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DOMANDA: ha senso acquistare una confezione di lenticchie biologiche di provenienza indefinita (da agricoltura Extra UE)...
05/06/2026

DOMANDA: ha senso acquistare una confezione di lenticchie biologiche di provenienza indefinita (da agricoltura Extra UE)?
Uno dei principi cardine dell’agricoltura biologica dovrebbe essere legato alla territorialità; che senso ha acquistare un prodotto, definito biologico, proveniente dall’altro capo del mondo, senza una descrizione chiara del luogo di produzione e della relativa sicurezza alimentare.
É sufficiente indicare “Agricoltura non UE”?
Misteri della globalizzazione e della GDO

04/06/2026

La Regione celebra “Le giornate della pasta siciliana “. Con i prezzi attuali del grano sembra di assistere al ballo sul Titanic mentre la nave affonda

L'AGRICOLTURA CHE CI ASPETTAShell inaugura i suoi primi due impianti agrivoltaici in Italia, in provincia di Rovigo: pan...
04/06/2026

L'AGRICOLTURA CHE CI ASPETTA
Shell inaugura i suoi primi due impianti agrivoltaici in Italia, in provincia di Rovigo: pannelli solari, grano, pomodori, soia. Tutto molto edificante (a parole).
Peccato però che Shell sia una delle cosiddette "Sette Sorelle", quei colossi petroliferi che per decenni hanno costruito le proprie fortune scommettendo sui combustibili fossili. Oggi la stessa multinazionale si presenta come «tra i principali player di energie rinnovabili nel Paese». Mah, sarà...
Ma la domanda che occorrerebbe porsi è un'altra: vogliamo davvero che siano queste società, con i loro capitali sterminati, i loro lobbisti, la loro storia a diventare i nuovi proprietari del suolo agricolo italiano, con l'energia rinnovabile come lasciapassare?
Il rischio concreto non è che sotto i pannelli non cresca nulla. È che a non crescere sia la sovranità alimentare di questo Paese, progressivamente scalata da soggetti il cui interesse primario non è né il grano né il clima, ma il ritorno, veloce, sull'investimento.

Ps siamo sempre curiosi di vedere una mietitrebbia che opera sotto i pannelli fotovoltaici, chi vivrà vedrà....

Fonte: https://www.ilrestodelcarlino.it/veneto/cronaca/sotto-i-pannelli-solari-crescono-grano-e-pomodori-i-primi-due-impianti-agrivoltaici-di-shell-in-italia-cf6pqtsz

IL MISTERO DEL GRANO NEL DESERTO(ovvero: cronache agronomiche dal regno dell'invisibile)Apprendiamo con vivo interesse c...
03/06/2026

IL MISTERO DEL GRANO NEL DESERTO
(ovvero: cronache agronomiche dal regno dell'invisibile)
Apprendiamo con vivo interesse che sono state eseguite le operazioni di raccolta del frumento prodotto nell'ambito del magniloquente progetto agricolo italo-algerino destinato a trasformare le distese del Sahara in una novella Mesopotamia cerealicola (https://www.agenzianova.com/news/piano-mattei-algeria-al-via-la-raccolta-del-grano-nel-progetto-agricolo-di-timimoun/).
La notizia, tuttavia, solleva una questione di natura quasi metafisica. In due campagne agrarie, o forse una sola, giacché la documentazione disponibile sembra ispirarsi più alla tradizione orale che alla rendicontazione amministrativa, non è stato reso pubblico non diciamo un rapporto tecnico, una tabella di rese o un bilancio economico, ma neppure una fotografia che attesti l'esistenza di un campo di grano nel deserto. E dire che il progetto contemplava perfino l'irrigazione: dettaglio che, in ambiente sahariano, meriterebbe forse qualche parola in più e qualche punto esclamativo in meno.
A questo punto il cittadino curioso, figura ormai quasi archeologica, si permette di formulare alcune domande elementari. Quali sono state le rese per ettaro? Quali i costi di produzione? Dove è stato destinato il raccolto? Esiste un raccolto? Oppure ci troviamo dinanzi a una nuova frontiera dell'agricoltura quantistica, nella quale il grano viene contemporaneamente seminato, raccolto e osservato soltanto quando qualcuno apre il comunicato stampa?
Nel frattempo, mentre la cerealicoltura italiana attraversa una fase che definire complessa sarebbe un esercizio di ottimismo, sarebbe rassicurante sapere se la nostra sicurezza alimentare possa davvero beneficiare di questa epopea sahariana finanziata, direttamente o indirettamente, con risorse pubbliche. Non chiediamo miracoli, né la rifondazione del Giardino dell'Eden tra le dune: ci accontenteremmo di qualche dato, una fotografia e magari perfino un sacco di grano.
Siamo così a corto di immagini di questa attività che abbiamo dovuto fanasticare una trebbia che vaga nel deserto, grazie all'ausilio dell'AI.
Fino ad allora, il "Piano Mattei" agricolo continuerà ad assomigliare meno a un progetto di sviluppo e più a un raffinato racconto borgesiano: un raccolto di cui tutti parlano, ma che nessuno ha mai visto.

