Andrea Carta

Andrea Carta Sviluppo strategie di marketing per i clienti di Publikendi, nutrendo e costruendo i loro Brand.

Alle nove del mattino e alle sette di sera, la stessa stanza non è la stessa stanza.La luce entra da un altro punto, con...
16/08/2026

Alle nove del mattino e alle sette di sera, la stessa stanza non è la stessa stanza.

La luce entra da un altro punto, con un’altra temperatura, accendendo materiali che poche ore prima non si vedevano nemmeno. E quando progetta un interno, un professionista non sceglie mai una lampada guardando la lampada ma la sceglie pensando a come e quando quella stanza verrà vissuta.

Anche le persone sono "illuminate" in modo diverso a seconda del momento che stanno attraversando.

Passa un abisso tra chi incontra il nostro messaggio con attenzione e risorse disponibili, e chi lo incontra di taglio alle undici di sera dopo una giornata storta, mentre scorre il newsfeed senza cercare niente.

La stessa frase, la stessa immagine, lo stesso prezzo arrivano su due teste che in quel momento non stanno elaborando allo stesso modo.

Per questo, la presunzione più grande, e più diffusa, di un ufficio marketing è pensare che il messaggio costruito avrà lo stesso impatto su chiunque lo veda.

Conoscere il target non significa sapere età, genere e interessi: sono dati che descrivono una categoria, non una persona.
Conoscere il target significa sapere in quale momento della giornata e della vita quel messaggio arriverà loro davanti, "quanta luce" avrà addosso mentre lo legge. Non è un'informazione che si trova in una dashboard, si trova parlando con le persone, capendo sinceramente i loro bisogni e osservandole.

Molti continuano a trattare il momento come un dettaglio senza comprendere che finché lo facciamo stiamo solo firmando esercizi di stile, belli in riunione e inerti appena escono da quella stanza.
Qualcosa utile solo ed esclusivamente per l'ego di chi li ha pensati o voluti.

Le aziende soddisfano bisogni, ma tu hai mai veramente ascoltato quelli dei tuoi clienti o pensi solo a piazzare il tuo prodotto?

C'è qualcosa di ironico nel pensare che il mio primo "trofeo" sportivo l'ho vinto qualche mese fa, in una gara di kart o...
27/07/2026

C'è qualcosa di ironico nel pensare che il mio primo "trofeo" sportivo l'ho vinto qualche mese fa, in una gara di kart organizzata da una squadra di calcio.

🤔

Ho perso il conto delle volte in cui, dopo che un progetto non ha funzionato, ho sentito qualcuno dire che il cliente "n...
17/07/2026

Ho perso il conto delle volte in cui, dopo che un progetto non ha funzionato, ho sentito qualcuno dire che il cliente "non aveva capito", invece di chiedersi se la colpa fosse sua.

Mi sono domandato se dietro questo riflesso ci fosse qualcosa di più solido di una mia impressione, scovando due diverse ricerche che raccontano lo stesso meccanismo. La prima viene dalle università di Saarland e Marburg, che dal 1987 hanno seguito per 35 anni oltre 7000 bambini a cui era stato misurato il quoziente intellettivo, intervistandoli da adulti sulle loro convinzioni e trovando che ai punteggi di intelligenza più alti corrisponde una minore tendenza a imporre la propria visione senza ascoltare chi la pensa diversamente.

Quello che mi ha colpito ancora di più però è un secondo studio, condotto dal professor all'Università di Gent su un campione di quasi mille persone dove si è scoperto che i punteggi più bassi nel riconoscimento delle emozioni e di gestione delle situazioni sociali si accompagnino a una minore capacità di mettersi nei panni di chi guarda le cose da un altro punto di vista, cioè meno empatia, non meno intelligenza.

Le due ricerche, messe insieme, ci dicono che l'intelligenza vera non è avere l'idea più raffinata, ma riuscire a uscire dalla propria testa ed entrare in quella di chi ascolta.
Chi non ci riesce, preferisce quasi sempre pensare che il problema sia l'intelligenza degli altri.

Il problema si complica quando questa convinzione non resta un pensiero isolato in una riunione ma diventa la cultura di un'azienda intera, perché a quel punto nessuno ha più interesse a riportare i segnali reali del mercato e ci si riduce a cercare conferme di quello che il team vuole sentirsi dire. Ogni dato negativo viene letto come la prova che il pubblico deve ancora capire, mai come un errore di diagnosi da correggere.

Ogni volta che si dice che il cliente non ha capito, stiamo solo confessando di non averci provato abbastanza.

