05/09/2026
Ieri giornata di ritiro ordini e consegne, con i miei figli …Si me li sono portati dietro!!!! “Eh ma è poco professionale” direte voi. Beh! Se prima mi creavo il problema di come potevo apparire e come potermi organizzare con loro, ora dico semplicemente “è così…la mia professionalità non dipende certo dai miei figli, ma da come svolgo il mio lavoro, e onestamente (peccherò di presunzione) lo faccio stramaledettamente bene”.
Perché mentre “chi di dovere” propone petizioni per far iniziare la scuola ad Ottobre dato il caldo (anziché offrire delle strutture idonee ai nostri figli garantendo quello che di fatto declamano il “diritto allo studio) i genitori lavoratori rientrano comunque a Settembre. Senza inserimento graduale… senza allerte meteo…senza scioperi dichiarati alle 20.00 di sera …senza possibilità spesso di chiedere permessi. E so già che molti diranno “Ehhh ma la scuola non è un parcheggio” e sono pienamente d’accordo. Infatti il problema non è la scuola in sé, ma “chi di dovere” che ignora completamente le difficoltà organizzative di una famiglia, che si tappa gli occhi di fronte alle spese che deve affrontare dopo il salasso dei grest, il furto dei libri (300€ e passa di diritto allo studio), spese extra di terzi che tengano i bambini quando si rientra. E dico tutte queste cose perché io questa vita l’ho vissuta e tremavo ogni volta che arrivava Settembre. E mentre un tempo calavo la testa e mi ammazzavo la vita ad organizzarmi per paura che i miei figli potessero rappresentare un problema e perdere il lavoro… adesso alzo la testa sicura che non sono i miei figli il problema, ma lo è un sistema contorto politico e lavorativo che condanna ancora oggi chi decide di avere figli e magari desidera tenersi un lavoro. Oggi è il primo Settembre dove non tremo, dove compiendo i miei 41 anni affronto tutto con la testa alta stringendo da una parte la mano di mia figli e dall’altra quello di mio figlio che hanno contribuito a creare la mia nuova realtà. I loro nomi sono diventati la mia nuova identità lavorativa. I miei figli non sono mai stati il problema… ma la mia rinascita.