07/06/2021
Quando ho lasciato il mio posto di lavoro, ormai quasi due anni fa, l’ho fatto con una consapevolezza. La consapevolezza di non potermi più accontentare e di dover riprendere in mano la mia vita, specie dal punto di vista professionale.
Ho passato gli ultimi 7 anni a rimuginare sul rimpianto di aver buttato via il sogno ad occhi aperti che ho vissuto dopo il liceo con il giornalismo. Non ho mai più smesso da allora di ripensare a quanto fosse figo quello che avevo fatto e quanto fossi un fallito nell’essermelo fatto scappare via. Ho vissuto da fallito, col disprezzo e la sfiducia per qualsiasi cosa che la mia mente elaborasse, direzionando le mie prospettive unicamente sulla mia sopravvivenza quotidiana: fare qualsiasi tipo di lavoro, pagare l’affitto e permettermi di tanto in tanto l’all you can eat più economico ma anche meno schifoso tra quelli schifosi. Per fortuna, quando non hai più il volante della tua vita in mano sbatti e ti fai male. Mi sono fatto malissimo e non ho potuto fare altro che farmi aiutare iniziandomi a guardare dentro sul serio.
Ho deciso di rimettermi in gioco e di togliermi quell’etichetta scomoda che mi ero dato da solo e che nascondevo sempre dietro un sorriso forzato. Così, complice quella meravigliosa cosa chiamata Naspi e anche favorito dal momento particolare che stiamo tutti vivendo, ho deciso di formarmi professionalmente e di dilettarmi in una sfida che fin da piccolo mi aveva affascinato: lo sviluppo di siti web. Ho vissuto l’imbarazzo di partire da 0 e la soddisfazione di crescere imparando nuove cose.
Ho la consapevolezza di avere tanta strada da fare ma la voglia di realizzare qualcosa di importante. Forte di una ritrovata consapevolezza di quali siano le mie capacità e di chi voglio essere. Gira e rigira, la mia vita è sempre ruotata attorno alla comunicazione, anche quando mi occupavo d’altro, anche senza rendermene conto. È per questo che, dopo giri immensi, ho deciso di tornare a occuparmi di quello che amo, di non accontentarmi più delle mancette e dei compromessi al ribasso di un mercato del lavoro malato. Ho deciso di riannodare il filo, di tornare a occuparmi di comunicazione, partendo da un punto di vista diverso, più moderno, forse più mio.
Ci tenevo ad attaccare questo pi***ne in particolare agli amici che mi seguono e i tanti che mi hanno chiesto cosa c***o stessi facendo in questo periodo. Non esitate a contattarmi, a darmi una mano magari facendo il mio nome a un conoscente e anche - perché no - a prendere parte al mio progetto: quello di restituire un posto nel mondo a chi credeva di averlo perduto per sempre.