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Juice for Breakfast In Juice ci occupiamo di graphic design, character design, motion design, web design e consulenza.

Juice for Breakfast è uno studio creativo fondato da Giulia Amoruso B., ed è specializzato in character design e comunicazione visiva.

08/06/2026

Ti è mai capitato di dover stravolgere la struttura di un progetto o di un racconto per farlo funzionare?

Nolan, con Memento, ha fatto proprio questo: ha preso le regole classiche della narrazione, quelle confortevoli del Viaggio dell'Eroe, e le ha fatte a pezzi. Ha ribaltato la linea del tempo per costringerci a provare lo stesso senso di smarrimento del suo protagonista.

Nel design narrativo questo gioco ha un nome preciso: intreccio.

La fabula è la linea retta, l’ordine cronologico dei fatti, l'inizio che porta alla fine. L’intreccio invece è l’ordine in cui un narratore decide di presentarti quegli stessi eventi, stravolgendo il tempo per creare mistero, tensione, stupore.

Spesso, quando lavoriamo al branding o alla strategia dei nostri clienti, siamo terrorizzati all'idea di uscire dai binari convenzionali della narrazione. Pensiamo che per essere chiari si debba per forza essere lineari. Ma Memento ci insegna l'esatto contrario: puoi rompere ogni coordinata temporale, a patto che l'architettura invisibile del racconto sia coerente. Che il messaggio sia chiaro. Che la trasformazione sia reale.

Conoscere le regole...per potersi permettere il lusso di distruggerle.
Questo è il potere dello storytelling.

🍿 Se vuoi capire come rompere le regole senza perdere la bussola, trovi l'episodio completo su Youtube, il link è in bio.

💌 Cerchi schemi, guide ed esercizi utili per mappare la narrazione del tuo brand? Iscriviti alle mie lettere su Substack per ricevere l'accesso gratuito alla Story Toolbox segreta di Juice ✨

Mi capita spesso nei musei, davanti agli schermi con video istituzionali. Mi siedo, con tutta la buona volontà del caso,...
07/06/2026

Mi capita spesso nei musei, davanti agli schermi con video istituzionali. Mi siedo, con tutta la buona volontà del caso, aspetto qualche minuto. Mi perdo in fretta. Sento l’urgenza di alzarmi e di cominciare a esplorare la mostra da sola.

La verità è questa: è davvero difficile catturare l’attenzione dei visitatori e aiutarli a immergersi, completamente, in una storia.

A Casa Macchi, per me, è stato diverso.

Mi sono ritrovata al buio, nella scuderia, completamente rapita. Una voce narrante calda, una scrittura puntuale ma di sentimento, un montaggio immersivo. Sono rimasta fino all'ultimo secondo. Quasi dispiaciuta che il racconto fosse terminato. E invece doveva ancora iniziare.

Quello che quel video mi ha regalato, prima ancora di varcare la soglia delle stanze, è la cosa più preziosa che si possa dare a un visitatore, a un cliente: contesto. Un ponte emotivo.

Casa Macchi è un gioiello narrativo, rimasto fermo nel tempo ma ancora abitato da ricordi.
I cimeli sul comò, gli occhiali sul tavolo, il pianoforte, le carte da gioco. Tessuti e vestiti, giocattoli e chincaglierie. Oggetti che raccontano una quotidianità sospesa, non dimenticata.

L’architettura invisibile della narrazione trasforma una sequenza di stanze in una casa che respira ancora.

Dalle mie note, dopo la visita:
✨Ogni oggetto, ricordo, appunto, ricamo, utensile…ha fatto parte della storia di qualcuno.
✨ Anche le storie più semplici valgono la pena di essere condivise.
✨Non servono straordinari e imprevidibili colpi di scena per conquistare chi guarda, chi legge, chi esplora.
✨Infine: le nostre vite normali meritano di essere ricordate.

“A Casa Macchi non c’è nulla di straordinario, né nel giardino, né nell'architettura, né nelle decorazioni o negli arredi, né infine negli oggetti o nella storia dei suoi abitanti. Eppure la prima visita qui soddisfa: è il fascino di penetrare in un mondo che è stato conservato fin nei suoi minimi dettagli e congelato nel momento dell'abbandono - quasi furtivo, repentino e inevitabile. Un mondo che ancora odora di vita quotidiana, della caffettiera rimasta sulla stufa o della p**a lasciata sul tavolino tra le poltrone del salotto.”
(dal FAI)

29/05/2026

"The Pagemaster" non è solo un film d'animazione, è una lezione di trasformazione.
È il film che mi ha insegnato che per cambiare pelle, per crescere e per evolversi (e per superare gli attacchi di panico, perché no) - nel business come nella vita - non esistono scorciatoie. Bisogna accettare di attraversare la storia.

