22/03/2021
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Nelle nostre story, questo week end, si è acceso un certo dibattito sul post del Chinotto Neri Official per la festa del papà (in foto). Il 67% lo ha definito divertente, il 33% volgare e/o sessista. In molti ci avete motivato le risposte e chiesto cosa ne pensassimo 💭
Il dato interessante è che, anche all'interno della nostra stessa agenzia, la battuta ha avuto una ricezione molto diversa. Da un lato ne sono emersi tutti i limiti:
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-L’effetto "cinepanettone" e la trivialità di serie B che fanno effetto boomer, come l'amico al bar che fa battute con doppi sensi pensando di essere figo e contro i tabù e invece suscita imbarazzo e compassione
-Il sessismo nell’aver costruito il pensiero e la frase facendo sotto-intendere l’imposizione della volontà esclusivamente del padre
-Il limite di essere comprensibile solo in alcune parti di Italia, dato che in molte regioni “chinotto” non è sinonimo di “fellatio"
-Il rischio della strategia "basta che se ne parli”
Dall'altro l'efficacia
🟢
-Il linguaggio 'da bar' ricalca la cultura di un certo tipo di meme, anche quella un po' old, e genera facilmente qualche risata a buon mercato e un'interazione genuina (ottima per la portata e la diffusione del post)
-L'effetto viralità porta nuove persone (quelle in disaccordo con le critiche, che si sono trovate a difendere il brand dalle accuse di sessismo o volgarità) a seguire e sostenere la pagina e il brand
- Parlare ad una nicchia, che sia quella regionale-linguistica che quella degli amanti dell'umorismo un po' nero un po' triviale, è in un certo senso ammiccare e valorizzare un rapporto speciale con gli utenti
Insomma, l'operazione ha mostrato apertamente i suoi limiti, così come ha dichiarato il suo intento virale senza nascondersi: in un'epoca in cui la comunicazione digitale rompe spesso la barriera dell'adeguatezza (vedi Taffo, Ceres e company) e si punta sempre di più ad essere presenti non solo sulle tavole degli italiani, ma anche nei salotti digitali e nei media, non stupisce affatto l'elaborazione di un post del genere.
Conclusione: se la dietro la battuta può essere territorio di opinione, la portata e le interazioni generate rimangono un dato riscontrabile. E se da un lato c'è un rischio di emulazione di un certo stile di comunicazione già famoso, dall'altro c'è un'inscrizione in una community già predisposta ad ascoltre, ridere, condividere, apprezzare.
Ora: si poteva fare meglio?
Ai prossimi l'ardua sentenza.
D'altra parte, è proprio questo il motore che anima i social di tutti i brand del mondo 💡