Francesco La Manno

Francesco La Manno BlondAIdvisor | Analista economico dei servizi di biondo in salone.

Chi sono?

✔ Fondatore di Olympic Hair Salon.

✔ Cofondatore di Digital Hairdressing.

✔ Fondatore della più grande piattaforma italiana dedicata al digital marketing per parrucchieri.

✔ Pluripremiato come migliore venditore Italia Schwarzkopf Professional.

✔ Autore dei primi 2 libri in Italia, dedicati al digital marketing per parrucchieri in Italia.

✔ Autore del libro "Parrucchiere digitale".

✔ Autore del libro "Digital marketing per parrucchieri".

✔ Formatore e autore del corso "Hairstylist 4.0" per Henkel.

✔ E' ritenuto da molti il punto di riferimento nel digital marketing per parrucchieri.

𝗝𝗲𝗮𝗻 𝗦𝗶𝗹𝘃𝗮 𝗵𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗝𝗼𝘀𝗲 𝗗𝗲𝗹𝗴𝗮𝗱𝗼 𝗮 𝟮:𝟱𝟳 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗿𝗼𝘂𝗻𝗱.𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮.La vittoria diventa visibi...
25/09/2026

𝗝𝗲𝗮𝗻 𝗦𝗶𝗹𝘃𝗮 𝗵𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗝𝗼𝘀𝗲 𝗗𝗲𝗹𝗴𝗮𝗱𝗼 𝗮 𝟮:𝟱𝟳 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗿𝗼𝘂𝗻𝗱.

𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮.

La vittoria diventa visibile al terzo round.

Ma viene costruita molto prima.

Pressione. Ritmo. Gestione dell'energia. Accumulo.

Nel salone accade qualcosa di simile.

A fine giornata guardi l'incasso.

È il risultato visibile.

Ma ciò che ha determinato la qualità economica della giornata è successo durante il processo.

Dieci minuti extra qui.

Una seconda preparazione lì.

Una postazione occupata più del previsto.

Un collaboratore fermo ad aspettare.

Una rilavorazione assorbita.

Presi singolarmente sembrano niente.

Ed è proprio questo che li rende pericolosi.

I grandi sprechi fanno rumore. La variabilità quotidiana lavora in silenzio.

Quando finalmente compare nei numeri, spesso il problema esiste già da settimane.

Un processo non perde controllo in un colpo solo.

Lo perde un piccolo scostamento alla volta.

𝗚𝗶𝗴𝗶 𝗛𝗮𝗱𝗶𝗱 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗬𝗼𝗿𝗸 𝗙𝗮𝘀𝗵𝗶𝗼𝗻 𝗪𝗲𝗲𝗸: 𝗯𝗶𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘁𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝘁𝘂𝗯𝗼.Noi vediamo il...
24/09/2026

𝗚𝗶𝗴𝗶 𝗛𝗮𝗱𝗶𝗱 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗬𝗼𝗿𝗸 𝗙𝗮𝘀𝗵𝗶𝗼𝗻 𝗪𝗲𝗲𝗸: 𝗯𝗶𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗹𝗮𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘁𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.

𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝘁𝘂𝗯𝗼.

Noi vediamo il risultato finale.

Non vediamo tutto ciò che deve essere controllato per arrivarci.

Diagnosi.

Residuo.

Fondo.

Quantità.

Tempi.

Ossidazione.

Decisioni accumulate durante il servizio.

Poi qualcuno salva la foto sul telefono e pensa:

“Lo rifacciamo.”

Con quale storico?

“Me lo ricordo.”

Con quale protocollo?

“Lo faccio sempre.”

Qui alta gamma e improvvisazione prendono due strade diverse.

Un professionista molto bravo può produrre un risultato straordinario una volta.

Ma un'impresa deve poterlo replicare.

Tra sei settimane.

Con condizioni differenti.

Possibilmente senza dipendere dall'unica persona che “sa come si fa”.

Il talento può creare l'eccezione. Lo standard decide se quell'eccezione può diventare impresa.

𝗜𝗹 𝟰𝟯% 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗔𝗜.𝗠𝗮 𝗹'𝟴𝟬% 𝗱𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼.Tutti vogliono agenti, automazioni,...
23/09/2026

𝗜𝗹 𝟰𝟯% 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗔𝗜.

𝗠𝗮 𝗹'𝟴𝟬% 𝗱𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼.

Tutti vogliono agenti, automazioni, gestionali intelligenti, sistemi che facciano il lavoro più velocemente.

Poi entri nell'area tecnica del salone.

Formule nella testa degli operatori.

Quantità decise a occhio.

Procedure diverse a seconda di chi lavora.

Storico cliente affidato alla memoria.

E dovremmo automatizzare questo?

