Tommaso Bovo graphic designer

Tommaso Bovo graphic designer Graphic designer

"Storicamente, quello che rimane è sempre il kitsch. Si pensa spesso sia il contrario, ma non è così". Ho incontrato Ald...
04/06/2019

"Storicamente, quello che rimane è sempre il kitsch. Si pensa spesso sia il contrario, ma non è così".
Ho incontrato Aldo Cibic a Vicenza, questo è quello che ci siamo detti.

Una delle peculiarità del design italiano è stata quella di aver trovato dei linguaggi credibili, alternativi ai principi razionalisti del secondo dopoguerra. Questa strada di emancipazione ebbe la sua esplosione a metà degli anni Sessanta con la contestazione portata avanti dai movimenti Radical...

29/04/2019

“Il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera”.

“Non c’è più l’urgenza di produrre come si faceva una volta. Nel secondo dopoguerra produrre industrialmente era una nec...
27/03/2019

“Non c’è più l’urgenza di produrre come si faceva una volta. Nel secondo dopoguerra produrre industrialmente era una necessità sociale ed etica: c’era il bisogno di ricostruire una società anche attraverso gli oggetti di consumo. Ma parlare di ‘design democratico’, oggi, è secondo noi criminale, vuol dire sostanzialmente riempire il mondo di ulteriori prodotti.
Questo non è un sistema che vogliamo supportare, non ci interessa, anzi è pericoloso. Non ci interessa che una nostra lampada venda milioni di copie, la gente può stare benissimo senza. Ci interessa invece che quel prodotto sia di qualità e che possa far riflettere. Il nostro obiettivo non è produrre nuove cose ma cercare di capire come spingere un po’ più in là la riflessione sugli oggetti”.

“In our opinion there’s no longer the urgency of producing as there once was. In the second post-war period industrial production was a social and ethical necessity: the need was felt to rebuild a society also through articles of consumption. But speaking of ‘democratic design’ today is criminal in our opinion: it basically means filling the world with more products.
This is a system that we don’t want to support, that we don’t care about, and that is dangerous. We’re not concerned with selling millions of our lamps: people can live just fine without them. What we’re really interested in is the quality of that product and its ability to make people think. Our goal is not to create new things but to try to understand how to push the reflection on objects a little further”.
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Intervista / interview Studio

Frizzifrizzi

Marina Abramović, The Cleaner.
03/03/2019

Marina Abramović, The Cleaner.

"Quando dovevamo decidere il nome del nostro studio abbiamo pensato di costruire l’identità di un designer che non esist...
14/02/2019

"Quando dovevamo decidere il nome del nostro studio abbiamo pensato di costruire l’identità di un designer che non esiste. Il mondo del design è pieno di personaggi più o meno fittizi, noi abbiamo pensato di inventarne uno. Tutt’ora capita che i clienti ci chiamino chiedendo di parlare con “l’architetto Velluto”, noi di solito rispondiamo che “al momento l’architetto Velluto è occupato, ma la richiamerà non appena sarà disponibile”.

Su www.frizzifrizzi.com intervista a JoeVelluto Jvlt

https://www.frizzifrizzi.it/2019/02/13/joe-velluto-il-senso-prima-della-forma/

"Il designer è quella figura che ti dice da che parte si sta andando e quale sarà il futuro in cui ci si muove. Non è pi...
13/02/2019

"Il designer è quella figura che ti dice da che parte si sta andando e quale sarà il futuro in cui ci si muove. Non è più un operaio del disegno a cui viene richiesta “la bella forma”. Per forza di cose il designer oggi deve essere multidisciplinare e occuparsi di vari ambiti. Come dici tu, il suo compito è definire una filosofia aziendale prima che ideare nuovi prodotti".

Intervista allo studio Joe Velluto

https://www.frizzifrizzi.it/2019/02/13/joe-velluto-il-senso-prima-della-forma/

"Forse direi che oltre all’Utopia oggi abbiamo bisogno di obbiettivi da raggiungere. Ho la sensazione che molto del male...
25/01/2019

"Forse direi che oltre all’Utopia oggi abbiamo bisogno di obbiettivi da raggiungere. Ho la sensazione che molto del malessere generale della nostra epoca derivi dallo svuotamento di significati delle nostre azioni, del senso del nostro lavoro".

Il metodo progettuale di Francesco Faccin è quello che ritroviamo nelle figure mitiche dei Maestri, lui però ne aggiorna sia i linguaggi che i temi proposti. È il continuatore di un'idea di design in cui la forma è sempre il risultato di riflessioni profonde. Per Faccin il progetto esiste solo s...

"Io credo che alcune nazioni hanno un’estetica molto forte e ben delineata: è abbastanza facile capire se un designer è ...
19/11/2018

"Io credo che alcune nazioni hanno un’estetica molto forte e ben delineata: è abbastanza facile capire se un designer è scandinavo, olandese oppure tedesco. L’Italia, come sempre, ha tante influenze, tante complessità che si traducono in tante diversità. La varietà di linguaggi che abbiamo qui non le ritroviamo all’estero. Noi non abbiamo un’estetica definita e questo, secondo noi, è una cosa molto bella, un valore aggiunto". Sovrappensiero Design Studio
Ernesto Iadevaia Lorenzo De Rosa Frizzifrizzi Simone Sbarbati

Il design contemporaneo sta vivendo un momento di smaterializzazione dei prodotti. I designer, da inventori di nuove forme, stanno diventando figure che progettano prima di tutto riflessioni. Ernesto Iadevaia e Lorenzo De Rosa fondano lo studio Sovrappensiero nel 2007. Potremmo definire il loro un d...

"Quando dovevo scegliere il tema della tesi dissi a Beppe, quasi con vergogna, 'io lavoro da un falegname', lui mi rispo...
11/10/2018

"Quando dovevo scegliere il tema della tesi dissi a Beppe, quasi con vergogna, 'io lavoro da un falegname', lui mi rispose 'cavoli! Ma questo è un valore aggiunto straordinario!'
È stato lui a farmi capire che la parola “falegname” potevo dirla senza timidezza. Capii che il legno poteva portare a qualcosa di interessante, soprattutto se accostato al percorso progettuale che avevo deciso di intraprendere con il Politecnico.
Giacomo Moor

Frizzifrizzi Simone Sbarbati Ethel Margutti Michela Voglino

Ci incontriamo a Milano, nel suo grande e singolare studio-laboratorio, un ex capannone industriale dove al piano superiore è stata realizzata un'area dedicata alla progettazione e al piano inferiore una modernissima falegnameria. È questo il luogo che rispecchia perfettamente l'idea che Giacomo M...

"A volte mi danno del creativo, e a me non piace. Creativo è una parola terribile".Giulio Iacchetti Klat Paolo Priolo Em...
23/04/2018

"A volte mi danno del creativo, e a me non piace. Creativo è una parola terribile".

Giulio Iacchetti
Klat Paolo Priolo Emanuela Carelli Michela Voglino

Giulio Iacchetti è un designer che progetta riflessioni in forma di oggetti, il suo è un design impegnato, che prende posizione. È un discendente della grande tradizione dei maestri italiani. Il suo modo di progettare, però, è molto più smaliziato: i messaggi che lancia sono spesso politici...

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50122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
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Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
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Telefono

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