24/08/2025
Eccolo il nuovo martire del turismo italiano: il leghista Massimo Casanova, patron del Papeete Beach, travolto non solo dalla tempesta che ha colpito Milano Marittima, ma anche – a suo dire – dalla vera tragedia dell’estate: quelli che rompono per il caro lettini.
“Dove sono adesso?” sbotta, in mezzo ai gazebo rotti e agli ombrelloni volati via, come se le critiche ai 70 euro per una giornata in spiaggia fossero state la vera causa del nubifragio.
Una dichiarazione che, francamente, sembra uscita da una parodia: il mare in tempesta, le raffiche di vento, gli alberi caduti e lui che si chiede dove siano i clienti polemici.
Forse sperava che fossero lì con secchiello e paletta a sistemare i lettini?
Nel frattempo, il Papeete – che paga 850 euro al mese per occupare 5.246 metri quadrati di spiaggia, quanto uno studente disperato paga una stanzetta di 10 metri quadrati a Roma – continua a fatturare milioni e milioni di euro all’anno, vende cocktail a peso d’oro e ora si lamenta pure dei danni, senza un briciolo di pudore.
E allora caro Casanova, siam sempre qui. Siamo quelli che “rompono”, che criticano i monopoli balneari, i privilegi da feudatari. E continuiamo a schifare questo sistema che socializza le spiagge quando c’è da pagare i danni, ma le privatizza appena c’è da incassare.
Faccia l’assicurazione, Casanova. Magari con i soldi che spenna ogni giorno ai turisti.