucchero
Ingredienti per il Ripieno
1 kg di ricotta
800 gr di zucchero
20 ml di mille fiori
20 ml di essenza di fiori d'arancio
70 ml di limoncello
20 uova
1 gr di aroma per dolci di vanillina
1 kg di grano
125 ml di latte
Cuocere il grano nell'acqua. Quindi gettare l'acqua e aggiungere 125 ml di latte e cuocere ancora per 2/3 minuti. Nel caso si possegga del grano già cotto, limitarsi a cuocere per 2/3 minuti il grano nel latte. Quindi, a parte, mescolare: la ricotta, con lo zucchero, l'essenza di mille fiori, l'essenza dei fiori d'arancio, il limoncello, le uova, l'aroma per dolci vanigliato. Aggiungere il grano e frullare a piacere (a seconda dei gusti la consistenza del grano può infastidire o piacere). Si prepara quindi la pasta frolla, impastando gli ingredienti fino ad ottenere una pasta elastica e compatta. La pasta frolla va fatta riposare almeno un'oretta in frigorifero. Trascorso tale tempo, creare dei dischi di pasta più grandi degli stampi. I dischi di pasta dovranno adagiarsi sullo stampo e coprire anche i bordi dello stampo stesso. I bordi possono essere rinforzati con i resti della pasta. A questo punto si riempie lo stampo col ripieno e si utilizza un altro disco di pasta col quale si formeranno 6 strisce di pasta dello spessore di 2 cm cada uno e della lunghezza dello stampo. Le strisce si incrociano a tre a tre. Quindi infornare per due ore a 150°. Lasciare riposare la pastiera un po' prima di servirla.
"A Napule regnava Ferdinando
ca passava e’ jurnate zompettiando;
Mentr’ invece a’ mugliera, ‘Onna Teresa,
steva sempe arraggiata. A’ faccia appesa,
o’ musso luongo, nun redeva maje,
comm’avess passate tanta guaje.
Nù bellu juorno Amelia, a’ cammeriera,
le dicette: “Maestà, chest’è a’ Pastiera.
Piace e’ femmene, all’uommene e e’ creature:
uova, ricotta, grano e acqua re ciure,
‘mpastata insieme o’ zucchero e a’ farina
a può purtà nnanz o’ Rre: e pur’ a Rigina”.
Maria Teresa facett a’ faccia br**ta:
mastecanno, riceva: “E’ o’Paraviso!”
e le scappava pure o’ pizz’a riso.
Allora o’ Rre dicette: “E che marina!
Pe fa ridere a tte, ce vò a Pastiera?
Moglie mia, vien’accà, damme n’abbraccio!
Chistu dolce te piace? E mò c’o saccio
ordino al cuoco che, a partir d’adesso,
stà Pastiera la faccia un po' più spesso.
Nun solo a Pasca, che altrimenti è un danno;
pe te fà ridere adda passà n’at’ anno!”
(Autore Ignoto)