11/02/2023
𝗤𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 di un Titolare verso i propri collaboratori, può esser fonte di discussione. Dipende dalle circostanze, dalla cultura imprenditoriale, dal luogo.
In Italia, ben si sa che le PMI sono la maggioranza. Spesso a conduzione familiare.
Solitamente, con uno (o pochi) titolari.
Che, non di rado, si ritrovano ad essere un pò “accentratori”, talvolta loro malgrado.
E l'atteggiamento verso i dipendenti/collaboratori può variare.
Sovente, all'(inevitabile) assetto piramidale, si affianca un modus da “Bᴏss” che dall'alto comunica (impone..?), distaccatamente, con il personale.
Ben disposto a redarguire, difficilmente si impegna a fianco del dipendente. Men che meno lo gratifica.
Ecco “̲i̲l̲ ̲C̲a̲p̲o̲”̲.̲
Ed il cliché lo ritrovi pure in organizzazioni ben più complesse, a volte nelle Multinazionali, dove un dirigente
può assumere questo stesso atteggiamento verso altri collaboratori, magari sotto di un solo gradino per mansione.
Ecco il “̲͟͟i̲͟͟l̲͟͟ ̲͟͟C̲͟͟a̲͟͟p̲͟͟e͟t͟t͟o͟”̲͟͟.̲͟͟
Ma non sempre è così. Durante i corsi, a me piace ricordare anche vicende positive, testimonianze di vissuto vero:
di imprenditori che si son fatti dal nulla, ora più che benestanti ma che non esitano a
mettersi a disposizione, anche del magazziniere.
A sporcarsi le mani, se c'è bisogno.
Ecco la vera “Servant Leadership”, il “𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒅'𝑨𝒛𝒊𝒆𝒏𝒅𝒂”... Che la ciurma seguirà.
Ed ecco, si vede subito: l'azienda non segue più la stessa strada, ora a destra, ora a sinistra. L'azienda va verso l'alto.
Decolla.