In questo secondo estratto della serie "Il Succo della Storia", usiamo la parabola del piccolo Richard Tyler per esplorare il Viaggio dell'Eroe.

Spesso, quando lavoriamo al branding o alla strategia dei nostri clienti, vorremmo poter saltare la parte difficile e arrivare direttamente alla soluzione.

Ma The Pagemaster ci insegna che non puoi trasformarti se non accetti di sporcarti le mani con l'Horror, perderti nel Fantasy e rischiare nell'Avventura.

Questo film è una “masterclass” a tutti gli effetti: insegna a guidare il proprio pubblico attraverso l'incertezza del cambiamento per portarlo a una nuova consapevolezza.

Se vuoi capire come si proietta un cliente dentro il suo arco narrativo, come gestire la sua paura di cambiare (eventuali attacchi di panico annessi) e come guidarlo con successo verso la sua trasformazione, il video completo è su YouTube ❤️

💌 🧃✨ STORY TOOLBOX: Ho preparato uno schema PDF sul Viaggio dell'Eroe (lo strumento magico per capire a che punto del percorso ti trovi o si trova il tuo cliente).

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Con Anna Acquistapace abbiamo esplorato le sfumature della genitorialità a più riprese, dando forma visiva a Nidi Fiorit...
28/05/2026

Con Anna Acquistapace abbiamo esplorato le sfumature della genitorialità a più riprese, dando forma visiva a Nidi Fioriti e ai suoi Festival, e traducendo in segni grafici l’ascolto nel podcast Grembo.

Quando mi ha chiesto di illustrare la copertina del suo primo libro, "Nascere è un verbo plurale", ho sentito subito che stavamo chiudendo un cerchio magico.

Credo profondamente nel lavoro di Anna. Credo nella sua preziosa capacità di dare voce alla verità, senza sconti ma con estrema cura e delicatezza. Per lei raccontare non è un mestiere: è una missione. E la cosa che ho apprezzato di lei fin dall'inizio è questa dote innata nel generare connessioni, intrecciare racconti e farti sentire, davvero, parte di un villaggio.

Per questa cover abbiamo esplorato strade diverse. Poi, in una sera di febbraio, mentre parlavamo proprio di quel concetto di pluralità, di circolarità, di unione...eccola lì.

La danza.

Una danza collettiva attorno a una luna che nasce e che illumina un abbraccio universale.

Perché questo libro non è un manuale per essere genitori perfetti (quelli non esistono, e per le risposte pronte ci sono già i parenti o ChatGPT). Questo libro è un invito a rallentare, a fare spazio a tutte le sfumature della gravidanza e del dopo, a non sentirsi sbagliati. È la prova che, anche senza istruzioni, si può trovare la propria strada.

Oltre le liste infinite di cose da comprare e da fare, c'è un bisogno che nessuno può mettere nel carrello: il tempo. Il tempo per non sentirsi soli.

Grazie di cuore ad Anna per l'invito a partecipare a questa danza.

"Nascere è un verbo plurale — Una grammatica imperfetta per gravidanza, parto e genitorialità" (con la prefazione di Francesco Billari) vi aspetta in tutte le librerie e online.



Editore: Edizioni San Paolo
Supporto grafico: Maura Zoccolante
Foto: Tomás Quiroga

20/05/2026

"Big Fish" non è un film, è una lezione.

È il film che mi ha insegnato che ci sono due modi per raccontare la vita: come una serie di fatti o come una storia che vale la pena di essere ricordata.

In questo primo estratto della serie "Il Succo della Storia", entriamo nel cuore del realismo magico, uno dei pilastri di Studio Juice. Perché, lo dico sempre, lo storytelling non è solo "raccontare favole": è capire come trasformare l'ordinario in straordinario.

Big Fish è una masterclass su come un narratore (o un brand) può sfumare il confine tra realtà e meraviglia per farti credere che tutto sia possibile.

Se vuoi capire come si costruisce un'architettura invisibile che genera una connessione profonda con il tuo pubblico, il video completo è su YouTube ❤️ Parliamo di Pixar, del Viaggio dell'Eroe e di come far evolvere i tuoi personaggi.