La tecnologia non crea ordine. Amplifica ciò che trova.

Se trova uno standard, lo accelera.

Se trova variabilità, accelera anche quella.

Puoi mettere tutta l'intelligenza artificiale che vuoi sopra un processo indefinito.

Avrai semplicemente un processo indefinito più veloce.

Il vero salto tecnologico comincia quando il salone sa distinguere ciò che dovrebbe succedere da ciò che succede realmente.

Automatizzare il caos non significa innovare. Significa industrializzarlo.

𝗟𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗶 𝗵𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼.𝗧𝗶 𝗵𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹'𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗲𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗮𝘀...
22/09/2026

𝗟𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗶 𝗵𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼.

𝗧𝗶 𝗵𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹'𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗲𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼.

La cliente guarda il colore.

Sorride.

“Bellissimo.”

Paga.

Esce.

E magari non torna.

Nessun reclamo.

Nessuna recensione negativa.

Nessuna discussione.

Il risultato non era sbagliato.

Era quasi giusto.

Quasi lo stesso riflesso.

Quasi la stessa schiaritura.

Quasi la stessa pulizia.

E “quasi” diventa una parola pericolosa quando il servizio è premium.

Perché chi paga di più non compra soltanto un risultato bello.

Compra continuità.

Compra la possibilità di tornare sapendo cosa aspettarsi.

La cliente non deve essere delusa abbastanza da protestare.

Le basta essere incerta abbastanza da non tornare.

Ed è lì che la variabilità smette di essere un problema tecnico e diventa un problema d'impresa.

𝗛𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗠𝗰𝗟𝗮𝗿𝗲𝗻 𝗪𝟭.𝗗𝘂𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲𝗱𝘂𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝘁𝗮𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶.Chi compra quest...
21/09/2026

𝗛𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗠𝗰𝗟𝗮𝗿𝗲𝗻 𝗪𝟭.

𝗗𝘂𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲𝗱𝘂𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝘁𝗮𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶.

Chi compra questa hypercar non sta pagando semplicemente per andare veloce.

Sta pagando perché nessuno accetterebbe che un'auto da due milioni venga costruita “più o meno”.

Ogni componente ha uno standard.

Ogni tolleranza è controllata.

Ogni variabile importante è misurata.

Poi entri in certi saloni premium.

Ambiente premium. Listino premium. Servizio biondo da 250 o 300 euro.

E la formula?

“Me la ricordo.”

Le quantità?

“Più o meno queste.”

Il risultato della volta scorsa?

“Dovremmo aver fatto così.”

Questo è il paradosso.

Pretendere un prezzo da ingegneria con un processo affidato alla memoria.

Il problema non è riuscire a fare un bellissimo biondo oggi.

È poterlo rifare tra sei settimane, con condizioni diverse, magari con un altro operatore.

Perché il premium non compra soltanto il risultato.

Compra la ragione per credere che quel risultato non sia stato un incidente.

L’agenda è piena.Ma questo non ti dice quanto stanno rendendo davvero.È uno degli equivoci più comuni nel salone.Una sch...
18/09/2026

L’agenda è piena.

Ma questo non ti dice quanto stanno rendendo davvero.

È uno degli equivoci più comuni nel salone.

Una schiaritura da 220 euro può sembrare un ottimo servizio.

Ma il prezzo racconta soltanto ciò che entra.

Non racconta quante ore occupa la postazione, quante risorse assorbe, quanto prodotto richiede realmente o quali altri servizi non possono essere eseguiti nello stesso tempo.

Un’agenda piena misura quanto stai lavorando.

Non necessariamente quanto bene stai impiegando la tua capacità produttiva.

Da questa distinzione nasce la nuova Nota teorico-applicativa di BlondAI Research:

“Il valore economico dei servizi di biondo in un’agenda piena”.

Un lavoro dedicato al rapporto tra fatturato, risorse impiegate e rendimento economico di schiariture e tonalizzazioni.

La Nota è stata pubblicata anche su Zenodo, con DOI permanente.

Non è un ebook commerciale.

È un tentativo di portare strumenti di analisi economica dentro una delle aree più importanti — e meno misurate — del salone.

La versione completa è disponibile nel primo commento 🔽

AVETE PARLATO. NON AVETE DECISO.La riunione è durata quarantacinque minuti.Avete parlato dei ritardi, delle schede incom...
16/09/2026

AVETE PARLATO. NON AVETE DECISO.

La riunione è durata quarantacinque minuti.

Avete parlato dei ritardi, delle schede incomplete, delle clienti che cambiano idea e dell’ordine colore da controllare.

Tutti hanno annuito.

Il giorno dopo non è cambiato nulla.

Non perché il team non abbia ascoltato. Perché nessun problema è diventato una decisione osservabile.

