Questa sezione della pagina di Facebook è destinata ad una storia - così suggerisce il titoletto che Zuck ha inserito per identificarla - che però strutturerò diversamente, pur senza snaturarne lo scopo. Lo farò rispondendo a dei semplici perché.
⚠️ N.B. La corretta sequenza delle domande - dettata dalla buone norme della comunicazione - imporrebbe di osservare un ordine inverso rispetto a quello
che troverete in seguito. Visto però che viviamo nell’epoca del mordi e fuggi, mi sono concesso la libertà di modificarlo per portarvi direttamente al nocciolo della questione.
1️⃣ Perché esiste la pagina Dedo design? Questa è la risposta, o meglio, l’opportunità che ha offerto, seppur con tutta la sua drammaticità: il tempo. ⏳
L’hanno detto in tanti e in tutte le salse, lo so, ma perché è semplicemente/drasticamente vero: d’un tratto ci siamo trovati tra le mani tutto il tempo che abbiamo spesso recriminato. Il mio, l’ho rivolto dapprima all’osservazione, successivamente all’analisi e allo studio ed infine al confronto. E il risultato è stato una trasformazione professionale in digitale. Scrivendo digitale è facile intuire dove il mio tempo è stato speso: in rete, e nello specifico, nei social. Eravamo tutti a conoscenza della loro popolarità, anche se più dal punto vista ricreativo che professionale, ma con la pandemia e il conseguente lockdown li abbiamo rivalutati e il trend sembrerebbe cambiato. Uso il condizionale non a caso, perché dopo aver assistito a tutto ciò ho cominciato ad analizzare il modo in cui stava accadendo e il confronto con quella che è stata la mia esperienza di 30 anni è stata inevitabile. Il risultato ottenuto è sempre lo stesso: mancano l’attenzione e la coerenza della comunicazione, perché se ne sottovalutano l’importanza e l’efficacia. Sia in fase iniziale quanto ad attività già avviata, le energie, la costanza, la perseveranza, il tempo e il denaro sono prevalentemente rivolti ad altri aspetti, sicuramente importanti, ma non certo meno dei modi e dei mezzi giusti per farsi riconoscere. Una volta, la classica espressione era: «Per il logo ci pensa mio nipote, gli do 50.000 lire, poi stampo 3000 volantini e sono a posto»; ora, invece, grazie alla tecnologia il logo lo si fa da soli e poi si va via di post su Facebook... che tanto son tutti lì! Questi approcci, oltre a non portare nessun beneficio, fanno spuntare come funghi una miriade d’incompetenti - venditori di fumo 💭- che se ne approfittano proponendo soluzioni infallibili per un improbabile successo. Ecco perché ho creato la mia pagina. Non ho la presunzione di avere la soluzione a tutti i problemi, però ho la certezza che non funziona così, perciò alcuni li possiamo sicuramente risolvere. Non raccontiamoci favole: non sono un benefattore e anch’io come voi non campo d’aria, ma se avrete la volontà di seguirmi troverete diversi spunti che vi serviranno per agire da soli, e se proprio non ci dovreste riuscire o vorreste andare oltre e volere di più... beh, a quel punto, io sono qua! 😉
2️⃣ Perché faccio il grafico? La risposta la devo ripescare tra i ricordi del passato. Ho 52 anni e sono nato a Bergamo. Da piccolo trascorrevo diverso tempo nella tipografia dei miei zii... giocavo. Penso che sia stato lì che, nella mia testa di bambino, si è fatta largo la vena artistica, stimolata dalla magia delle immagini e delle parole che dal nulla apparivano su un foglio bianco.
È nato tutto dal gioco, ma alla fine ho finito per lavorarci. Facendo la gavetta ho acquisito nozioni basilari che si sono trasformate in solide fondamenta per quella che sarebbe diventata la mia scelta professionale - il grafico - soprattutto quando nel 1990 iniziai a mettere le mani sul primo Mac, il IIfx: il primo computer professionale della Apple.
3️⃣ Perché Dedo? Mi chiamo Diego e da questo ha origine. Da piccolo - tantissimi anni fa 😊 - quando ho imparato a dire il mio nome, Dedo è stata la prima parola uscita dalla mia bocca che ci assomigliasse vagamente. La scelta di usarlo è perciò puramente affettiva, non è mai diventato il mio soprannome, ma un nomignolo che ancora adesso pochi intimi usano. Scoprire poi che di “Dedo” che fanno la mia professione ce ne sono diversi - devo dire la verità - mi ha spiazzato, ma non al punto da farmi cambiare idea e... eccomi qua!