26/06/2023
La parola è potente, fatta, unica, puntuale, decisiva, finale. Le parole invece, son fragili, immature, leggere, inesatte e malleabili.
Bisogna aver cura delle parole, perché son come il gregge dalla preziosa lana, che richiede il pastore capace, come il filone d'oro incastrato nella montagna, che richiede sforzi e maestria, per diventare gioiello.
La parola è bambino unico ed irripetibile, pieno di meravigliosa potenza, i bambini sono corale grezza della società che ha bisogno di maestri in grado di curarne l'udito e armonizzarne le voci.
Oggi come sempre, si usano le parole dimenticando la parola, ci si destreggia in scapigliature linguistiche pur di aver ragione, dimenticando l'etica e la verità di ogni parola.
Per fortuna ci sono isole dove la parola impera, dove le parole si annusano e si legano in reti neuronali che profumano di futuro.
Per fortuna, certo, se funzionassero!!! E la colpa non è solo della scuola, che spesso è gestita e/o strutturata da persone non idonee al sogno dei ragazzi, all'amore per la conoscenza, alla verità dell'essere unici in un mondo di numeri. Le colpe sono delle polis che non emergono dalla mediocrità, e di conseguenza lasciano ragazzi pieni di energie ad esaurirsi su divani di marca, macchine ultra, e banchi senza più la scritta "ti amo".
Bisogna rincorrere la parola, con voglia, passione, duende, bisogna che il genitore, prima del figlio, prima del politico, prima dell'insegnante, si metta a dialogare, gridare, urlare con la parola. Per capirla, scoprirla, amarla.
Si dovrebbe partire dal silenzio, perché parliamo troppo, digitiamo troppo, pensiamo troppo, ma non comunichiamo nulla, perché? Perché usiamo le parole, senza capire la parola. Siamo assuefatti dal bisogno di egogaina e questo ci rende mitra di distruzione di massa cerebrale. Sfondiamo la nostra per poi ammazzare quella sociale.
Basterebbe volersi bene veramente, volersi, amarsi, cercarsi veramente. Basterebbe dirsi ti voglio bene qualche volta in più, invece di regalarsi l'ennesimo telefonino troppo intelligente per telefonare e mandare messaggi mentre si guida.
Basterebbe, e non è un'opinione, leggere "ti amo" su di un banco, su di un quaderno, sulla lavagna della spesa, e sapere che siam stati noi a scriverlo al noi stesso di domani.
MaxSpera
25.6.23