«Dobbiamo essere più precisi» non assegna un comportamento.

«Da domani la scheda tecnica viene chiusa prima del pagamento; responsabile Marta; prima verifica venerdì» sì.

Una riunione produce valore soltanto quando ogni punto termina con quattro elementi: cosa cambia, chi ne risponde, entro quando e come verrà verificato.

Senza questi elementi, il confronto può essere persino intelligente, ma resta sospeso. Le persone tornano al proprio metodo, l’urgenza assorbe l’intenzione e il problema ricompare nella riunione successiva.

Poi il titolare conclude che il team non è responsabile.

Spesso, invece, la responsabilità non è mai stata resa visibile.

Parlare serve a capire.

Decidere serve a cambiare ciò che accadrà domani alle 9:30, quando il salone sarà pieno e nessuno avrà tempo di ricordare le buone intenzioni.

Se un compito non ha proprietario, scadenza e verifica, non è del team.

Tornerà al titolare.

ENTUSIASMO NON È COMPETENZAIl team esce dal corso carico.Ha visto una tecnica nuova, preso appunti, fatto fotografie. In...
15/09/2026

ENTUSIASMO NON È COMPETENZA

Il team esce dal corso carico.

Ha visto una tecnica nuova, preso appunti, fatto fotografie. In aula tutto sembrava chiaro.

Poi arriva martedì.

La base della cliente è diversa. Il tempo stringe. Manca un passaggio. Ognuno interpreta la sequenza a modo proprio.

È qui che si vede la distanza tra formazione e competenza.

Il corso trasferisce una possibilità. Non certifica che il salone sappia eseguirla in modo coerente quando cambiano persona, base, pressione e agenda.

Per trasformare ciò che è stato imparato in uno standard servono prove: un caso osservato, un criterio di qualità condiviso, gli errori che richiedono uno stop e una verifica dopo le prime esecuzioni.

Chiedere «è tutto chiaro?» non basta.

Quasi tutti rispondono di sì perché, in quel momento, hanno compreso la spiegazione.

La domanda utile è un’altra: «Fammi vedere la sequenza, spiegami la decisione e dimmi dove registriamo lo scostamento».

La formazione non fallisce quando l’entusiasmo scende.

Fallisce quando il salone scambia l’entusiasmo per trasferimento operativo e scopre l’errore direttamente sulla cliente.

La formazione compra possibilità.

La verifica decide se quella possibilità diventerà competenza del salone o resterà ricordo di una bella giornata.

Un’AI non deve diventare Skynet per creare un problema nel tuo saloneLe basta essere molto brava a eseguire un obiettivo...
11/09/2026

Un’AI non deve diventare Skynet per creare un problema nel tuo salone

Le basta essere molto brava a eseguire un obiettivo che hai definito male.

Il caso Hugging Face del 2026 mostra cosa succede quando l’autonomia cresce più velocemente degli standard.

E la domanda per un parrucchiere diventa scomoda: quante cose nel tuo salone funzionano ancora perché “dipende da chi le fa”?

Ho approfondito tutto nell’articolo: trovi il link nel primo commento ⬇️

La piega a trenta euro: perché paghi la cliente per sedersi in saloneVedi tutte le postazioni occupate il venerdì pomeri...
10/09/2026

La piega a trenta euro: perché paghi la cliente per sedersi in salone

Vedi tutte le postazioni occupate il venerdì pomeriggio e ti convinci che la tua impresa stia andando a gonfie vele.

Poi guardi le schede di sala: quattro clienti consecutive stanno facendo solo shampoo e piega a €30.

Credi che incassare €120 in due ore sia meglio che tenere le sedie vuote. È l'allucinazione contabile più diffusa del settore.

Prendi i tuoi costi fissi mensili — affitto prestigioso, utenze, receptionist, marketing — e sommali allo stipendio del personale. In un salone strutturato, il costo di produzione si aggira costantemente attorno a €1,15 al minuto per sedia attiva.

Quarantacinque minuti per lavare, districare e asciugare una cliente costano alla tua struttura esattamente €51,75.

Hai incassato €30 alla cassa e ne hai spesi oltre €51 di tasca tua per erogare il servizio.

Stai regalando €21,75 a ogni singola cliente per il privilegio di asciugarle i capelli nel tuo atelier di lusso.

Moltiplica per quaranta pieghe singole erogate nei momenti di punta durante il mese. Sono oltre €850 di pura perdita operativa, senza contare il costo opportunità delle schiariture da €200 che non hai potuto accettare.

Il volume delle presenze riempie solo il locale.

È la resa oraria della sedia che decide se a fine mese porti a casa un utile.

Indirizzo

Casale Monferrato

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

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