11/02/2019
Anche noi abbiamo deciso di chiudere a malincuore ma con consapevolezza la nostra attività appoggiare con fermezza la protesta di tutti gli allevatori sardi che chiedono un prezzo più congruo per il frutto del loro lavoro.
Tra i nostri clienti, amici e parenti, vantiamo tanti allevatori e spesso ci si sofferma a discutere con loro sul malessere cronico radicato nell'economia isolana e in particolar modo nel mondo dell'allevamento, perciò aderiamo a questa importante manifestazione con una motivazione forte che ci accomuna.
Capiamo alla perfezione cosa significhi dedicarsi anima e corpo alla propria attività e lavorare 12 e più ore al giorno e non essere ripagati per tutti gli sforzi fatti, vuoi per il prodotto/servizio sottopagato, vuoi perché le tasse e le spese per mandare avanti un'impresa ormai sono oltre ogni limite economicamente sopportabile.
Quello che sta succedendo in questi giorni dovrebbe far riflettere tutti, perché siamo tutti pastori e siamo tutti commercianti e artigiani. Le nostre/vostre piccole attività nei paesi si battono ogni giorno con i giganti del commercio, produttori e multinazionali di ogni genere e sorta che stanno facendo terra bruciata lasciando alle spalle povertà e miseria sul nostro territorio in cambio di qualche spicciolo per un litro di latte oppure uno sporco stipendio sottopagato.
E la colpa di tutto ciò di chi è? Delle multinazionali? Dei produttori? Della politica? Sicuramente sono tre elementi legati tra loro da un filo conduttore e hanno avuto, hanno e continueranno ad avere il loro peso sociale. Esiste però un quarto elemento, il più importante, che come abbiamo visto in questi giorni può cambiare le carte in tavola. Siamo noi, orgogliosi cittadini sardi, pastori e amici di pastori che manifestiamo per vedere riconosciuta la propria dignità. Ci siamo chiesti però cosa facciamo nel nostro quotidiano per evitare l'avanzare dei pesci grossi? Con quale faccia urliamo contro la grossa distribuzione se siamo noi stessi i primi ad alimentarne i fatturati?
Compriamo veri prodotti sardi, il formaggio e la carne dal proprio allevatore vicino di casa o la frutta e la verdura locale. Quando acquistiamo beni e servizi guardiamoci intorno e vediamo se il negozio sotto casa offre il prodotto di cui abbiamo bisogno, ogni volta che facciamo un acquisto pensiamo se quell'acquisto ha un reale ritorno economico sul territorio in cui viviamo, altrimenti avremo perso tutti la nostra battaglia.
Aderiamo a questa battaglia perché oggi voi aprite le saracinesche dei vostri refrigeratori e domani noi potremo essere costretti a chiudere quelle dei nostri negozi.