09/07/2026
«Intorno a noi, e dentro di noi, esistono vaste dimensioni della realtà che rimangono ancora inesplorate. Dai fulmini agli ambienti elettricamente carichi degli acceleratori di particelle, questa collezione dà forma a forze che raramente si manifestano ai nostri occhi. Non cerco di spiegarle; desidero piuttosto accrescere la nostra consapevolezza dell’ignoto, ricordandoci i misteri che si celano all’interno di questo multiverso.».
L’ultima collezione di Iris van Herpen, Sonic Starquakes, presentata durante la Settimana dell’Alta Moda di Parigi il 6 luglio 2026, trae ispirazione dalle vibrazioni sonore delle stelle, dalle strutture ramificate delle supernove in esplosione, dalle geometrie a spirale delle galassie e dalla turbolenza del plasma.
Quando gli astrofisici rilevarono per la prima volta i terremoti stellari (starquakes), scoprirono qualcosa di profondo sulla natura dei corpi celesti. Le stelle sono strumenti oscillanti, “suonati” da onde di pressione che attraversano le profondità del loro plasma. Le stelle più grandi producono i suoni più bassi e profondi, simili a quelli di una tuba o di un contrabbasso. Le stelle più piccole, invece, hanno voci più acute, come flauti celesti. Queste vibrazioni modificano la luminosità e il movimento della superficie seguendo ritmi tanto precisi quanto quelli di una melodia composta.
Il plasma non possiede una forma né un volume definiti ed è il quarto stato della materia. Il suo intenso bagliore rosso, simile a quello delle nebulose, è generato dagli elettroni che passano da un livello energetico all’altro, emettendo fotoni a precise lunghezze d’onda. Iris Van Herpen è la prima stilista ad aver integrato questo elemento nella couture, trasformando la sfilata in una celebrazione dove l’arte dell’alta manifattura si fonde con la scienza e la tecnologia.
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