💌 🧃✨ STORY TOOLBOX: Ho preparato uno schema PDF sul Viaggio dell'Eroe (lo strumento magico che usa Ed Bloom!). Lo trovi iscrivendoti alle mie lettere nel link in bio ✨

"Spengo il telefono" is the new "ti amo" 💘
18/05/2026

"Spengo il telefono" is the new "ti amo" 💘

Quando i personaggi di una storia sono costruiti così bene, continuano a parlare. Anche dopo 30 (31!) anni ✨Letters for ...
07/05/2026

Quando i personaggi di una storia sono costruiti così bene, continuano a parlare. Anche dopo 30 (31!) anni ✨


Letters for Breakfast è la mia newsletter su Substack. Arriva una volta al mese, niente spam, e dentro ci trovi sempre: un racconto breve, un angolo Cinemino, storytelling tips e le ultime storie che abbiamo raccontato con i nostri clienti di Studio Juice.

Se ti iscrivi accedi anche, gratuitamente, alla Story Toolbox 🧃, un posto del cuore in cui raccolgo schemi, esercizi e approfondimenti per aiutarti a raccontare la tua storia. Al suo interno trovi anche gli episodi de "Il succo della storia" 🫶 Link in bio 👆🏻

E se il narratore della tua storia oggi ti stesse mentendo? Per tre settimane al mese la mia vita è molto simile a una c...
31/03/2026

E se il narratore della tua storia oggi ti stesse mentendo?

Per tre settimane al mese la mia vita è molto simile a una commedia. Poi arriva "quella" settimana: quella in cui il cielo di Milano sembra quello di The Day After Tomorrow e anche un preventivo non accettato sembra un fallimento totale.

Non è cambiato il mio lavoro, è cambiata la mia "sceneggiatura".

Ho imparato che nei giorni di SPM (o DDPM) non bisogna credere a tutto ciò che ci raccontiamo. Serve una "voce fuori campo di scorta" che ci ricordi chi siamo davvero.

Ne parlo nella nuova newsletter, dove trovi anche un regalo: la Scheda Personaggio per non perdere la rotta quando il tuo narratore diventa inaffidabile. 🧃👇

O forse è solo colpa di un panda rosso.

Per anni mi sono scervellata su come costruire una comunicazione a prova di bomba.Spoiler: sono sempre stata incostante,...
27/03/2026

Per anni mi sono scervellata su come costruire una comunicazione a prova di bomba.

Spoiler: sono sempre stata incostante, istintiva e disordinata.
Sopra ogni cosa: dispersiva.

Saltellavo da un social all'altro lanciando manciate di bricioline: dest sinist, dest sinist, qui e lì, notte e dì.

Mai capito dove fermarmi, su cosa concentrarmi, a cosa dare realmente importanza.

E poi non sapevo bene cosa raccontare, anche se lo facevo per lavoro. E che il calzolaio ha sempre le scarpe rotte, alla fine, è sempre stata una scusa.

Perché la verità, in fondo, è sempre stata questa: avevo paura.
Paura che le mie storie non servissero a nessuno.

Però, l'ho capito dopo tanti anni, le mie storie servivano a me, prima di tutto. Per capirmi, per conoscermi. Per risolvere tutti i miei ingarbugliamenti. Per crescere e trasformarmi.

Quando l'ho capito, è cambiata una cosa, piccola ma significativa.

Ho cominciato a raccontare anche quella paura e tutti i capitomboli annessi. E quando ho lasciato cadere la maschera del perfezionismo mi sono sentita sollevata.

E ho capito che le storie che scriviamo, che raccontiamo, che condividiamo, non devono piacere a tutti. Devono servire a qualcuno. Servire qualcuno.

E "servire" non immaginatelo nella sua accezione più negativa, pensate piuttosto all'atto di servire la cena.

Una cosa tipo questa:
portare in tavola una ciotola di zuppa e del pane caldo per i vostri ospiti che vagabondano da anni su tutti i social e sono sfiniti da lunghe battaglie. Si sono fermati nella vostra locanda per cercare riparo e, fradici di una pioggia battente, si accasciano sul tavolo dicendovi "mi sono perso/a" oppure "sono stanco/a".

La vostra storia, per quella singola persona, può fare la differenza. Conforto, chiarezza, idee, ispirazione, direzione.

Un riparo - seppur temporaneo - dalla tempesta.


Iscriviti alle mie Lettere su Substack per accedere alla Story Toolbox e scaricare schemi, esercizi e approfondimenti per aiutarti a raccontare la tua storia. Te lo garantisco, servirà a qualcuno ✨ E poi, dentro ci trovi anche i poster motivazionali per arredare la tua locanda 🍜💫 Link in bio ☝🏻

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