27/05/2026
Un carattere tipografico può sembrare un dettaglio.
In realtà può cambiare il modo in cui un messaggio viene letto, capito e ricordato.
OCR-A e OCR-B lo dimostrano bene: nascono negli anni ’60 per una necessità precisa, rendere lettere e numeri leggibili anche dalle macchine.
OCR-A sceglie la strada più tecnica: forme rigide, geometriche, molto distinguibili tra loro, pensate per ridurre al minimo le ambiguità nel riconoscimento automatico.
OCR-B cerca un equilibrio diverso: mantenere la precisione richiesta dalla lettura ottica, ma risultare più naturale anche per l’occhio umano.
Due approcci diversi, una stessa lezione: ogni scelta grafica deve rispondere a un uso reale.
Nel nostro lavoro vale lo stesso principio. Font, formato, materiale e finitura non si scelgono solo perché “stanno bene”, ma perché devono aiutare il progetto a funzionare meglio per chi lo riceverà.
Dalla grafica alla stampa, trasformiamo un’idea in una comunicazione chiara, coerente e concreta.