05/08/2021
- Toyo, ma come la racconti la personalità di una marca?
- Ma non lo ricordi Verne? Hai presente quando in “ventimila leghe sotto i mari” entra in scena il capitano Nemo?
I tratti più salienti: fiducia in sé, da come la testa s’ergeva nobilmente sull’arco delle spalle e gli occhi neri scrutavano con fredda padronanza; calma, dal fatto che la pelle - più pallida che colorita- mostrava una circolazione sanguigna regolare; energia, dalla rapida contrazione delle sopracciglia; coraggio, dall’ampio respiro attestante un grande empito vitale. Appariva fiero, lo sguardo fermo e pacato suggeriva elevati pensieri e dal tutto, dalla collimanza cioè tra gesti e viso, un fisionomista avrebbe dedotto la massima sincerità…
- Quindi secondo te il nostro primo contatto con la marca avviene attraverso uno sguardo, un tic, magari una frase girata con strana malgrazia, che ci suggeriscono all’istante il suo carattere?
- Certo, il primo incontro che abbiamo con una marca è un presentimento, e ci fa intuire se le cose andranno bene o male.
Tutto questo ha molto a che fare con la personalità non trovi?