Terrazza su Piazza San Marco, un sorso di prosecco gelato mentre suonano le campane, e io che per un attimo penso: come ...
22/06/2026

Terrazza su Piazza San Marco, un sorso di prosecco gelato mentre suonano le campane, e io che per un attimo penso:
come sono finito quassù?

C'era un premio da ritirare e va bene, non nego sia importante. Ma la cosa che mi sono goduto davvero è stata la compagnia. Persone con cui passo intere giornate, con cui gioisco e mi arrabbio. Professionisti che fanno questo mestiere vivendolo con la stessa passione che metto io. Che si accendono sulle stesse cose, a cui girano le scatole per gli stessi motivi, con i quali non devi stare a spiegare perché quello specifico dettaglio ti importa.

I premi li metti in mensola, ma stare a un tavolo con chi guarda il lavoro come lo guardi tu... quello no.

Ecco come sono finito quassù, stando con le persone giuste.

Motorsport is motorsport, even on the water.Thanks to all the daredevil racers who competed in the waters of Cagliari.Se...
01/06/2026

Motorsport is motorsport, even on the water.

Thanks to all the daredevil racers who competed in the waters of Cagliari.

See you next year!

C'è un modo di dare agli altri che non assomiglia all'insegnamento.Enzo Baldoni lo faceva così:, sedendosi a guardare un...
26/05/2026

C'è un modo di dare agli altri che non assomiglia all'insegnamento.
Enzo Baldoni lo faceva così:, sedendosi a guardare un lavoro, dicendo quello che pensava senza filtri e senza secondi fini.
E non perché fosse il suo lavoro, ma perché credeva che un consiglio onesto, dato al momento giusto, potesse cambiare la traiettoria di qualcuno.

Il Grande Venerdì di Enzo, la più grande portfolio review d'Italia promossa dall' , è il modo in cui quella cosa continua a esistere.

Il 5 giugno sarò allo per fare esattamente quello: restituire qualcosa a chi sta costruendo la sua strada.

Se sei in quella fase, iscriviti.

🎟️ https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-grande-venerdi-di-enzo-xvii-cagliari-1989094813131

Ci vediamo venerdì 5 Giugno.

Buon compleanno, città eterna.
21/04/2026

Buon compleanno, città eterna.

Nell'ultima settimana ho fatto tre coaching ad altrettante persone che mi hanno chiesto un consiglio su come, una volta ...
15/04/2026

Nell'ultima settimana ho fatto tre coaching ad altrettante persone che mi hanno chiesto un consiglio su come, una volta acquisito un titolo, trovare un'azienda.

Ho chiesto loro cosa volevano fare e come si stavano candidando, la risposta era un po' titubante ma tutto sommato completa.

Poi ho chiesto "Tu cos'hai da offrire?"

E li, silenzio. Erano precisissimi nel raccontare chi sono, cosa hanno studiato, eventuali esperienze, metodologie, hobby, l'immancabile suite office o il lavoro multitasking sotto pressione...

Ma quello che mancava era qualcosa di più profondo e importante: perché io? Perché questa azienda? Perché adesso?

Solo due avevano una lettera di presentazione e una bozza di portfolio, ma anche loro seguivano la stessa logica. Erano documenti autoreferenziali, dei "cataloghi" e non messaggi pensati per "me", che in quel momento fungevo da selezionatore.

Nessuno aveva fatto la cosa più ovvia (ma più rara), ossia chiedersi cosa avesse senso per chi avrebbe letto.

Questi ragazzi hanno avuto l'umiltà di chiedere un supporto ed è l'approccio più straordinario che potessero attuare, ma approfitto di questa triplice coincidenza per fare un'osservazione su come funziona la comunicazione quando ci si mette in gioco.

Se un curriculum è un documento, una candidatura è e deve essere costruita come una comunicazione persuasiva.

Cambia completamente il paradigma in cui la differenza sta tutta nel punto di partenza, dove il primo parte da sé stessi... Ma la seconda no, la candidatura parte dall'altro.

Devi CONOSCERE.

In quale azienda voglio entrare? Qual è il suo problema? Ne è consapevole? Posso dargli supporto? In che modo?
..e, se sai la risposta a quelle domande, qual è il modo migliore per comunicarla in modo persuasivo?

Questo serve perché la mente di chi legge una candidatura si fa sempre la stessa domanda, spesso senza dirlo ad alta voce:

"cosa cambia per me, se prendo questa persona?

Se la risposta non è in quello che hai scritto, la mente smette di cercarla da sola e a quel punto diventi un numero dimenticato prima di passare alla candidatura successiva.

Non fare questo errore, studia.

  is basically a gambling game...poker?
11/04/2026

is basically a gambling game.
..poker?

Indirizzo

Via Isonzo, 14
Cagliari
09122

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