LA FINE DEL GRANO ITALIANO 19 centesimi al kg per il grano duro, rappresentano il punto di non ritorno per la granicoltu...
02/06/2026

LA FINE DEL GRANO ITALIANO
19 centesimi al kg per il grano duro, rappresentano il punto di non ritorno per la granicoltura nazionale (come da bollettino ISMEA nell’immagine). Ma il crollo del prezzo del grano non è più soltanto un problema degli agricoltori siciliani: è un problema nazionale. Con quotazioni che non coprono lontanamente i costi di produzione, il rischio concreto è che nel giro di uno o due anni migliaia di aziende abbandonino la granicoltura. In un contesto segnato da guerre, tensioni commerciali e instabilità geopolitica, il grano dovrebbe essere considerato una risorsa strategica al pari dell’energia. Senza una politica nazionale ed europea che ne riconosca il valore, l’Italia rischia di perdere una parte fondamentale della propria sovranità alimentare.
E mentre i produttori italiani si preparano alla trebbiatura, come ogni anno assistiamo all’arrivo di una moltitudine di navi cariche di grano estero nei nostri porti, proprio nel momento più delicato per il mercato nazionale. Se continua così, non sarà solo il prezzo del grano a scomparire. Rischia di scomparire la granicoltura italiana e con essa la nostra sicurezza alimentare e, dettaglio non trascurabile, millenni di storia

MANGO REGALATIAncora una volta un prodotto importato da Paesi extra UE viene ritirato dal mercato per residui di pestici...
01/06/2026

MANGO REGALATI
Ancora una volta un prodotto importato da Paesi extra UE viene ritirato dal mercato per residui di pesticidi oltre i limiti consentiti. Questa volta tocca a dei mango provenienti dal Perù, richiamati per la presenza di Thiamethoxam, sostanza il cui utilizzo è fortemente limitato in Europa per i rischi ambientali e sanitari.
La domanda è semplice: perché ai produttori italiani ed europei vengono imposte regole sempre più stringenti, costi crescenti e controlli rigorosi, mentre continuano ad arrivare sul mercato prodotti coltivati con standard spesso molto diversi dai nostri?
La concorrenza è giusta solo se le regole sono le stesse per tutti. Altrimenti non è libero mercato, ma dumping normativo ai danni delle nostre imprese agricole.
E mentre qualcuno scopre i limiti delle filiere globali, la risposta è unica: acquistare i meravigliosi mango siciliani.
Per la salute e per l’economia locale

Fonte: https://www.fanpage.it/attualita/mango-f-lli-orsero-ritirati-dal-commercio-per-pesticidi-oltre-i-limiti-lavviso-del-ministero-della-salute/ #

Immagine ottenuta con AI

GIÙ LA MASCHERA Ormai quasi tutti i più grandi produttori di pasta, dopo un periodo di apparente conversione al grano it...
31/05/2026

GIÙ LA MASCHERA
Ormai quasi tutti i più grandi produttori di pasta, dopo un periodo di apparente conversione al grano italiano, stanno producendo il loro prodotto utilizzando, in gran parte, grano estero.
Un ulteriore buon motivo per preferire piccoli e medi pastifici che producono un prodotto di qualità con grano locale.
Aiutiamo i produttori di grano italiano e i piccoli pastifici, é il miglior modo per tutelare l’economia locale ed assicurare la sicurezza alimentare.

FARINA DEL LORO SACCO Mentre il prezzo del grano continua a rimanere su livelli imbarazzanti che non coprono lontanament...
30/05/2026

FARINA DEL LORO SACCO
Mentre il prezzo del grano continua a rimanere su livelli imbarazzanti che non coprono lontanamente i costi di produzione, sugli scaffali della GDO la farina continua a essere venduta a prezzi che raccontano un’altra storia.
A fronte di un prezzo medio di 0,25 € per un kg di grano, la farina viene venduta mediamente 6 volte tanto.
Tra chi semina e chi acquista c’è una filiera che sembra distribuire margini e potere in modo molto diseguale. Agli agricoltori vengono chiesti sacrifici, efficienza e sostenibilità; quando però arriva il momento di riconoscere un prezzo equo alla materia prima, il mercato diventa improvvisamente inflessibile.
Se il vale sempre meno e la farina non costa meno ai consumatori, una domanda resta aperta: chi sta trattenendo il valore aggiunto lungo la filiera?
Facciamo finta di non saperlo…

29/05/2026

Come dargli torto

L’ITALIA è UNA per la COSTITUZIONE, QUADRUPLA per il GRANO: DECIDETEVILa nuova CUN del   duro divide il Paese in quattro...
29/05/2026

L’ITALIA è UNA per la COSTITUZIONE, QUADRUPLA per il GRANO: DECIDETEVI
La nuova CUN del duro divide il Paese in quattro macro-aree: Nord, Centro, Sud e Isole. L'obiettivo non raggiunto dalla Lega per decenni è stato centrato in un paio di mesi dalla Commissione Unica Nazionale (CUN) per il grano duro. Un’assurdità economica e istituzionale che certifica la frammentazione del mercato agricolo italiano e spalanca la porta a distorsioni, squilibri e giochi di potere.
Altro che “trasparenza”: qui si stanno creando agricoltori di serie A e di serie B, con quotazioni differenziate che penalizzano soprattutto il Mezzogiorno e le Isole, proprio mentre i costi di produzione restano insostenibili.
Nei bollettini di questa commissione il grano “Fino alto proteico” e “Fino proteico” delle Isole non viene quotato (chissà per quale motivo..)
Il paradosso è evidente: stesso grano italiano, stesso Stato, ma prezzi diversi a seconda della geografia politica inventata dalla CUN. Una follia che rischia di trasformare il mercato in un sistema opaco e manipolabile.
Se questa è la “Commissione Unica Nazionale”, allora di nazionale non ha più nulla.
A queste condizioni, questa commissione deve essere chiusa immediatamente.

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