21/01/2025
"L'impremanager deve chiarire bene il suo ambito di autonomia e il suo ruolo, deve accettare, anche intimamente, un cambio di postura e, inevitabilmente, di status sociale. Non più imprenditore, deve saper trovare motivazione in un nuovo capitolo di vita professionale sua e della sua azienda..."
Sto leggendo il libro "Imprese al Futuro" e questo paragrafo mi ha colpito particolarmente.
Non c’è cosa più vera. E a mio parere, il concetto di "impremanager" non dovrebbe entrare in gioco solo quando un’azienda arriva al punto di cedere il passo a una nuova proprietà. Dovrebbe essere presente fin dal primo giorno, appena si apre una partita IVA. Perché, nella realtà delle piccole e medie imprese italiane, sei sempre sia imprenditore che manager. O almeno dovresti esserlo.
Il problema è che molti imprenditori si limitano a fare i "tecnici di lusso", gestendo tutto in base all’istinto o alla pancia. Fanno quello che sanno fare meglio: il prodotto o il servizio. Ma un’impresa non cresce con la sola tecnica. Cresce con visione, strategia, disciplina. E qui entra in gioco il ruolo dell’impremanager, quella figura che sa bilanciare il pragmatismo del fare con la lungimiranza del gestire.
A mio parere, essere impremanager significa sapere quando mettere da parte l’ego dell’imprenditore per dare spazio alla razionalità del manager.
Significa accettare che la crescita passa attraverso regole, procedure, delega e analisi. E, sì, anche sacrificio. Perché crescere un’azienda non è diverso da crescere un figlio: richiede cura, disciplina e una sana dose di autocritica.
Io stesso, nel mio percorso, ho dovuto imparare questa lezione a caro prezzo. Non basta essere un visionario.
Non basta neanche essere bravo tecnicamente.
Devi diventare quel leader capace di impostare l’azienda come una macchina che funziona anche senza di te. Ed è qui che molti falliscono: vogliono essere tutto, ma non accettano il cambio di postura, il passaggio da imprenditore a impremanager.
Per questo credo che ogni imprenditore, soprattutto nel settore impiantistico, debba lavorare su due fronti sin dal giorno zero: creare valore con il prodotto, servizio o soluzione e costruire un’organizzazione che possa camminare sulle proprie gambe. Perché, alla fine, non importa quanto bravo sei a fare il tuo lavoro. Se non sai essere anche un manager, non stai facendo azienda.
Grazie, Sergio Novello, per questo spunto.
È un concetto che dovrebbe diventare il mantra di ogni piccolo imprenditore italiano. E il mio augurio, per tutti quelli che vogliono davvero fare la differenza, è che trovino il coraggio di accettare questa sfida.
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